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Economia | 23 giugno 2020, 16:52

L'agricoltura varesina dice sì al taglio dell'Iva proposto da Conte

La diminuzione della tassa sui consumi, ipotizzata dal Governo, secondo la Coldiretti provinciale, sosterrebbe l'alimentare made in Varese: «Necessaria anche una semplificazione dei voucher» invoca il presidente Fernando Fiori.

L'agricoltura varesina dice sì al taglio dell'Iva proposto da Conte

«Tagliare l’Iva sui principali prodotti alimentari, oltreché sul vino, sicuramente rilancerebbe la ristorazione che anche nel comprensorio prealpino sta subendo gli effetti del lockdown, del crollo del turismo internazionale e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa». 

Lo rimarca Coldiretti Varese attraverso il presidente provinciale Fernando Fiori che così commenta l’ipotesi di riduzione dell’Iva annunciata dal presidente del Consiglio. La spesa alimentare fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – precisa l’organizzazione agricola prealpina – era pari al 35% del totale dei consumi a tavola dei consumatori: non a caso sei aziende agroalimentari su 10 (57%), secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’, hanno registrato una diminuzione dell’attività con un impatto che varia da settore a settore.

«Il taglio dell’Iva su beni alimentari essenziali, oltre a giovare sulla spesa delle famiglie più bisognose, può avere un impatto positivo anche sulle imprese agricole ed alimentari - prosegue Fiori - il crollo delle attività di ristorazione per lo stop forzato di alberghi, bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha quindi avuto un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare con una perdita di fatturato di almeno 1,5 miliardi su base nazionale per i mancati acquisti in cibi e bevande nel trimestre considerato».

Il lungo periodo di lockdown ha avuto effetti pesanti anche sulle imprese agricole: dalla carne alla frutta alla verdura, al vino, ai salumi le richieste dei ristoratori sono fortemente ridimensionate, e con una cassa di risonanza ancor maggiore nel nostro comprensorio, che in questo periodo si trova a dover fare i conti con il crollo del turismo internazionale. Ad essere preoccupate sono anche le piccole attività che trasformano direttamente i loro prodotti, come gli allevatori che producono i formaggi tipici di montagna e che, molto spesso, trovano nel rapporto fiduciario con i ristoratori locali un importante canale di vendita.

Coldiretti ha proposto al Governo un piano straordinario per aumentare ad un miliardo di euro la dotazione dei fondi per l’acquisto del cibo destinato agli indigenti, scegliendo solo prodotti agroalimentari 100% Made in Italy, un obiettivo da estendere anche alla ristorazione pubblica con un grande piano di acquisti di prodotti Made in Italy per le mense di scuole, ospedali e caserme. Un piano generale di rilancio che va accompagnato nelle campagne dalla cancellazione, per quest’anno, dei versamenti contributivi dell’imprenditore agricolo e dei propri dipendenti nei settori maggiormente colpiti per sostenere competitività ed occupazione.

«Oltre a questo serve una radicale semplificazione del voucher “agricolo” – conclude il presidente - che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne».

Redazione

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