La giunta regionale ha poco fa pubblicato la delibera con cui si dettano le linee guida (vedi allegato a fine articolo) per eseguire, anche privatamente, il test sierologico. Ricordiamo che questo tipo di esame non è assolutamente diagnostico e non sostituisce il tampone, tuttavia può fornire dati epidemiologici riguardo la circolazione virale nella popolazione, perché rileva la presenza di anticorpi al Coronavirus e quindi determina se si è venuti o meno in contatto con il virus.
Regione Lombardia raccomanda l’utilizzo di test del tipo CLIA e/o ELISA che abbiano una specificità non inferiore al 95% e una sensibilità non inferiore al 90%, al fine di ridurre il numero di risultati falsi positivi e falsi negativi.
Sono diversi i centri in città che possono già effettuare i test e le prenotazioni apriranno domani. Il test avrà un costo massimo di 70 euro, e un risultato positivo, che quindi certifica l’avvenuto contatto con il virus, comporta la verifica della contagiosità mediante ricerca dell’RNA virale, ovvero il tampone che costerà 69,88 euro (prudenzialmente ridotto del 10% in considerazione del carattere aspecifico della prestazione di riferimento che viene determinata pertanto in euro 62,89)
Sempre al di fuori del sistema sanitario e nell’ambito collettivo, per esempio aziende che vogliono sottoporre i dipendenti al test sierologico, ci si deve invece attenere ad un altro tipo di protocollo per il percorso di screening dandone comunicazione ad Ats.
«Chiarezza, trasparenza e responsabilità, nell'ottica di favorire le analisi sierologiche da parte degli operatori privati, ma senza penalizzare in alcun modo la sanità pubblica, bensì contribuendo a rafforzarla», è il commento dell'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, sulle prerogative in base alle quali la giunta regionale ha approvato i due provvedimenti in merito alla realizzazione dei test sierologici anche al di fuori del Sistema sanitario regionale.














