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Lombardia | 22 gennaio 2021, 20:42

Lombardia arancione da domenica. L'Istituto superiore di Sanità: «Dati rettificati dalla Regione». Che però parla di «aggiornamento condiviso»

In attesa dell'ordinanza di Speranza che certificherà il cambio di zona della nostra regione da domenica (negozi aperti e spostamenti liberi all'interno del proprio comune), l'Istituto superiore di Sanità parla di «rivalutazione del monitoraggio alla luce della rettifica fornita dalla Regione». Quest'ultima parla invece di un «aggiornamento necessario e condiviso»

Lombardia arancione da domenica. L'Istituto superiore di Sanità: «Dati rettificati dalla Regione». Che però parla di «aggiornamento condiviso»

L'incredibile e inaccettabile "errore" sui dati dell'indice Rt giunge a conclusione con il ritorno della Lombardia in zona arancione a partire da domenica (manca solo l'ordinanza di Speranza, attesa a breve). Sbigottiti, come qualunque cittadino, assistiamo da tutto il giorno al rimpallo delle responsabilità tra Roma e Milano: a polemiche e scambio di accuse si aggiunge ora la relazione dell'Istituto superiore di Sanità che mette nero su bianco il fatto che la Lombardia da domenica sarà in zona arancione alla luce, da quel che si legge, «della rettifica fornita dalla regione Lombardia».

«In conclusione, dai dati della sorveglianza forniti dalla regione Lombardia il 20 gennaio 2021 cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla regione - scrivono gli esperti dell'ISS - pertanto una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla regione Lombardia».

La stessa Regione, in tarda serata, ha puntualizzato il fatto che non ci sia stata «nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un "campo del tracciato", tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità. L'azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità, si è resa necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’ISS per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma».

Traducendo tutto ciò nell'unica cosa che interessa i cittadini: da domenica Lombardia in zona arancione (negozi aperti, libertà di movimento all'interno del comune di residenza con le deroga dei comuni con meno di 5.000 abitanti per lo spostamento nel raggio di 30 chilometri, ad eccezione che per raggiungere il capoluogo di provincia). Resta la domanda che tutti si fanno: perché siamo rimasti in "rosso" per sette giorni? Di chi è la responsabilità e chi si assumerà la responsabilità per i danni subiti da cittadini e attività chiuse?

Redazione

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