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In Breve

| 07 febbraio 2023, 06:00

Separazione e divorzio: pasticcio tutto italiano nella nuova norma

La novità è nel fatto che con lo stesso atto e davanti allo stesso Giudice potrà essere contestualmente proposta separazione e divorzio giudiziale.

Separazione e divorzio: pasticcio tutto italiano nella nuova norma

Dal prossimo 28 febbraio saranno operative le nuove regole in materia di separazione e divorzio.

La novità è nel fatto che con lo stesso atto e davanti allo stesso Giudice potrà essere contestualmente proposta separazione e divorzio giudiziale.

Gli atti introduttivi, dunque, dovranno essere completi inglobando sia le domande tipiche della separazione (affidamento del minore, mantenimento, diritti di visita) con quelle tipiche del divorzio (assegno divorzile cessazione civile degli effetti del matrimonio o scioglimento del matrimonio).

Il nuovo procedimento non vedrà più la struttura bifasica del procedimento sino ad oggi connotata dall’udienza Presidenziale prima (ove venivano adottati i provvedimenti urgenti) e dalla vera e propria fase istruttoria, poi.

Giudice competente sarà quello ove il minore risiede o, in mancanza di figli minori, la residenza del convenuto(cioè il soggetto che subisce l’azione) e la prima udienza dovrà celebrarsi entro novanta giorni dal deposito della domanda.

I genitori dovranno minuziosamente riferire al Giudice e singole e quotidiane attività del minore; i figli saranno sempre ascoltati per consentire al giudice di decidere al meglio su affidamento e diritto di visita.

Altro aspetto impattante la possibilità riconosciuta al Giudice di sanzionare il genitore che accettando il piano genitoriale proposto, poi non lo rispetta nelle modalità e nei tempi.

Tutte le questioni economiche e patrimoniali verranno disciplinati sulla base della domanda introduttiva che, a pena di decadenza, dovrà contenere le istanze su ogni aspetto e circostanza anche di natura probatoria.

Altra novità la possibilità riconosciuta al Giudice di condannare - con risarcimento a favore dell’altra parte - il coniuge che non deposita (ovvero la deposita in parte o falsata) la documentazione afferente alle proprie reali condizioni economiche al fine di pagare un contributo di mantenimento inferiore.

Alla prima udienza di comparizione il Giudice istruttore potrà adottare i provvedimenti urgenti di natura economica e di collocamento del minore.

Come detto separazione e divorzio potranno “viaggiare” assieme o separatamente.

Nel primo caso sarà necessario che i coniugi abbiano già effettivamente una collocazione differente dall’altro coniuge e manifestino l’impossibilità di “ricucire” il rapporto compromesso.

Nutro molte perplessità sulla prospettata riforma anche se, come sempre, solo la sua effettiva e concreta operatività ci farà capire meglio la reale portata.

Mi sembra il solito pasticcio all’italiana.

Oggi, a mio avviso, sono maturi i tempi per sopprimere definitivamente la separazione e avere un unico giudizio di scioglimento del matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Ritengo poi, che chi abbia prescritto la concentrazione delle domande, delle eccezioni e delle domande riconvenzionali nel primo atto introduttivo, non abbia mai assistito - nemmeno da spettatore - ad un giudizio di separazione o di divorzio.

Giudizio mai inferiore ad anni due e, spesso, attestato ai quattro anni di durata; in un lasso di tempo così lungo, cambiando completamente fatti e circostanza di vita (si pensi alle condizioni economiche, alle necessità dei minori, ecc) il non poter aggiornare le proprie domande alle sopravvenienze, mi sembra una previsione contraria ad ogni senso di Giustizia.

Da ultimo mi sembra bizzarro, se non folle, l’obbligo di audizione del minore; apparentemente nemmeno previsto in modalità protetta.

Sicché, immaginatevi la scena; una stanza triste di un Tribunale, all’interno della quale un estraneo (il Giudice) chiede, innanzi a mamma e papà, “tu con chi vuoi stare?”. Un modo sicuramente efficace per turbare - per sempre - la serenità del minore.

Da ultimo, mi sia consentita una considerazione di carattere generale.

La priorità delle nuove riforme sembra solo quella di velocizzare le cause; io, personalmente, mi preoccupo più di come vengono decise! Anche perché non credo affatto che saranno più brevi!

Si cerca di devolvere alla “giustizia privata” (mediazione, negoziazione assistita, arbitrati ecc) il contenzioso. 

Un grave errore in primis perchè gli avvocati (quelli bravi) cercano sempre di evitare il giudizio trovando accordi compositivi delle liti; secondariamente perchè la garantità terzietà del Giudice (pubblico) non sarà mai abbastanza garantita dal Giudice (privato).

Per snellire i processi civili basterebbe eliminare udienze spesso lunghe ed inutili (ricorrendo alla trattazione scritta), ridurre ad una (in luogo delle tra previste) le memorie istruttorie, ed altro ancora.

Ma quello che più occorre è che certi magistrati capiscano che devono lavorare; l’istituto della riserva (strumento attraverso il quale il Giudice rinvia la propria decisione intermedia o istruttoria), spesso anche su questioni banali, va eliminato!

Porta ad accumulare ritardi e dilata follemente i tempi del giudizio.

Un esempio concreto per tutti (che lo chiarisco non riguarda il Tribunale di Varese); udienza Presidenziale a luglio 2022, prima udienza innanzi al Giudice istruttore a novembre, a febbraio 2023 ancora in riserva per questioni banali.

E si tratta di un divorzio particolarmente semplice ove oggetto del contendere è solo l’entità del mantenimento in favore del minore.

Che dire…

Viva!!

 

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