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Varese | 02 gennaio 2021, 12:42

VIDEO. Vita spericolata di Vasco e il volo dei palloncini bianchi per l'ultimo saluto al "Sciur" Bonomi di Varese

Tantissima gente alla chiesa di Masnago, con parecchie persone fuori sotto la pioggia, per dire addio a Marco "Sciur" Bonomi. Don Giampietro Corbetta: «Correva non per la gloria ma per fare vincere gli altri». Doveroso intitolargli il campetto rionale di Calcinate degli Orrigoni

VIDEO. Vita spericolata di Vasco e il volo dei palloncini bianchi per l'ultimo saluto al "Sciur" Bonomi di Varese

Solo "Vita spericolata" di Vasco e il volo dei palloncini bianchi hanno rotto il silenzio attonito con cui centinaia di persone hanno detto addio questa mattina a Marco "Sciur" Bonomi alla chiesa di Masnago: in parecchi hanno dovuto rimanere fuori, sotto l'acqua, ad attendere il momento dell'uscita del feretro perché dentro i posti erano tutti occupati anche a causa del distanziamento obbligatorio («Il mio primo pensiero di solidarietà va a chi non può essere in chiesa ed è fuori al freddo ma vuole stare vicino a Marco e ai familiari» ha detto, con rara sensibilità, don Giampietro Corbetta). 

Le parole di Vasco, le più calzanti per la vita di Marco, e i bianchi palloncini, purissimi come il suo animo, hanno strozzato il fiato e serrato un nodo in gola a chi si è visto portare via un papà, un compagno per tutta la vita, un amico, un figlio e un cuore generoso come quello di un vero e indimenticabile "Sciur". 

«Trovo a fatica le parole per accompagnare familiari e amici di fronte a una persona che muore a 48 anni - ha detto, con parole commosse e toccanti, don Giampietro - Marco ha l’età di mio fratello... non oso immaginare cosa stiate provando. Mi sono imbattuto negli articoli e nelle testimonianze di chi l’ha conosciuto bene e penso che Marco sia racchiuso in queste parole di San Paolo: mi sono fatto debole per i deboli, mi sono fatto tutto per tutti».

Don Giampietro ha toccato come pochi le corde del cuore dei presenti: «C’era una predisposizione alla bontà in lui. Marco ha sempre corso e gareggiato non per la propria gloria ma perché a vincere, e a trovare sollievo e riscatto nella vita, fossero gli altri. Saluto un atleta pieno di umanità».

E poi, rivolgendosi alle centinaia di persone presenti a Masnago: «Abbiamo bisogno di persone così, di quest'esempio appassionato di un uomo in gara per gli altri. Questo è il merito, nella sua originalità, che nessuno potrà togliergli. Tutti abbiamo un po’ da imparare da lui».

«Per certi aspetti il suo è stato un eroismo di umanità - ha quindi concluso don Giampietro Corbetta - che non deve restare con noi soltanto nel momento del tramonto della sua vita terrena. Che diventi l’emblema di una vita dedicata all’amore! Che il suo dono diventi normalità nella vita di tutti, per portare in alto gli altri: lui a suo modo ci è riuscito, ognuno trovi il proprio modo per farlo».

Mai parole più belle avrebbero potuto essere pronunciate per Marco, e per chi resta, insieme a quelle che fuori dalla chiesa, dove c'erano anche tantissimi giovani, lo hanno accompagnato nell'ultimo viaggio di una "Vita spericolata", una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormono mai, una vita di quelle che non si sa mai.

Non dovrebbero neppure servire la petizione e la encomiabile raccolta firme imbastita con il cuore dagli amici più cari per intitolare il campetto rionale di Calcinate degli Orrigoni a Marco Sciur Bonomi: questo dono per il suo esempio di dedizione nei confronti del territorio e delle future generazioni è doveroso. Siamo tutti d'accordo, vero?


Andrea Confalonieri

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