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Ciclismo | 30 maggio 2021, 19:56

Bernal re del Giro, Ganna re del tempo, Caruso re delle emozioni

Il colombiano si prende un'edizione fantastica della corsa rosa, quella del ritorno alla vita dopo il Covid. Il piemontese vince la crono con arrivo in piazza Duomo, al siciliano l'ovazione del pubblico e dell'Italia intera

Il colombiano

Il colombiano

Adesso sì, si può dire: Egan Bernal ha vinto il Giro d'Italia 2021. La crono di Milano sancisce l'ennesima vittoria nelle prove contro il tempo di Filippo Ganna (più forte anche di una foratura) e conferma il colombiano padrone assoluto della corsa. 

È una vittoria meritata quella di Bernal, che ha saputo interpretare al meglio le tre settimane su e giù per l'Italia: dominatore quando serviva, calcolatore a seconda dei momenti, umile nei (pochi) momenti difficili. Il tutto coronato da una Ineos semplicemente perfetta che ha lavorato all'unisono per incidere il nome del suo capitano sul trofeo senza fine.

Secondo in classifica con tutti gli onori del caso è Damiano Caruso, l'uomo che ha fatto emozionare l'Italia e che dopo il trionfo sull'Alpe Motta si gode l'ovazione del pubblico milanese e quella di tutti gli italiani. L'abbiamo già detto ieri, ma ci ripetiamo: grazie Damiano per questo Giro d'Italia tutto cuore e grinta. Sul podio sale anche Simon Yates, terzo in classifica generale anche dopo la crono. A seguire Vlasov, Martínez, Almeida, Bardet e Carthy con Foss e Martin ha completare la top ten.

L'ultimo capitolo dell'edizione 2021 del Giro d'Italia celebra anche la settima vittoria italiana su 21 tappe, con Ganna che batte Cavagna: il francese poteva rovinare la giornata di SuperPippo, ma nelle fasi finali della sua rincorsa è finito contro le transenne facendo così sfumare così le proprie ambizioni di primato. Al terzo posto un altro italiano, Edoardo Affini, che già nella crono di Torino aveva mostrato buonissime qualità.

Cala dunque il sipario sulla 104esima edizione della corsa rosa con Bernal in trionfo con tanto di maglia bianca di miglior giovane, Sagan che porta a casa la maglia ciclamino e Bouchard che già ieri aveva chiuso i conti per lo scettro di miglior scalatore. Tre settimane sono volate via tra fatica ed emozioni, tra gioie e dolori, tra capitani e gregari, per quello che è stato anche il Giro del ritorno alla vita dopo l'edizione mesta del 2020 con il Covid a rendere tutto più complicato. E non è forse questa la notizia più bella? 

Arrivederci Giro, ci vediamo l'anno prossimo.

Roberto Vassallo

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