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Ciclismo | 14 settembre 2023, 14:01

Campioni, aneddoti e gloria senza tempo: la Tre Valli dice "102" ed è in mostra al Museo del Ghisallo

Sabato alle 11 in un luogo iconico del ciclismo verrà inaugurata l'esposizione dedicata alla corsa simbolo della nostra provincia. Immagini storiche, riproduzioni di giornali dell'epoca e cimeli unici faranno rivivere le prime 101 edizioni della gara della Binda che martedì 3 ottobre regalerà nuovi brividi da Busto a Varese

Campioni, aneddoti e gloria senza tempo: la Tre Valli dice "102" ed è in mostra al Museo del Ghisallo

Verrà inaugurata sabato 16 settembre alle ore 11 al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio l’esposizione dedicata alla storia della Tre Valli Varesine.

In mostra ci saranno una selezione di immagini storiche, riproduzioni e giornali d'epoca di alcune delle 101 edizioni della Tre Valli Varesine. Dalle immagini delle prime edizioni vinte da Libero Ferrario e Severino Canavesi a quelle delle vittorie di campioni come Fausto Coppi, Gianni Motta, Giuseppe Saronni, Eddy Merckx. E ancora da quelle più recenti di Primož Roglič, vincitore dell’ultimo Giro d’Italia che trionfò sul rettilineo di via Sacco a Varese nel 2019, e Tadej Pogačar, vincitore con una grande volata lo scorso anno, a pagine della Cronaca Prealpina e della Gazzetta dello Sport. Materiali provenienti dall'archivio della Società Ciclistica Alfredo Binda da appassionati di ciclismo che hanno segnalato o prestato quanto in loro possesso.

L'esposizione, promossa dal Museo del Ghisallo sarà impreziosita da alcuni cimeli della collezione permanente del museo. Realizzata in collaborazione con la Società Ciclistica Alfredo Binda e con l'Associazione Tre Valli Varesine rientra nel calendario degli eventi in occasione della prossima Tre Valli Varesine che si disputerà martedì 3 ottobre con partenza da Busto Arsizio e arrivo a Varese (clicca e leggi QUI).

La mostra sarà visitabile fino al giorno 1° novembre negli orari di apertura del museo.

IL MUSEO DEL CICLISMO MADONNA DEL GHISALLO

Il Museo del Ciclismo, che quest’anno ad ottobre festeggerà il suo diciassettesimo anno di apertura, sorge a fianco dell’omonimo Santuario della Madonna del Ghisallo, proclamata protettrice dei Ciclisti dal 1949 per volontà di papa Pio XII.

Da sempre è uno dei luoghi più noti per i ciclisti di tutte le età e di tutte le categorie agonistiche. Anche quest’anno l’affluenza di visitatori si è confermata di provenienza internazionale.

Il museo, la cui collezione è cresciuta nel tempo grazie alla collaborazione con il mondo ciclistico, conserva ad oggi quasi 2000 cimeli, fra cui biciclette, maglie, e vari oggetti di gara.

Di grande vanto la raccolta di maglie, più di duecento, di numerose competizioni nazionali ed internazionale.

Dopo una prima parte di stagione molto intensa, ricca di eventi e di ospiti importanti, il Museo del Ghisallo ospiterà la seconda esposizione temporanea dell’anno dedicata alla storica gara ciclistica delle Tre Valli Varesine, che sarà visitabile fino al 1° novembre, ultimo giorno di apertura stagionale, prima della consueta pausa invernale.

QUALI SONO LE TRE VALLI VARESINE? ANEDDOTI E RECORD

La Tre Valli Varesine è una corsa in linea maschile di ciclismo su strada che si svolge nella provincia di Varese dal 1919.

Le Tre Valli che danno il nome alla competizione sono la Valcuvia, la Valganna e la Valceresio.

Dal 1929 è organizzata dalla Società Ciclistica Alfredo Binda che prende il testimone dal Club Sportivo Varesino, predecessore nell’organizzazione della competizione.

La Tre Valli Varesine è un appuntamento internazionale di altissimo livello agonistico che, nelle sue 101 edizioni, ha visto partecipare i più forti corridori di sempre, da Domenico Piemontesi e Gino Bartali a Fausto Coppi, Gianni Motta, Felice Gimondi, Giuseppe Saronni, Francesco Moser, Eddy Merckx e più di recente Vincenzo Nibali, Philippe Gilbert, Sonny Colbrelli, Thibaut Pinot, Alejandro Valverde e Tadej Pogačar.

Sono cinque i corridori varesini nell’albo d’oro della Tre Valli Varesine:

Battista Visconti (1928), Albino Binda (1930), Severino Canavesi (1934), Giuseppe Fezzardi (1962) e Stefano Garzelli (2005 – 2006).

I record di vittorie è di Gianni Motta con quattro vittorie (1965-1966-1967-1970), primato egua-gliato da Beppe Saronni (1977-1979-1980-1988).

La 102° edizione della Tre Valli Varesine, in programma per martedì 3 ottobre 2023 è riservata ai ciclisti professionisti e rientra nella prestigiosa categoria ProSeries del calendario UCI.

Gli organizzatori vantano un contratto pluriennale per diretta televisiva di RAI e dalla differita di Eurosport che trasmettono le immagini della gara nei cinque continenti portando le bellezze della provincia di Varese in mondovisione. La Tre Valli Varesine è, così, un potente strumento di promozione economico-turistica per Varese e il territorio limitrofo. La gara gode anche di un’importante copertura mediatica: carta stampata nazionale e internazionale oltre che una capillare diffusione di informazioni online.

