Già il primo sostegno da parte di una azienda del territorio. Un nuovo allestimento multimediale, in grado di far immergere i visitatori in millenni di storia e di permettere loro un'esperienza indimenticabile (leggi QUI). Palazzo Estense vuole rendere più attrattiva la sede del Museo archeologico di Villa Mirabello e lo vuole fare sfruttando anche le potenzialità dell’Art Bonus, il sistema di incentivi che permette sgravi fiscali a quanti sostengono interventi di valorizzazione del patrimonio artistico italiano.
E dopo pochi giorni è arrivato già il primo contributo da parte di una azienda del territorio, la Paul&Shark. «Tra qualche mese – afferma il sindaco Davide Galimberti – i “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, tra cui rientrano anche le nostre palafitte dell’Isolino, compiranno dieci anni da patrimonio mondiale Unesco. Valorizzare e riscoprire questa grande ricchezza è fondamentale e il nostro obiettivo è quello di ridare a Varese un ruolo centrale nel panorama archeologico nazionale e non solo. Le palafitte del varesotto, infatti, sono tra le più antiche in Europa e al tempo stesso, con i loro oltre quattromila anni di utilizzo, possono vantare la massima continuità di frequentazione. Il sito dell’Isolino è stato oggetto di recenti interventi e ora la nostra ambizione è quella di proseguire il lavoro dando nuova vita al Museo archeologico nel cuore della città. Per arrivare a questo facciamo appello a quanti vogliono investire nella cultura: una decisione che, con la pandemia e le ricadute economiche che essa ha comportato, è oggi più che mai fondamentale per la coesione della nostra società e per l’economia del territorio».
Oltre al riallestimento complessivo, il programma degli interventi prevede la realizzazione della mostra “La civiltà delle palafitte: l'Isolino Virginia e il lago di Varese tra 5600 e 900 a.C.”, con reperti originali e ricostruzioni grafiche e multimediali capaci di offrire al pubblico un'immedesimazione dell’habitat e nello stile di vita proprio del popolo delle palafitte. La possibilità di sostenere il progetto attraverso l’Art Bonus permette ai soggetti interessati di recuperare il 65% della donazione come credito di imposta. Una misura ancora poco nota, ma che in Italia ha permesso a tanti mecenati di sostenere il patrimonio artistico attraverso 470 milioni di euro in donazioni in soli sei anni.














