La digitalizzazione è una questione di rapporti: rapporti tra le “macchine” e tra i dati, e rapporti tra diversi soggetti che attraverso il digitale ambiscono a “parlarsi” meglio, ovvero in maniera più proficua e veloce.
Lavoriamo per Varese vuole vincere anche questa sfida nella prossima amministrazione comunale varesina: la lista a sostegno di Davide Galimberti ne ha parlato proprio oggi, presentando un altro punto all’ordine del proprio programma. Presidenti i candidati Fabrizio Lovato, assessore uscente, e Claudia Caravati, presidente del collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Varese.
«Digitalizzazione è sinonimo di innovazione, quindi di cambiamento: non una cosa sempre semplice da accettare -ha esordito Lovato - Pensiamo a quanto fossero per noi sconosciuti alcuni strumenti, oggi entrati invece prepotentemente nella nostra vita, prima della pandemia: usarli è stato inizialmente una costrizione. Eppure era necessario. Nell’amministrazione prima di tutto: senza di essi gli uffici comunali, nei mesi delle chiusure, non avrebbero potuto più lavorare».
La presa di coscienza ha così permesso nel Comune di Varese evidenti passi in avanti, come il rifacimento del sito comunale, oggi più funzionale per i cittadini e fruibile in otto lingue, o come i servizi resi disponibili alla cittadinanza tramite app (IO) o identificazioni digitali (Spid), nonché i certificati online.
Il futuro però chiama miglioramenti ulteriori: «Software perfetti dal punto di vista digitale possono essere poco funzionali per i soggetti che li devono utilizzare. E questo li rende inadatti, soprattutto per una pubblica amministrazione, che ha come compito principale quello di lavorare insieme a imprese, professionisti e cittadini, mettendosi al loro servizio».
Si tratta quindi di raggiungere una nuova e proficua frontiera del concetto di digitalizzazione. Che in primis significa quindi ascolto: «Quello dei professionisti è fondamentale - spiega Claudia Caravati - I sistemi devono essere pensati per chi deve fruire dei servizi che mettono a disposizione». E poi “dialogo” tra gli stessi sistemi: «È fondamentale che le banche dati parlino fra loro: pensiamo a quanti problemi si possono risolvere o attività approntare se ciò accade. Senza pensare, tornando ai professionisti, quanto un risparmio di tempo possa essere decisivo».
Quindi versatilità, efficienza, velocità e liberazione di risorse (tra i dipendenti comunali) da impiegare altrove. Da qui il programma che vorrebbe coinvolgere tutte le associazioni che si trovano a collaborare con il Comune: «Vogliamo mettere a disposizione la nostra esperienza e competenza per migliorare i servizi comunali».
«La sfida della macchina comunale sulla digitalizzazione è la stessa che sta affrontando lo Stato - ha aggiunto Maria Chiara Gadda - nel rivedere processi e funzioni. Il PNRR rende ancora più urgenti i progressi, soprattutto per le amministrazioni locali: solo quelle che avranno tutti gli strumenti adeguati potranno intercettare le risorse che arriveranno».















