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Varese | 24 giugno 2021, 07:00

A Varese appena 19,3 metri quadri di verde urbano per abitante

A rivelarlo un'indagine di Coldiretti Lombardia: il dato della Città Giardino è decisamente inferiore rispetto alla media nazionale che è di 33,8 mq, ma il verde serve a mitigare il clima e a combattere l'inquinamento

A Varese appena 19,3 metri quadri di verde urbano per abitante

Nella città di Varese, ogni abitante ha a disposizione soltanto 19,3 metri quadrati di verde pubblico, contro una media nazionale che è di 33,8 mq.

A rivelarlo un'indagine di Coldiretti Lombardia che ha elaborato dei dati Istat; non che le altre città capoluogo della Lombardia siano messe meglio, ma la regola del "mal comune mezzo gaudio" non vale, soprattutto se si parla di ambiente e di vivibilità.

La disponibilità pro capite di verde urbano nelle città lombarde capoluogo varia da provincia a provincia; a Lecco ogni abitante ha a disposizione 15,4 metri quadrati di verde urbano; segue Milano con 17,8; Pavia con 24,1; Bergamo con 25,4; Brescia con 26 metri quadrati per abitante; Cremona con 31,6 metri quadrati; Mantova con 40,3 metri quadrati; Monza con 58,3 metri quadrati per abitante; Lodi con 58,6; Como con 67,6. Infine Sondrio con 298,2 metri quadrati di verde urbano pro capite. 

In Italia – spiega la Coldiretti – ogni abitante dispone in città di appena 33,8 metri quadrati di verde urbano con lo smog che viene amplificato dall’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono un modo rilevante alla mitigazione del clima e a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. Una situazione preoccupante anche per i grandi centri urbani – evidenzia Coldiretti - dove il verde per mitigare il clima e ammortizzare gli effetti negativi dell’inquinamento oscilla su valori che vanno solo dai 15,2 metri quadrati per abitante di Messina ai 17,1 a Roma, dai 17,8 di Milano ai 22,2 di Firenze, dai 42,4 di Venezia ai 9,2 di Bari. 

Uno scenario che ha un impatto importante anche sulle temperature urbane visto che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi rispetto a zone del centro o dove non ci sono piante o ombreggiature verdi. Oltre ad essere una barriera anti afa, le piante combattono anche l’inquinamento dell’aria. 

L’obiettivo – precisa la Coldiretti – è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili abbassando al tempo stesso la temperatura dell’ambiente circostante durante i periodi più caldi e afosi. Una pianta adulta – precisa Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Ai primi posti nella speciale classifica delle piante mangia smog – sottolinea la Coldiretti – ci sono nell’ordine l’Acero Riccio, la Betulla, il Cerro, il Ginkgo Biloba, il Tiglio, il Bagolaro, l’Olmo campestre, il Frassino comune e l’Ontano nero.

Una pianta nuova, in fase di crescita – spiega Coldiretti - è molto più efficiente nel contrastare lo smog e nell’assorbire gli inquinanti e ha una maggiore resistenza rispetto a un albero vecchio e deteriorato dall’incuria e dalla mancata gestione che ne mette a rischio la stabilità e quindi la sicurezza delle persone. Una opportunità per le pubbliche amministrazioni con il verde urbano che – evidenzia Coldiretti – viene ormai considerato a tutti gli effetti un elemento di benessere, salute, sostenibilità e strumento anti stress per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Con il progetto per il Recovery Plan denominato “Bosco vivo e foreste urbane” di Coldiretti e Federforeste è possibile piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. 

Redazione

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