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Varese | 18 maggio 2020, 11:32

FOTO. Varese riparte dopo il lockdown tra cautela e voglia di ricominciare. I negozianti: «Rivendichiamo il nostro diritto di lavorare»

Dopo oltre due mesi la città riprende vita. Bar, parrucchieri e negozi si preparano ad accogliere i clienti: qualcuno ha subito aperto, altri si stanno adeguando alle misure sanitarie. Paolo Ambrosetti dell'omonima valigeria: «Riprendiamo a vivere». I titolari della Paranza: «Ci prendiamo qualche giorno per poter garantire la sicurezza»

FOTO. Varese riparte dopo il lockdown tra cautela e voglia di ricominciare. I negozianti: «Rivendichiamo il nostro diritto di lavorare»

Si è svegliata presto Varese nella prima giornata dopo la fine del lockdown. Un clima di vivacità che non si respirava da tempo. Non serve più l'autocertificazione, tutti gli spostamenti all'interno della regione sono consenti e uffici, negozi, bar e ristoranti finalmente aperti. O almeno quasi tutti.

Chi si era portato avanti con le misure di sicurezza questa mattina ha potuto rialzare la saracinesca e celebra finalmente il primo giorno di lavoro: «Oggi riapriamo il negozio e rivendichiamo il nostro diritto di vivere e lavorare – dice Paolo Ambrosetti dell'omonima valigeria - E se dovessimo risultare vincenti, allora il 18 maggio non sarà più ricordata come la data di fine lockdown, ma il giorno in cui i commercianti hanno dichiarato “noi non chiuderemo in silenzio nella notte, noi non ci arrenderemo senza combattere, noi continueremo a vivere”».

Altri invece sono al lavoro per adeguare gli spazi, sanificare e mettere in ordine la nuova merce e le vetrine. «Ci prendiamo ancora questa mattinata per adeguarci alle ultime disposizioni che sono arrivate all'ultimo minuto - dice Elena Colombo di EnyG in via Dandolo - Cambiamo le vetrine con i capi di stagione e da questo pomeriggio saremo pronti ad accogliere i clienti». Lo stesso stano facendo i punti vendita delle grandi catene presenti in centro

Anche nel campo della ristorazione non tutti hanno riaperto. A fronte di un numero di contagi sempre presente seppur ridotto, alcuni hanno preferito aspettare e prendersi il tempo necessario per adeguarsi alle nuove disposizioni. «Non abbiamo mai mollato - dicono Pietro e Attilio de La Paranza -, ma per senso di responsabilità nei confronti dei nostri clienti ci prendiamo ancora qualche giorno per garantire che tutte le misure di sicurezza siano curate nel dettaglio. Continueremo come sempre il servizio da asporto».

Lo stesso hanno deciso la maggior parte dei bar del centro che di soliti aprono alle 17 per l'aperitivo (leggi qui). I locali che invece servono le colazioni hanno riaperto, seppur con qualche preoccupazione sulle misure di sicurezza da mettere in campo e sulla rigidità dei controlli. «Siamo al lavoro da alcuni giorni per predisporre il locale. Abbiamo rivisto la disposizione del tavoli, il servizio al bancone e tutta la logistica con entrate e uscite separate.  Abbiamo acquistato i dispositivi di sicurezza, i termometri, i gel igienizzanti - spiega Michele Morelli del Globe Cafè – Però le disposizioni non sono chiarissime e temiamo controlli».

Anche i pendolari hanno ricominciato a viaggiare con maggior frequenza da e per Varese e non si sono registrati particolari problemi di affollamento nelle carrozze, perché manca l'utenza principale che era composta dagli studenti. Code ordinate si sono formate fuori dagli uffici e dalle banche, che comunque non avevano mai chiuso, e ci si dovrà abituare alle lunghe attese come alla misurazione della temperatura.

Sono riprese infine anche le cerimonie religiose e le campane hanno richiamato i fedeli alla prima messa celebrata alle 8.30 nella Basilica di San Vittore. Anche in chiesa valgono le regole del distanziamento, con i posti assegnati sulle panche e il disinfettante nell'acquasantiera

Valentina Fumagalli

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