«Se le attività delle imprese non ripartono entro il 15 aprile, molte aziende non riapriranno più». E’ netto e senza giri di parole il giudizio di Davide Galli, imprenditore e presidente di Confartigianato Imprese Varese, che ha partecipato alla diretta di VareseNoi sull’emergenza Coronavirus.
«La sicurezza dei lavoratori viene ovviamente prima di tutto e le aziende sono disposte ad accettare sacrifici ma oggi quando parliamo di attività essenziali non possiamo ragionare sui codici Ateco che sono obsoleti ma sulle filiere produttive» ha affermato Galli che ha dovuto chiudere la sua azienda che opera nel settore meccanico, benché avesse ancora commesse, ma privo ormai della catena della subfornitura e delle materie prime.
Confartigianato Imprese Varese è aperta al minimo, ma l’assistenza alle imprese associate, particolarmente importante in questa emergenza, prosegue da remoto.
«Voglio essere ottimista anche in questa circostanza, perché spero che si capisca che ad esempio la burocrazia può essere superata grazie al web - ha proseguito Galli - certo sarebbe stato meglio evitare di rifare quattro volte il modulo dell’autocertificazione per gli spostamenti, che già di per sé è uno strumento inaccettabile. Sarebbe stato meglio anche dare direttamente i soldi ai lavoratori, direttamente sui conti correnti, senza passaggi burocratici. Io spero davvero si capisca che bisogna fare in fretta, perché ne va della sopravvivenza dei lavoratori e delle imprese».
Bisogna guardare al domani, anche se non si sa ancora quando inizierà.
Confartigianato Varese propone misure straordinarie di credito, la sospensione di tutti i versamenti fiscali e contributivi per tutte le imprese e l’aumento delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali.
«Guardare davvero al domani, al dopo crisi, significa dare la possibilità, accompagnare le piccole e medie imprese all’aggiornamento e all’adeguamento tecnologico, una sorta di Industria 4.0 ma per le Pmi» ha concluso Galli.