A rendere possibile l’organizzazione di questo grande evento, l’appuntamento sportivo più im-portante di tutto il Varesotto, contribuiscono in maniera significativa, facendo squadra, Istituzioni pubbliche come, in primis, Regione Lombardia, il Comune di Varese e la Camera di Commercio di Varese con il progetto “Varese Do You Bike?”. A loro si affiancano enti e aziende del territorio che lavorano al fianco della Società Ciclistica Alfredo Binda per rendere ogni anno migliore questo grande momento di sport.

LA PRIMA VOLTA? IL 22 GIUGNO 1919

Il vernissage avviene domenica 22 giugno 1919 dove gli attori formidabili di quella "prima" sono il Club Sportivo Varesino, l’organizzatore, e Pietro Bestetti, l'indomito guerriero che vince quella prima edizione. La storia della Tre Valli Varesine inizia così, all'indomani della Belle Époque e della Grande Guerra, dove le necessità della ricostruzione culturale e sociale impongono e sposano nuove avventure sportive.

Dapprima sono i dilettanti ad esplorare e percorrere le valli varesine, nel 1924 Libero Ferrario campione del mondo in carica dei "puri" lascia il proprio segno non senza polemiche, accusato di aver ricevuto innumerevoli spinte da mani amiche.

Poi si aprono le porte allo straordinario mondo dei professionisti: entrano in scena gli anni '30 che tan-to da-ranno al nostro ciclismo. Nel 1930 vince Albino Binda fratello di Alfredo, il quale pur essendo "enfant du pays", la Tre Valli Varesine non riesce mai ad aggiudicarsela.

Nel '31 il tracciato più lungo di sempre con i suoi 303 chilometri (che passa anche dal Ghisallo) che vie-ne portato a termine vittoriosamente da Giacobbe. Il 1932 vede protagonista Alfredo Bovet, nato a Losanna e di fatto il primo straniero ad insediarsi nell'albo d'oro della corsa, anche se in realtà è natura-lizzato italiano. In quegli anni è una lotta all'ultimo colpo tant'è che Gino Bartali nel 1938 brucia il tra-guardo di Masnago con un solo pedale, quello sinistro, poiché quello destro si spezza poco prima dell'arrivo.

Si entra così nel periodo sinfonico delle grandi battaglie tra Toscana e Piemonte dove due figli di queste terre, Gino e Fausto, dirigono l'orchestra del ciclismo mondiale degli anni '40 e '50. Coppi per tre volte primo (anche nel 1939 è primo tra gli indipendenti), Bartali risponde con due secondi posti, tra di loro si interpongono anche le vittorie tra gli altri di Magni, Bevilacqua e Nencini. Nel 1955 si disputa l'unica edizione a cronometro su un chilometraggio di 100 chilometri che incorona l'Airone di Castellania campione italiano. In totale sono 14 gli iscritti alla gara: il minor numero di sempre.

Gli anni '60 guardando dall'oblò, stanno atterrando con un carico di campioni: Motta e Merckx su tutti. Merckx vince nel 1968 con la maglia iridata, Motta cala un poker di vittorie memorabile ed inaugura con la quarta ed ultima vittoria gli anni '70. È la decina fantasmagorica di Moser e Saronni. Lotta in gara e fuori gara, un dualismo alimentato anche dalla stampa e dalla televisione che non si vedeva più dagli anni ‘50. Saronni, risponde a Gianni Motta con quattro vittorie calando così un altro bellissimo poker.

Moser vince due volte, la seconda delle due nel 1978 con la maglia di campione del mondo. Arrivano gli anni di "ciclone" Bontempi, di Gianni Bugno, di Ghirotto e Chiappucci. La Tre Valli è lanciata verso il nuovo millennio. Cambiano le bici, si passa dall'acciaio all'alluminio poi dall'alluminio al carbonio. La corsa varesina oltrepassa la dogana del nuovo millennio, il coriaceo Rebellin è l'unico ciclista ad averla vinta in due millenni differenti, mentre Garzelli l'unico varesino ad essersi regalato il bis.

Gli italiani dal 1991 al 2003 dominano la classifica dei vincitori, poi nel 2004 Wegmann, riporta la vitto-ria in terra straniera.

Infine, siamo alla storia recente, quella che più ci ricordiamo perché ancora verniciata fresca e a colori, appiccicata dentro al nostro album delle storie pedalate. Nibali in maglia tricolore nel 2015, Roglič nel 2019 con la maglia color calabrone. La centesima edizione la vince il Rosso di Buja, al secolo Alessandro De Marchi, che scorta la corsa della Società Ciclistica Alfredo Binda nel suo secondo secolo di vita.

Nel 2022 la stupenda vittoria di Tadej Pogačar in una entusiasmante volata a venti, in una delle edizio-ni più prestigiose della storia della Tre Valli Varesine.

Dal 2021 alla Tre Valli Varesine riservata ai professionisti si affianca la Tre Valli Varesine Women’s Race, riservata alle cicliste donne categoria élite. Nel suo brevissimo albo d’oro ci sono già nomi di eccellenza come la cubana Arlenis Sierra Cañadilla e la nostra Elisa Longo Borghini.

Redazione

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