Nove tavoli, 62 punti programmatici, 150 pagine di testo. A sovrintendere ogni obiettivo, due concetti fondamentali: ascolto e coinvolgimento, considerati le mancanze più gravi dei cinque anni di amministrazione Galimberti e la chiave per ben governare Varese nel futuro.
Azione con La Civica per Coletto sindaco, nata dall’alleanza tra Varese In Azione e La Civica, ha presentato oggi simbolo e programma con i quali correrà alle prossime elezioni amministrative varesine. Due gli uomini di punta: Carlo Alberto Coletto, che si candiderà alla poltrona di primo cittadino, e Mauro Gregori, fondatore di La Civica, ex consigliere comunale a sostegno dell’attuale sindaco ma poi dissidente (fuori dalla lista civica di Galimberti dopo un anno e poi fuori addirittura dal consesso comunale: «Per non fare il voltagabbana» spiega).
Insieme a loro diverse personalità della società civile che materialmente hanno diretto i tavoli di ascolto andati poi a formare il programma elettorale. Tra loro Raffaella Dematté (tavolo Pari Opportunità), Marco Padula (coordinamento del programma), Anna Agosti (tavolo Cultura), Marco Tomasetto (tavolo Sport), Davide Olfeni (tavolo Commercio), Giancarlo Marazzini (tavolo Sociale), Maurizio Marin (coordinatore e Tavolo Turismo).
Più delle persone, però, contano le intenzioni. Quelle di Azione con La Civica sono chiare: «Coinvolgimento e ascolto sono le parole che riassumono tutte le problematiche - dicono Coletto e Gregori - Quello che è mancato in questi anni è stata la fase di ascolto, i provvedimenti sono stati troppo spesso calati dall’alto. E allora ribaltiamo questo metodo troppo politico, un metodo che per Varese non va bene. Una città di 80 mila abitanti si può governare partendo dal basso: è l’unico modo per poter incidere».
La riforma dei consigli di quartiere segue questa linea di pensiero: «È essenziale - spiega Gregori -desideriamo che siano i cittadini a candidarsi autonomamente per parteciparvi e non sulla spinta dei partiti. Oggi tali consigli sono solo una palestra politica, una gavetta, invece vanno utilizzati al meglio lasciando a chi davvero conosce il quartiere la possibilità di decidere cosa sia importante per lo stesso». Strettamente collegato il tema del bilancio partecipativo: «Cinque anni fa tutti i candidati sindaco lo avevano promesso, ma nessuno si è poi impegnato davvero. L’amministrazione deve stanziare denari che verranno destinati ai singoli quartieri e dovranno essere i cittadini poi a decidere per quali lavori utilizzarli».
Poi le commissioni consiliari: «Oggi hanno valore solo di risonanza e conferma delle decisioni della giunta, non sono propositive. E’ invece importante che siano organismi attivi, facciano proposte e siano foriere di novità e esigenze». Infine risulta essere centrale negli intenti dei civici la creazione di due nuove figure amministrative - il city manager, ovvero colui che assicurerebbe, rispondendo alle altre istituzioni cittadine, dell’attuazione delle decisioni prese, e il mobility manager, con il compito di coinvolgere la cittadinanza nelle questioni inerenti la mobilità - e una commissione di controllo della spesa: «È necessaria - conclude Gregori - per decidere quali spese siano inutili e quali no». Non manca nemmeno “l’assessorato al Bello”: «La tutela del decoro è un’altra delle gravi mancanze dell’amministrazione Galimberti».
Dietro al cappello di ascolto e coinvolgimento c’è tutto il contenuto del programma, che passa dall’Urbanistica («Vogliamo cambiare il piano sosta creando un’Area Verde dove i parcheggi costino un euro al giorno. Galimberti, senza averlo annunciato nella scorsa campagna elettorale, ha creato 2000 parcheggi a pagamento, che hanno nuociuto al commercio e ai lavoratori»), dal Turismo, dalla Cultura, da Commercio e Impresa, dai Giovani, da Sport e Benessere, dal Sociale, dalla Parità di Genere e dalla Sicurezza.

















