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Territorio | 16 novembre 2020, 11:44

Vararo di Cittiglio, rientra oggi nella propria casa una delle famiglie evacuate per il maltempo di fine settembre

Gli altri tre nuclei famigliari sono alloggiati in strutture con contratti stipulati dal Comune o da parenti. Il sindaco fa il punto: «Le loro abitazioni non sono danneggiate ma occorre prima metterle in sicurezza e proteggerle dalle frane»

Vararo di Cittiglio, rientra oggi nella propria casa una delle famiglie evacuate per il maltempo di fine settembre

Dopo un mese e mezzo fuori dalla propria abitazione, rientra oggi a casa, nella frazione di Vararo a Cittiglio, una delle quattro famiglie evacuate a causa del maltempo che si era abbattuto lo scorso fine settembre sull'Alto Varesotto; gli altri tre nuclei famigliari coinvolti sono invece ancora ospiti o di strutture con cui il Comune ha stipulato un contratto, o di parenti. 

«Le loro case non sono danneggiate ma occorre metterle in sicurezza e proteggerle dalle frane prima di farli rientrare» spiega il sindaco Fabrizio Anzani che fa il punto della situazione sulla ripartenza dopo gli ingenti danni causati dal maltempo, che ha causato anche la caduta di migliaia di alberi. «E' in corso la progettazione di interventi per le località Ghetto e Sciareda - prosegue il primo cittadino - ho chiesto al geologo anche un progetto per un intervento strutturale di tutto il versante. I fondi sono tutti regionali e l'obiettivo è realizzare gli interventi il più presto possibile in modo da far rientrare nelle loro case anche le altre tre famiglie evacuate. Il punto centrale è la rimozione delle piante cadute, purtroppo non è stata ancora riconosciuta la calamità naturale dallo Stato, sebbene il disastro avvenuto sia stato censito e ripreso anche dalle televisioni e giornali nazionali».

Oggi sono iniziati i lavori per calmierare i rischi di frana che dureranno tre settimane. «I lavori - spiega Anzani - consistono nel taglio delle piante sui pendii ripidi, sull’alleggerimento del pendio, sulla rimozione dei ceppi e sulla creazione di un canale artificiale a monte per incanalare l’acqua. Sono interventi tattici, ma la soluzione risolutiva andrà progettata e finanziata in futuro. Un intervento complessivo da 150 mila euro, di cui 100 mila da Comunità Montana che erano previsti per le cascate, 20 mila di un progetto che era sospeso e 30 mila del Comune di Cittiglio. Oggi faremo richiesta formale di apertura alla Provincia della strada, in parallelo ai lavori in corso, per i residenti e proprietari di seconde case in determinate fasce orarie e condizioni meteo opportune. Per supportare il passaggio durante l’esecuzione dei lavori, ho chiesto al sindaco di Laveno di gestire il presidio durante le fasce orarie (in toto o in parte) attraverso un servizio di vigilanza. Non è una soluzione idilliaca, ma penso che sia sempre più sicuro che attraversare il Cuvignone; organizzeremo con il sindaco di Laveno un incontro fisico senza assembramenti o virtuale con gli abitanti per stabilire la logistica e i permessi». 

Il sindaco di Cittiglio commenta poi le tempistiche. «Per chi non conosce i tempi e i passi formali degli enti pubblici, penso che un mese e mezzo per trovare i fondi, la progettazione, la richiesta dei preventivi e l’assegnazione sia un tempo record, mai visto in dieci anni da sindaco. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato in questa corsa contro il tempo» conclude Anzani. 

Matteo Fontana

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