«Il PD varesino ci voleva e diceva che i 5 Stelle non contavano. Invece è arrivato Conte e Galimberti e i suoi sembravano tutti dei topini con il pifferaio magico».
È stata una ColAzione politicamente tagliente quella che la lista che sostiene il candidato sindaco Carlo Alberto Coletto ha organizzato stamattina al Caffè Broletto. A renderla tale soprattutto la presenza di Matteo Richetti, dopo il fondatore Carlo Calenda il maggior esponente nazionale di Azione.
Il senatore, davanti ai rappresentanti della lista, ha acceso la competizione elettorale dei supposti "piccoli": «Reddito di cittadinanza? Potevamo non metterlo se Salvini non l’avesse votato. Mi amareggia vedere Varese trasformata in terra di propaganda. Vi svelo un segreto: quando abbiamo deciso di candidarci, il sindaco uscente e il PD hanno fatto il pressing su di noi, dicendo che i Cinque Stelle fossero irrilevanti e che la nostra fermezza nel non partecipare a coalizioni populiste andasse bene, perché i Grillini non contavano. Quando è arrivato Conte a Varese, invece, è sembrato il pifferaio magico con i topini… Sarebbe da chiedere alla Gadda cosa ne pensi, visto che Italia Viva ogni giorno dice “Ringraziateci perché non c’è più Conte”, ma ovunque sono in coalizione con loro. Varese merita molto di più che essere un palcoscenico di big».
«Noi vogliamo essere il partito della coerenza, non quello della convenienza - ha aggiunto il senatore - Basta ammucchiate: non torniamo con Galimberti dopo avergli detto “a casa”. Non cambieremo le nostre idee per entrare in consiglio comunale. Al ballottaggio dove andremo quindi? Saranno gli altri a decidere se sostenerci oppure no».
E ancora: «In alcune situazioni abbiamo un’alleanza con il PD in virtù di una comune esperienza di centro, ma da nessuna parte facciamo coalizioni con populisti e sovranisti».
Diretto anche Coletto: «Il vero voto utile è il voto ad Azione, noi siamo la forza migliore e un programma di cambiamento. Bisogna dare rappresentanza a quelle forze che davvero credono nella città. La guerra dei sondaggi tra Bianchi e Galimberti? È stata fatta ad arte per spaventare i “piccoli” e per indirizzare i cittadini».
«Le classifiche della città governata da Galimberti sono impietose, dall’altra parte la Lega qui ha governato per vent’anni e sappiamo dove ci ha portato. Noi siamo il cambiamento, abbiamo 170 pagine di programma, abbiamo idee concrete e con i nostri candidati rappresentiamo ogni età e la differenza di genere. Questa città deve avere una visione nuova dopo l’industrializzazione, orientata su servizi, turismo e cultura».

















