C'è una stradina sterrata nel bosco delle favole che solitamente raccontiamo ai bambini ma anche ai grandi, e poi un recinto in mezzo a un prato, i vasi pronti ad accogliere 160 piantine di mirtilli, capre, caprone, capretti, galline, due cucciolate di conigli e un’oca. È ancora a poco rispetto a quel che verrà, ma è ciò che basta a Matteo Bissacca, ragazzo di 21 anni di Malnate che ci accoglie alla staccionata («Attenti al filo che ci protegge da cinghiali e cervi»), mettendo subito in chiaro che «gli animali li gestisco insieme a Bianca, capra e mascotte di 6 anni e 85 chili, a cui manca soltanto la parola. Quando la sera devo tornare a casa, fa l'offesa, e quando arrivo la mattina vorrebbe scavalcare per farmi le feste».
Matteo, ex meccanico e studente Enaip, è affiancato e sostenuto nella sua invidiabile scelta (come lo sono quelle di chi imbocca una strada nuova che porta alla libertà e alla natura selvaggia, mentre tanti - non più tutti - scelgono ancora la città) da papà Daniele, «che a volte arriva la sera o nei weekend quando io stacco alle 21, dopo essere arrivato alle 7», papà che c'è sempre nonostante il suo lavoro, papà che incoraggia, papà a cui è dedicato il nome di questa favola, "La fazenda del Besa", misterioso e affascinante mix che sicuramente s'aggancia al cognome (Bissacca), anche se non si svela completamente. Né è giusto che lo faccia.
«Ci faremo conoscere - dice Matteo - l'idea è quella di avere un giorno una fattoria moderna, magari un agriturismo, dove si recuperino complicità e frugalità con chi verrà a trovarci. Le persone non devono essere lasciate sole in mezzo agli animali: bisogna farle sentire a casa, accoglierle con un sorriso e parlarci».
Come nelle favole, qui nel bosco impossibile da raggiungere per chi non conosce la strada (presto verrà segnalata da un'indicazione, all'altezza del cancello dopo il secondo tornante scendendo da viale Borri verso Schianno, attraverso via Piana di Luco, nei pressi del cartello segnaletico "Varese"), le parole di Matteo conquistano piccoli e grandi: «Vorremmo specializzarci in capre di montagna. Quelle cha abbiamo arrivano dalla Valtellina: Bianca è la nostra padrona di casa mentre Jack, il caprone, ha 9 mesi. Poi ci sono tre capretti e una femmina novella che presto darà alla luce una capretta. Se dai affetto, loro te lo ridanno indietro cento volte di più».
Matteo spera entro agosto di essere a posto con le piantine di mirtilli e con gli animali, per poter vendere uova, qualche gallina e non solo; in un anno, un anno e mezzo vorrebbe che la fattoria fosse a buon punto, anche se non gli manca la pazienza. Il cane Mia, l'altra grande protagonista della fattoria insieme a Bianca, «raduna d'istinto tutti gli animali in gruppo e li protegge» anche dai principali nemici. Che si chiamano cervi, cinghiali, falchetti e faine: «I primi vengono rimbalzati dalla rete ma le ultime, quando puntano una gallina, penetrano dai buchi e c'è poco da fare. Per questo abbiamo installato anche delle telecamere: se c'è un pericolo di notte, in pochi minuti da Malnate sono qui».
Tra una coniglia che, nel gabbiotto dopo il recinto, ha appena dato alla luce tanti coniglietti, quattro uova giganti offerte a "Stefanone", che ci ha accompagnato anche qui, perché le possa offrire alla sua mamma che le dipingerà per Pasqua, Matteo dice di «essersi innamorato» di questa vita, dopo un po' di titubanza iniziale. Di sicuro ha fatto innamorare anche noi, a prima vista, grazie alla sua delicatezza e alla sua passione per questa fazenda varesina oggi conosciuta da pochi che, presto, speriamo venga scoperta magari non da tanti, ma dalle persone "giuste". Altrimenti che favola sarebbe.
Grazie di averci raccontato questa fiaba, Matteo, e anche delle uova bianche giganti. Ci vediamo appena sono maturi i mirtilli...
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Varese | 09 aprile 2022, 08:39
Matteo, contadino di 21 anni nei prati tra Varese e Schianno. «Qui costruisco la mia fattoria. A difenderla c'è Bianca, a cui manca solo la parola...»
C'è una stradina sterrata nel bosco dopo il secondo tornante di via Piana di Luco, a un passo dalla città, che conduce dal malnatese Matteo Bissacca a "La fazenda del Besa": «Dalle 7 alle 21 qui con capre, galline, cucciolate di conigli, oche e presto 160 piantine di mirtilli. Gli animali li gestisco insieme alla capra Bianca che, quando torno a casa la sera, fa l'offesa, e al cane pastore Mia. Sogno una fattoria dove ci sia complicità con le persone che vengono a trovarci»

Il malnatese Matteo Bissacca, 21 anni, insieme alla sua Bianca nei prati tra Varese e Schianno dove sta costruendo la sua vita da contadino e il sogno della sua fattoria






























