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Politica | 14 maggio 2020, 11:46

Test sierologici a carico dei privati, Carignola (PD): «Scelta scellerata che penalizza il nostro territorio»

Il segratio del Partito Democratico Varese interviene sulla delibera della giunta regionale che liberalizza i test anticorpali: «Dovrebbe essere il sistema sanitario regionale a monitorare e garantire lo stato di salute della popolazione».

Test sierologici a carico dei privati, Carignola (PD): «Scelta scellerata che penalizza il nostro territorio»

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del segretario del Partito Democratico Varese, Luca Carignola, sulla delibera della giuna regionale (leggi qui) che da il via libera all'esecuzione dei test sierologici nei laboratori privati

Da Regione Lombardia apprendiamo che le aziende o gli altri soggetti o enti sono liberi di fare i test sierologici, a loro spese e occupandosi di tutto: acquisire i test sierologici, trovare il laboratorio che li processi, spiegare al cittadino che il test è volontario, reperire i tamponi a cui sottoporre la persona qualora questa dovesse risultare positiva al test.

Nel dubbio che non si capisca che è tutto a carico, mentre dovrebbe essere il sistema sanitario regionale a monitorare e garantire lo stato di salute della popolazione, chi deciderà di eseguire questo test, dovrà obbligatoriamente acquistare un numero minimo di tamponi pari al 10% dei test previsti, per sottoporre al tampone gli eventuali positivi che emergessero dal test. 


Se per il test la regione non fissa alcun prezzo massimo, mano libera al mercato, per il tampone il costo minimo sarà di 62.89 euro cadauno. Questa è una vera e propria TASSA a carico di tutto quel mondo produttivo che dovrebbe ripartire in sicurezza, specie per il comparto più colpito dalla crisi, come artigianato e commercio.

Non solo, Regione Lombardia impone di utilizzare test sierologici a prelievo, per via venosa, al posto di quelli pungi-dito, che costano molto meno e sono più veloci. Al contrario in Emilia Romagna o in Toscana, il test sierologico è prescrivibile dal medico di famiglia, a carico della regione, che si occuperà del tampone in caso di positività.

I leghisti varesini, sempre in prima linea nel chiedere demagogicamente l’annullamento di tasse e tariffe, la cui rimodulazione è già prevista dall’amministrazione varesina, o peggio cercando consenso a poco prezzo con la cancellazione del costo dei posteggi, su queste scelte regionali sono completamente silenti. Di fronte a scelte scellerate da parte della giunta Fontana, che penalizzano il sistema economico dei nostri territori, i leghisti locali cercano di cancellare le reali responsabilità proponendo un risparmio di pochi euro. Ma senza test e tamponi quali attività potranno riaprire in sicurezza e quali clienti arriveranno e posteggeranno in città per avvalersi delle riaperture? 

Se il vecchio proverbio cinese dice: “Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito”, i nostri leghisti, politicanti furbi travestiti da persone semplici e concrete, cercano di portare l’attenzione pubblica a guardare il dito, per nascondere il ripetersi di errori del loro presidente Fontana

Redazione

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