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Attualità | 24 marzo 2021, 21:00

A Dialoghi Eula Extra Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: "La scuola è la chiave per il rilancio e il futuro del Paese " (VIDEO)

Protagonista del primo incontro del festival della buona politica, Gori ha condiviso alcune importanti riflessioni per la ripartenza dell'Italia, dopo "la più crudele delle lezioni", quella impartita dal Covid

A Dialoghi Eula Extra Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: "La scuola è la chiave per il rilancio e il futuro del Paese " (VIDEO)

Innovazione, responsabilità e capitale umano sono questi i temi che emergono con forza dal primo appuntamento del 2021 con "Dialoghi Eula", il festival di Villanova Mondovì dedicato alla buona politica, che ha voluto dare ampio spazio al ruolo dei sindaci, amministratori in prima linea sul territorio in questo anno di pandemia. 

"Siamo felici di poter inaugurare la nuova edizione di 'Dialoghi Eula Extra' con la partecipazione di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, diventata città simbolo della resilienza e della lotta al Covid" - ha commentato il vice sindaco ed ideatore del festival, Michele Pianetta

Ad introdurre il dialogo tra la giornalista della redazione romana de "La Stampa", Francesca Schianchi e il sindaco Gori, è stato il presidente di Fondazione CRT, Giovanni Quaglia che ha analizzato alcuni degli importanti temi trattati nel libro "Riscatto. Appunti per un futuro possibile" scritto dal sindaco bergamasco. 

Il volume raccoglie proposte per ricostruire l'Italia, partendo da quella che Gori ha definito la “più crudele delle lezioni”, quella impartita dall'emergenza sanitaria. 

"Sono convinto che questo libro definisca bene cosa significa fare politica" - ha spiegato il presidente Giovani Quaglia - "Come ha indicato Gori nel suo libro, bisogna essere 'tra la gente'. Il titolo del secondo capitolo 'da grande voglio fare il sindaco' denota una grande sensibilità per il territorio: è una vocazione che si sente fin da giovani. Ed è proprio dal territorio che bisogna ripartire per costituire un nuovo welfare. Infine il volume si chiude con il tema della responsabilità: cioè la capacità di farsi carico, parola chiave per ripartire e costruire il futuro".

“Oggi Bergamo sta meglio di un anno fa” – ha spiegato Gori alla giornalista Schianchi – “A marzo 2020 eravamo davvero nel peggior momento della storia recente, solo in quel mese sono morte in città 450 persone, senza diagnosi e che oggi non figurano neanche nelle statistiche relative al Covid. Lo scorso 18 marzo, alla presenza del Presidente del Consiglio, abbiamo commemorato le vittime di questa pandemia che ha travolto il paese come un'immensa onda di acqua e di fango. Ho imparato sbagliando e credo che sia stata una lezione collettiva: non si può disinvestire sulla sanità pubblica, non si può concentrare il peso di tutto il sistema sugli ospedali, è necessaria la sanità territoriale. Ci siamo accordi delle mancanze che avevamo troppo tardi, quando è arrivato il virus e ci ha travolti".

Il dialogo è poi proseguito su temi di stringente attualità relativi al panorama politico italiano: il cambio di Governo con l'avvicendamento tra Conte e Draghi, il ritorno nel PD da parte di Enrico Letta, il ruolo dei sindaci e la responsabilità dopo la condanna di Chiara Appendino e infine il recovery plan.

"Sicuramente ai sindaci sono attribuite responsabilità che vanno al di là del loro mandato, quindi certamente sono a favore della revisione del testo unico sugli enti locali"-  ha commentato Gori - "Personalmente quando prendo delle decisioni agisco pensando al bene della città, senza fissarmi sulle possibili implicazioni. Per quanto riguarda il recovery plan penso siano quattro le priorità fondamentali: scuola e formazione, per un rilancio dal punto di vista sociale perché il futuro del paese dipende dalla capacità di innovare e questa è indissolubilmente legata capitale umano. Lavoro, affrontando la frammentazione del sistema produttivo, che in Italia conta tantissime piccole-medie imprese che però hanno meno accesso all'innovazione e alla ricerca. Demografia, abbiamo necessità di promuovere fiducia e condizioni materiali per accompagnare le famiglie a fare figli, parallelamente una gestione controllata, legata e sana dell'immigrazione.  Infine la transizione ecologica per frenare il cambiamento climatico".

RIVEDI LA DIRETTA DI DIALOGHI EULA EXTRA

 

Arianna P.

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