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Politica | 23 gennaio 2021, 16:59

Galimberti: «Class action per risarcire i cittadini». Monti: «Si occupi dei problemi di Varese»

Il sindaco del capoluogo: «Aziende, commercianti, famiglie e studenti da risarcire per i danni e l'assurdo errore della zona rossa». Il consigliere regionale leghista: «Indichi prima il referendum sul suo stipendio come promesso»

Galimberti: «Class action per risarcire i cittadini». Monti: «Si occupi dei problemi di Varese»

Botta e riposta tra il sindaco di Varese, Davide Galimberti, e il consigliere regionale Emanuele Monti, sulla tragicomica questione dell'errata determinazione della zona di richio in Lombardia. 

«Questa notte non sono riuscito a dormire, sono sincero - ha scritto Galimberti - E penso che come me tanti commercianti, genitori, imprenditori. Le imbarazzanti notizie che si susseguono da ieri sul tema dei conteggi dei positivi nella nostra Regione sono un colpo durissimo, perché denotano principalmente una confusione che dopo un anno di pandemia non è più accettabile. Ho provato a darmi delle spiegazioni, ma ho capito che è meglio pensare a come concretamente aiutare tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo errore e dalla crisi della pandemia».

«Chi governa ha un compito difficile, difficilissimo. Però per questa situazione, davvero, non ci sono scusanti soprattutto perché si cerca di scaricarle su altri. Oltre a programmare il passaggio nella zona arancione dall'oggi al domani con tutti i problemi che crea penso che una prima azione concreta possa essere una class action per tutelare e risarcire aziende, commercianti, famiglie e studenti che hanno subito ulteriori danni da questa confusione tra zona rossa che invece doveva essere arancione. Una iniziativa contro i responsabili di questo errore che come Comune di Varese sosterremo in prima linea dopo averne parlato con tutte le associazioni di categoria e dei consumatori. Un ulteriore modo per stare concretamente vicini a chi è in difficoltà da mesi - e aggiunge - È un nostro dovere esserci, è nostro compito dare un segnale perché già è una situazione difficile per tutti, ma se non si dice la verità e si tenta di omettere i dati tutto diventa più complicato».

La replica della Lega arriva subito. «Galimberti pensa alla campagna elettorale invece di occuparsi dei problemi reali dei varesini che scaturiscono dall’incapacità della sua Giunta. Indica il referendum sul suo stipendio che aveva promesso in campagna elettorale, in modo che siano i cittadini a decidere quando deve guadagnare - risponde Emenuele Monti, consigliere regionale del Carroccio - Galimberti si occupi dei numerosi problemi della città, scaturiti dall’incapacità della sua Giunta, piuttosto che attaccare a vanvera Regione Lombardia. Cerca di strumentalizzare la questione della zona rossa in maniera disdicevole e a scopo meramente elettorale». 

E aggiunge:«In primo luogo, è bene ricordare che la Lombardia è stata la prima che, quando il Governo ha cambiato il metodo di calcolo dell’indice Rt, ha denunciato il fatto che fosse un sistema poco affidabile. In più, questo metodo non è mai stato trasparentemente condiviso con le regioni, tant’è che è servito il ricorso al Tar di Regione Lombardia per palesare il fatto che veniva preso in considerazione anche un indicatore molto poco coerente con l’andamento epidemiologico e che condizionava in maniera sostanziale l’Rt. È l’ennesima dimostrazione – conclude - dell’incapacità di gestione della pandemia da parte del Governo, dello stesso colore della maggioranza di Varese. Non è riuscito a garantire ristori adeguati al commercio e ha messo limitazioni assurde a bar e ristoranti quando, come dimostrano autorevoli studi scientifici come quello del San Raffaele e dell’Università di Pavia, solo lo 0,2% dei contagi avviene nell’ambito della ristorazione. Fa ridere quindi questo atteggiamento di Galimberti che rispediamo al mittente». 

«Chiediamo al Sindaco – dice infine Monti - di indire il referendum sul suo stipendio, come aveva solennemente annunciato in campagna elettorale ormai cinque anni fa. Preso atto dell’esito di questa consultazione referendaria, devolva in beneficienza la differenza tra i soldi percepiti fino ad ora e quanto la popolazione deciderà essere la cifra consona per il suo trattamento economico». 

Redazione

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