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Territorio | 31 marzo 2020, 16:10

Coronavirus. La casa di riposo di Gavirate acquista nuovi smartphone per permettere le videochiamate degli ospiti con i famigliari

La Fondazione Bernacchi Gerli Arioli che gestisce la struttura ha attivato l'unità di crisi: obiettivo preservare il più possibile la socialità nonostante il divieto di visite. Non si fermano gli allenamenti per le Olimpiadi della Terza Età.

L'unità di crisi della Fondazione Bernacchi Gerli Arioli

L'unità di crisi della Fondazione Bernacchi Gerli Arioli

 

Le case di riposo sono un luogo particolarmente delicato in questa fase di emergenza da Coronavirus sia per gli anziani ospiti che per il personale che ci lavora.

Vietate le visite dei parenti per ovvi motivi di sicurezza, l'obiettivo è quello di mantenere il più possibile una quotidianità normale. 

E' quello che sta facendo la Fondazione Bernacchi Gerli Arioli che gestisce la casa di riposo che sorge nel centro di Gavirate e che ha attivato un'unità di crisi per affrontare al meglio questa delicata fase. 

«Si è fatto e si sta facendo di tutto per preservare la socialità, uno dei principi fondamentali della struttura, in tutti i suoi aspetti - spiegano dalla Fondazione - le attività fisioterapiche, animative e psicomotorie continuano a svolgersi regolarmente presso la palestra e ai piani; così pure la ginnastica di gruppo e le merende in giardino a godere del tepore del primo sole primaverile o all'ombra dell'imponente magnolia; così anche i momenti conviviali ai piani nell'occasione del pranzo e della cena; infine non si tralasciano gli allenamenti in previsione delle Olimpiadi della Terza Età, inserite nel più ampio programma dell'"Alzheimer Fest"».

Fondamentale l'apporto di tutto il personale. 

«Tutto questo è stato ed è possibile grazie al prezioso contributo profuso da tutti gli operatori della Fondazione - proseguono dalla casa di riposo gaviratese - che stanno lavorando come una squadra coesa e animata da un forte senso di appartenenza a una "micro-comunità" che, come una sorta di "oasi felice" gravita all'interno di una comunità più ampia, attualmente in difficoltà. Personale medico, infermieristico, socio-sanitario, assistenzialistico, fisioterapisti, psicomotricisti,educatori, psicologi; le suore; il personale amministrativo; i componenti il Consiglio di Amministrazione: tutti in questo frangente si sono prodigati affinché gli anziani vostri cari e nostri ospiti continuassero a percepire e vivere la propria quotidianità in maniera immutata. Anche per questo, pur essendo stati costretti dalle disposizioni ministeriali a vietare gli accessi in struttura dei parenti e dei volontari, si è fatto e si fa il possibile per consentire chiamate e videochiamate, per le quali sono stati  acquistati dei telefoni cellulari in dotazione al personale, così che i parenti possano vedere, comunicare e interagire con i propri cari, non potendoli frequentare come prima». 


 

 

Redazione

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