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Territorio | 07 novembre 2020, 11:14

Zona rossa, l'appello della titolare di un salone di bellezza per animali varesino: «Lasciateci lavorare»

Chety Meggiorini guida le Terme di Fido a Cocquio Trevisago ed è molto conosciuta in tutta la zona: «La nostra categoria è stata di nuovo chiusa ingiustamente, la toelettatura è un servizio di utilità primaria e la possibilità di trasmissione del Covid è nulla visto che lavoriamo con gli animali».

Zona rossa, l'appello della titolare di un salone di bellezza per animali varesino: «Lasciateci lavorare»

«Lasciateci lavorare» è l'appello della categoria dei saloni di bellezza per animali di cui si fa portavoce Chety Meggiorini, titolare del negozio Le Terme di Fido di Cocquio Trevisago e molto conosciuta in tutta la zona.

«Noi toelettatori ci siamo ritrovati nuovamente chiusi ingiustamente - racconta l'imprenditrice - a maggio ci avevano fatto riaprire vista la bassa potenzialità di contagio del virus ed ora non veniamo nemmeno menzionati nei nuovi Dpcm. La toelettatura è un servizio di utilità primaria per i nostri animali e la possibilità di trasmissione del Covid è nulla dato che lavoriamo con gli animali e non con le persone».

Il rischio oltre a mettere in ginocchio la categoria è che ne soffrano anche gli animali stessi come accaduto nello scorso lockdown di primavera. «Il rischio - afferma Chety - è di ritrovarci nella situazione precedente con cani e gatti bisognosi di cure veterinarie per noncuranza dell’igiene». Le associazioni di categoria di riferimento dei toelettatori, che non ha un codice Ateco specifico, ha inviato una lettera anche a Salvini per fare presente il problema. «Troviamo inaccettabile che le nostre attività, che rientrano nei servizi alla persona, vengano sottoposte a chiusura forzata - prosegue la titolare delle Terme di Fido - il nostro lavoro è stato ritenuto, tra l’altro, utile e di supporto a tante terapie mediche/veterinarie ed inoltre siamo attività a basso rischio di contagio; noi lavoriamo con gli animali non con i proprietari; i clienti/proprietari si presentano uno alla volta e solo per la presa e consegna dell’animale e il contatto avviene in un tempo brevissimo, in ottemperanza alle norme anti contagio; in alcuni laboratori, come il mio ad esempio, non viene permesso neppure l’ingresso nei locali e la presa e consegna avviene all’aperto». 

Un problema di un'intera categoria che non viene nemmeno citata nel Dpcm. «Abbiamo tutte le carte in regola per rimanere aperti ma non siamo nemmeno degni di essere nominati né nell’elenco chiusure né nell’elenco aperture, semplicemente siamo invisibili, ma l’arte della toelettatura è importante e utile. Meritiamo considerazione e rispetto tanto quanto altri imprenditori ed artigiani dato che anche noi paghiamo regolarmente tasse, contributi e tutto quello che il governo ci impone» conclude Chety Meggiorini. 

 

Matteo Fontana

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