E’ l’unico programma elettorale, quello del centrodestra, che ha dedicato un capitolo agli animali d’affezione e alle proposte per migliorare la convivenza con gli amici a 4 zampe in città. Cinque i punti che Matteo Bianchi ha dedicato ai cani e ai loro padroni, cominciando però da chi un padrone non ce l’ha, ovvero gli ospiti del canile di via Friuli.
«Che non può definirsi propriamente un canile – spiega Bianchi – La struttura di via Friuli non è assolutamente più adatta ad ospitare i cani e urge trovare una nuova area per l’edificazione di un nuovo canile». Il Comune aveva pensato a via Duni e ha pubblicato anche un bando per realizzare il nuovo canile in project financing. «Il tentativo di mettere una pezza all’ultimo minuto su un tema che si è sempre ignorato – ha specificato – Una finanza di progetto non è pensabile e nemmeno sostenibile per le associazioni di volontariato che operano nei canili. Con che soldi lo realizzerebbero e come poi lo manterrebbero? Il canile va fatto con i soldi del comune e in un’area adeguata».
Il consigliere regionale Giacomo Cosentino ha anche confermato la possibilità di un contributo regionale alla realizzazione della nuova struttura: «Se il comune ci presentasse un progetto, troveremmo i fondi, ma fino ad oggi niente ci è stato sottoposto».
Bianchi ha annunciato poi la volontà di creare in città altre aree verdi attrezzate e dedicate alla socializzazione dei cani e dei padroni. La volontà di sostenere l’organizzazione di manifestazioni ed eventi dedicati agli animali di affezione e «l’installazione di punti di distribuzione di sacchetti in città, perché il tema della manutenzione e del contrasto al degrado passa anche da queste piccole cose». Infine Bianchi ha parlato di educazione e di incontri nelle scuole per sensibilizzare i bambini e i ragazzi sulla detenzione degli animali domestici, «che non sono sfizi e nemmeno oggetti che possono essere “regalati” con superficialità».
Il candidato sindaco ha inoltre voluto sottolineare «come questo tema mi è davvero caro. Sono cresciuto con i cani, ne ho avuti molti nell’arco della mia vita e anche adesso convivo con un maltese che si chiama Tripè (in dialetto tre piedi), perché è nato con tre zampe e pur essendo di razza nessuno lo voleva».














