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Varese | 15 gennaio 2021, 15:46

#IoApro, poche adesioni a Varese: «Manca coesione e probabilmente non tutti sono così disperati»

Più solidarietà da parte dei clienti che dei colleghi. I ristoranti che hanno aperto stanno lavorando. Al Vicolino: «Lo facciamo per noi e per i nostri dipendenti, rispettando le norme di sicurezza»

#IoApro, poche adesioni a Varese: «Manca coesione e probabilmente non tutti sono così disperati»

La disobbedienza civile di titolari di ristoranti, bar e palestre è iniziata questa mattina in tutta Italia e solo nelle grandi città c'è stata grande adesione. A Varese molti alla fine non se la sono sentita di riaprire le loro attività, per paura delle sanzioni, ma soprattutto per sicurezza, dopo l'annuncio che saremo di nuovo in zona rossa (leggi QUI).

Siamo stati al ristorante Al Vicolino, nel centro città, che invece a pranzo ha riaperto le porte del locale e ha accolto di nuovo i clienti. «Lo abbiamo fatto perché abbiamo delle famiglie da mantenere, le nostre e quelle dei nostri dipendenti - spiegano Clara Ferrario e Moris Pigozzo - I ristori come sono arrivati se ne sono andati per coprire le spese. Non abbiamo alternative».

Il lavoro non manca, i clienti sono arrivati a pranzo e arriveranno anche per cena. Ottanta i coperti alla Locanda dei Fiori prenotati per questa sera: «Abbiamo un locale di quasi 600 metri quadri e riusciamo a garantire un distanziamento adeguato tra i commensali, sicuramente maggiore di quello che si tiene sui mezzi pubblici o al supermercato - spiega Sabrina Girardi - Temiamo le sanzioni, ma di più la fame».

I controlli ci sono stati, più in provincia che in città. «Spiace che molti colleghi abbiano desistito - aggiungono da Al Vicolino - Del resto a Varese non c'è stata mai grande coesione. Sono scelte personali ma probabilmente, pur navigando tutti nelle stesse acque, alcuni sono a bordo di uno yatch altri di una scialuppa».

Valentina Fumagalli

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