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Salute | 15 settembre 2020, 17:48

Sciopero della sanità privata, domani presidio a Castellanza davanti alla clinica Multimedica

La manifestazione è in segno di protesta per la mancata sottoscrizione del testo definitivo del contratto nazionale di lavoro da parte di Aris e Aiop

Sciopero della sanità privata, domani presidio a Castellanza davanti alla clinica Multimedica

Il 16 settembre sarà sciopero nazionale dei lavoratori della Sanità Privata, in segno di protesta per la mancata sottoscrizione del testo definitivo del contratto nazionale di lavoro da parte di Aris e Aiop dopo la sottoscrizione della preintesa dello scorso 10 giugno, dopo tre anni di estenuanti trattative e ben 14 anni di assenza di rinnovo contrattuale.

Dopo l’esito negativo del tentativo obbligatorio di conciliazione è iniziato il percorso di lotta che ha portato a un presidio dinnanzi a Montecitorio il 5 di agosto e altre iniziative svolte a livello territoriale, con il presidio del 24 agosto dinnanzi alla Prefettura di Varese e quello successivo del 31 agosto davanti alla sede di Confindustria a Busto Arsizio.

Domani ci sarà lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori del comparto per l’intera giornata o turno di lavoro, che in provincia di Varese prevede un presidio dalle 8 alle 14,30 davanti alla clinica Multimedica di Castellanza.

«Come è noto dopo 3 anni di trattative e 14 anni di assenza di rinnovo contrattuale, si era giunti alla sottoscrizione di un testo di contratto collettivo nazionale condiviso dalle delegazioni trattanti datoriali e sindacali, sul quale le Organizzazioni Sindacali hanno tenuto assemblee e proceduto alla consultazione degli organismi come previsto nella stessa intesa - scrivono da Uil Varese - Nonostante le lettere e gli impegni formali da parte del Ministro della Salute e del Presidente della Conferenza delle Regioni i rappresentanti di Aris e Aiop, anche nel tentativo di conciliazione dello scorso 5 Agosto, hanno ribadito di non ritenere che ci siano le condizioni per sottoscrivere in via definitiva il contratto venendo meno agli impegni sottoscritti, cosa mai avvenuta prima e ponendo i lavoratori in una condizione di incertezza e privazione di riconoscimenti economici». 

Tale comportamento delle parti datoriali «appare ancora più vergognoso se si pensa che, ancora una volta, le professioniste ed i professionisti della sanità privata hanno operato, unitamente ai colleghi della sanità pubblica, per far fronte alla grave emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 con la stessa professionalità ed impegno ma senza gli stessi diritti ad un medesimo riconoscimento economico».

Redazione

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