Dalle foto della vergogna, come avevamo titolato una settimana fa (leggi qui), alla foto della dignità ritrovata. Da trifogli, graminacee, solchi e cerchi gialli o verdi disegnati da decine di centimetri di erba cresciuti a casaccio ovunque su uno dei campi più gloriosi del calcio italiano al ritorno della speranza. Che, quando dallo stadio e dal club che lo gestiva sembrano essere passati i barbari, può anche fare rima con normalità. O, almeno, dignità.
Le foto di come era ridotto il campo attorno a cui sono cresciuti migliaia di varesini fino a sette giorni fa le potete rivedere qui sotto, se avete il fegato per farlo. L'immagine di come si presenta oggi il prato del Franco Ossola, invece, la vedete qui sopra e all'inizio della gallery in basso: ci piace pensare che, pur se l'intervento del Comune era dovuto perché il cuore dello stadio non fosse quello di un paese in guerra, abbandonato e diroccato, il ritorno a una condizione onorevole - pur se il colore giallognolo di parte del terreno resta triste e inquietante - rappresenti un buon auspicio.
Sia perché di questi tempi non è così scontato trovare una risposta quasi immediata di fronte a una denuncia-richiesta che veniva dal basso e cioè dal cuore della gente che considera quel campo un pezzetto dell'identità e delle radici varesine, sia perché i ragazzini in maglia biancorossa che si allenano nel vicino campetto in sintetico adesso potranno ancora guardare verso il prato delle leggende e dire, con quell'incoscienza e quel sogno che i grandi ormai hanno perduto: «Un giorno ci giocherò anch'io».
Nella gallery qui sotto la prima foto è quella della situazione odierna, tutte le altre risalgono a una settimana fa, prima dell'intervento degli addetti del Comune
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Sport | 12 settembre 2019, 08:15
FOTO. Dalle erbacce alla speranza: il campo di Masnago ritrova la dignità e un pezzetto di vita
Il prato dello stadio Franco Ossola è stato curato e riportato a una condizione di normalità e decoro: una settimana fa avevamo denunciato lo stato d'abbandono in cui versava, invaso e deturpato da cespugli e graminacee alte decine di centimetri
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