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Economia | 10 dicembre 2020, 16:10

Gallarate, un'altra morte sul lavoro. La denuncia della Cgil Varese: «Ennesima tragedia»

Michele Ciarlariello era un elettricista di 55 anni e due giorni fa era rimasto gravemente ferito in un incidente in un cantiere edile di via Manzoni: «Un pensiero commosso va ai suoi famigliari a cui ci stringiamo con dolorosa solidarietà».

Gallarate, un'altra morte sul lavoro. La denuncia della Cgil Varese: «Ennesima tragedia»

Michele Ciarlariello l'elettricista di 55 anni gravemente ferito in un incidente sul lavoro due giorni fa in un cantiere edile di Gallarate non ce l'ha purtroppo fatta. La Cgil Varese, in una nota firmata da Roberta Tolomeo della segreteria provinciale, da Ivano Ventimiglia del Dipartimento Sicurezza e da Stefano Rizzi, segretario generale della Fillea, la categoria degli edili, parlano di "ennesima tragedia sul lavoro".

«Un lavoratore di 55 anni si reca al lavoro e non fa più ritorno a casa. Due giorni di agonia e la drammatica ed inaccettabile notizia della sua morte - si legge nella nota della Cgil - Inutili i tentativi di salvarlo dopo la caduta da un’altezza di poco superiore ai 2 metri, prima causa di morte sui cantieri. Le domande che attendono risposta dal lavoro degli inquirenti sono purtroppo quelle ricorrenti: cos’è accaduto esattamente? Le attrezzature fornite ai lavoratori erano adeguate e conformi? Formazione ed informazione dei lavoratori che stavano operando erano state effettuate correttamente? I lavoratori erano stati messi in condizione di operare in sicurezza? Già, perché ancora troppo spesso sentiamo attribuire alla disattenzione o alla fatalità le cause di eventi drammatici come questo. Troppo spesso vediamo alzare le braccia al cielo e sospirare come se lavoro ed infortunio fossero fatalmente inscindibili. Non è ammissibile. La realtà è un’altra: adottando tutte le misure di sicurezza previste, utilizzando le adeguate attrezzature, formando correttamente ed efficacemente i lavoratori è possibile evitare infortuni e malattie professionali. Esiste poi un’altra problematica legata ai cantieri. Il lavoratore non era un edile, un muratore. Quel lavoratore era addetto agli impianti in quel cantiere. Un elettricista, dunque, e, ovviamente, la sua azienda non applica il CCNL dell’edilizia. Qui sta il punto: sei in cantiere e sei un edile? Da anni ormai i contratti nazionali e quelli provinciali dell’edilizia prevedono 16 ore obbligatorie di formazione specifica sui rischi e la sicurezza nei cantieri, nonché ulteriori giornate di aggiornamento, sempre obbligatorie sul medesimo tema. Sei un lavoratore che frequenta un cantiere, magari un idraulico o un elettricista? Il tuo lavoro ti espone agli stessi identici pericoli dei tuoi colleghi muratori, rischi al pari loro la caduta dall’alto camminando su un ponteggio, o la caduta d’oggetti dall’alto transitando sotto un ponteggio. Diverso contratto, identici rischi. Da anni, ormai, le Organizzazioni Sindacali rivendicano inutilmente per l’edilizia un contratto della cantieristica che, proprio a partire dai rischi specifici dell’ambiente di lavoro, garantisca a tutti i lavoratori la medesima formazione. Un’ultima considerazione riguarda poi la delicata fase che stiamo attraversando: la pandemia fa emergere con maggiore evidenza l’irrisolta problematica della sicurezza nei luoghi di lavoro. La centralità della prevenzione Covid non può mettere in secondo piano l’intero capitolo della prevenzione e sicurezza sul lavoro e gli Organismi di Vigilanza, da anni indeboliti da scelte regionali inammissibili, vanno rapidamente e copiosamente potenziati. Neppure le gravi e oggettive difficoltà che le aziende stanno attraversando possono ricadere sull’integrità e la salute di lavoratrici e lavoratori. Coniugare ragioni economiche e di salute non può tradursi nel mettere in primo piano le prime a scapito delle seconde. Salvaguardare il lavoro vuol dire salvaguardare prima di tutto l’integrità di lavoratrici e lavoratori senza sconto alcuno, garantendone integralmente dignità, salute e sicurezza. Un pensiero commosso va ai familiari del lavoratore Michele Ciarlariello, cui ci stringiamo con dolorosa e sentita solidarietà». 

Redazione

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