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Economia | 06 agosto 2020, 10:07

Fallita la trattativa sul rinnovo del contratto della sanità privata: sindacati varesini pronti alla mobilitazione

Cgil Fp, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fpl di Varese: «Una vergogna inaudita, un attacco ai diritti e alla dignità dei lavoratori dopo 14 anni di mancati rinnovi. Mai era successo che le parti datoriali si tirassero indietro dopo la firma di una pre intesa».

Fallita la trattativa sul rinnovo del contratto della sanità privata: sindacati varesini pronti alla mobilitazione

 

«Una vergogna inaudita, un attacco ai diritti ed alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori» queste le parole, contenute in una nota, dei segretari generali di categoria Gianna Moretto (Cgil Fp), Nunzio Praticò (Cisl Fp dei Laghi) e Lorenzo Raia (Fpl Uil) nel commentare il fallimento della procedura di raffreddamento nazionale tenutasi oggi presso il Ministero del Lavoro a seguito dello stato di agitazione proclamato dalle parti sociali, causato a sua volta dal mancato rinnovo del Contratto di Sanità Privata.

«14 anni di mancato rinnovo, anni di trattative persi nell’assecondare le giravolte di quelli che oramai a livello nazionale sono chiamati padroni predoni, l’impegno del ministro Speranza e del presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini a coprire - coi soldi pubblici – il 50% del costo di questo rinnovo. Tutto buttato al vento. Mai era successo – continuano i segretari generali di FP CGIL Varese, CISL FP dei Laghi e UILFPL Varese – che le parti datoriali, impegnatesi nella firma di una preintesa, si tirassero indietro di fronte alla ratifica definitiva di un contratto».

I tre sindacalisti insistono: «una vergogna. Il tempo degli eroi è già passato. E’ tornato il tempo del profitto. Stiamo parlando di lavoratori irreprensibili, usciti distrutti dalla maledetta lotta contro il Covid. La loro rabbia è più che comprensibile e deve diventare la rabbia di tutti i cittadini e deve diventare la battaglia di tutti. Perchè è in gioco il Diritto alla Salute, fatto con profitti milionari. Ma ARIS e AIOP, le associazioni datoriali, sembrano volere sempre più”. Un gioco al rialzo sulla pelle dei lavoratori e dei contribuenti degno del peggior teleimbonitore. Queste persone non hanno cuore e vanno perciò colpiti nel loro unico organo sensibile: il portafoglio».

«Pertanto – continuano Moretto, Praticò e Raia - oltre a tutte le iniziative di mobilitazione nazionali e territoriali dei lavoratori, oltre ad un imminente e sempre più probabile proclamazione dello sciopero per i dipendenti del comparto, ci mobiliteremo in ogni sede istituzionale opportuna affinché vengano revisionati completamente i sistemi di accreditamento (cioè i soldi che i cittadini versano per essere curati)». Concludono i segretari generali: «questa infame storia, in Lombardia assume i contorni della farsa grottesca. Dopo il Covid, dopo i morti, dopo i turni di 12 ore al limite dell’insostenibilità, adesso questo. Chiediamo a Regione Lombardia, quella stessa Regione Lombardia che durante la pandemia ha comprato pagine di quotidiano per ringraziare le associazioni datoriali della Sanità Privata, quella stessa Regione Lombardia che per bocca dell’assessore Gallera ha parlato di stanze lussuose aperte ai pazienti ordinari, di intervenire tempestivamente e con fermezza nei confronti di ARIS e AIOP»

 

 

Redazione

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