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Varese | 12 settembre 2022, 09:40

Poca voglia, tanta emozione e lo spauracchio Covid: le voci degli studenti al primo giorno di scuola

La campanella è suonata: gli studenti del Varesotto sono tornati ad accomodarsi ai banchi degli istituti di tutta la provincia. Qual è il loro stato d’animo? Come prevedibile, l’entusiasmo non è alle stelle, ma la curiosità è comunque presente. Gli allievi di quinta pensano già alla maturità, e la recente pandemia non lascia ancora del tutto tranquilli

Gli studenti del Manzoni pronti per il primo giorno di scuola

Gli studenti del Manzoni pronti per il primo giorno di scuola

È suonata la prima campanella dell’anno per tutti gli studenti della provincia di Varese. Come ogni settembre, dai bambini delle scuole elementari agli adolescenti in età da liceo, ci si riarma di zaino, quaderni e astuccio e si torna ad accomodarsi ai banchi degli istituti del Varesotto.

Un anno scolastico che sa di ripresa e di ritorno a una parziale normalità con il cadere di molte delle restrizioni legate al Covid: rimane l’uso delle mascherine per i raffreddati e per i fragili e l’isolamento (senza la possibilità della didattica a distanza) per i positivi (leggi QUI le norme anti-contagio).

Ma come si sentono gli studenti assiepati fuori dai cancelli delle scuole, pronti a rimettersi piegati su libri e quaderni (si spera)?

Sensazioni sempre miste, tra chi, sconsolato, pensa che «è stata un’estate così bella che è un peccato tornare a scuola» e chi tutto sommato è curioso di vivere una nuova avventura, soprattutto tra coloro al primo anno: «Ambiente nuovo, compagni nuovi… sono emozionato, ma sarà una bella esperienza».

Una parola sicuramente usata (e abusata) da diversi ragazzi è “ansia”, riferita al rientro a scuola, oppure all’esame di maturità, nonostante disti ancora nove mesi. «È l’ultimo anno, ma i professori è dall’anno scorso che ce la ricordano».

E con il cadere di moltissime restrizioni legate al Covid, gli studenti si sentono a proprio agio? La sensazione generale è che ci sia gioia per la libertà ritrovata a questo proposito, ma l’ottimismo non regna incontrastato: «Dopo un anno con le mascherine io mi sento un po’ più libera, ma senza bisognerà comunque stare attenti. E poi i banchi sono ancora separati». E ancora: «Sono felice che si torni alla normalità, ma ho il timore che tra pochi mesi si possa tornare alla situazione di prima».

Lorenzo D'Angelo

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