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Varese | 14 gennaio 2021, 18:10

VIDEO. #IoApro, il promotore dell'iniziativa in diretta con i varesini: «Domani bisognerà trovare il coraggio di farlo»

Umberto Carriera, ospite di Varese Ideale, ha spiegato come nasce la mobilitazione di domani con la riapertura di bar, ristoranti e palestre, come aderire e come comportarsi in caso di controlli

VIDEO. #IoApro, il promotore dell'iniziativa in diretta con i varesini: «Domani bisognerà trovare il coraggio di farlo»

Ospite di Varese Ideale, interrogato da Mattia CavalliniUmberto Carriera, il promotore insieme ad altri colleghi dell'iniziativa #IoApro ha potuto spiegare alla città l'azione di disobbedienza civile che prende il via domani, con oltre 60 mila adesioni da tutto il Paese. 

«Una data che non abbiamo scelto a caso - ha spiegato - ma che coincide con lo scadere del decreto legge che ci ha vincolati fino ad oggi. Da domani noi lavoreremo con un nostro Dpcm autonomo, anche più restrittivo di quelli emanati fino ad ora, per dimostrare che noi ristoratori le regole le vogliamo rispettare e lavorare in sicurezza». I tavoli saranno maggiormente distanziati e le disposizioni in termini di contenimento dei contagi assolutamente rispettate. «Invitiamo le forze dell'ordine a controllare e a intervenire dove ci sono trasgressioni per punire chi non rispetta le regole. Siamo convinti che se ci troviamo in questa situazione è anche perché il Governo non è in grado di garantire i controlli e ha preferito chiudere tutto». E quindi l'invito è ad accogliere le forze dell'ordine che faranno i controlli, «perché fanno il loro lavoro e sono le prime vittime di questa situazione». Per quanto riguarda eventuali multe o verbali, «basterà inviarli alla nostra mail e i nostri legali se ne occuperanno».

Carriera ha precisato che quello di domani non sarà un open day, ma il giorno della ripresa per i ristoratori e anche per tutte le filiere, lunghe o corte, che operano dietro le loro attività. L'adesione è assolutamente volontaria e non serve un coordinamento. Sulla pagina Facebook ci sono tutte le informazioni, soprattutto quelle che hanno spinto il movimento. «Abbiamo deciso di non scendere più in piazza a lamentarci, perché queste manifestazioni sono fini a sé stesse. Abbiamo deciso di riaprire e basta: perché non abbiamo più reddito, abbiamo staccato i rid in banca delle bollette e non abbiamo soldi per la cassa integrazione. Quando parla la politica sembra viva su Marte e, guardando alle ultime 48 ore, la priorità sembra un'altra: non si può lasciare un Paese senza un governo, è inaccettabile».

La stessa distanza dimostrata dalle associazioni di categoria (leggi QUIQUI). «Ci hanno preso in giro. Sono estremamente politicizzate, sono filo governative è un dato di fatto. Ce lo aspettavamo che non sposassero la nostra causa. Non chiedevamo di appoggiare l'illegalità ma potevano mediare, porsi delle domande sulla disperazione dei ristoratori, invece sono entrate a gamba tesa. Condividono quello che diciamo ma parole, dicono che è un anno che lavorano per portare le cose ai tavoli nazionali e hanno completamente fallito».

Ai colleghi varesini ha detto invece: «Domani bisognerà trovare il coraggio di farlo. Mi rendo conto che nelle piccole realtà è complicato, ma molti riapriranno per principio. La nostra forza è di non essere affiancati e non avere bandiera politica. Tutte le risposte ai vostri dubbi e alle vostre perplessità le trovate sulla pagina Facebook. Stampate il Dpcm autonomo a dimostrazione che siamo disposti a tutto pur di lavorare e accogliete i vostri clienti». Proprio dalle persone è arrivata la solidarietà maggiore: «Abbiamo prenotazioni maggiori alla risposta che possiamo dare. I cittadini sono con noi e già da questo il Governo deve capire che le persone al ristorante si sentono al sicuro». 

Valentina Fumagalli

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