#JoinPlanning | lunedì 04 marzo, 23:47

Il bias dell’avversione alle perdite

Il bias dell’avversione alle perdite

#JoinPlanning

Di fronte alla possibilità di perdere, il nostro corpo reagisce con paura, influenzando le nostre scelte: è il “loss aversion bias”. Per rendersene conto basta una scommessa da 100€ con il classico lancio della monetina: tu giocheresti?

Il bias cognitivo del gregge

Il bias cognitivo del gregge

#JoinPlanning

La paura di commettere un errore, o quella di perdere un’opportunità, ci inducono a seguire le scelte della maggioranza. Ma, soprattutto in campo finanziario, questa non sempre è una buona idea…

Il bias cognitivo della conferma

Il bias cognitivo della conferma

#JoinPlanning

Il cervello tende a cercare, interpretare e ricordare le informazioni che confermano le nostre convinzioni, scartando quelle che lo contraddicono: un processo ulteriormente amplificato dagli algoritmi di motori di ricerca e social network. Ma la...

Il bias cognitivo dell’ancoraggio

Il bias cognitivo dell’ancoraggio

#JoinPlanning

Il nostro cervello si lega alla prima informazione che riceve, sia essa un prezzo o un valore: un meccanismo che influenza le nostre scelte, portandoci spesso a conclusioni errate poiché non oggettive

I bias cognitivi: conoscerli per riconoscerli

I bias cognitivi: conoscerli per riconoscerli

#JoinPlanning

Meccanismi automatici del cervello, costruiti nel corso dell’evoluzione umana come risposta agli stimoli esterni, influenzano le nostre scelte. Anche nei campi del risparmio e degli investimenti

Quantum computing, dalla possibilità alla certezza

Quantum computing, dalla possibilità alla certezza

#JoinPlanning

Analisi dei big data, ricerca biotecnologica, previsioni meteo: l’informatica quantistica al lavoro per una rivoluzione. Che è ormai alle porte

#JoinPlanning

Mi chiamo Jacopo Piol, varesino di nascita ma internazionale per vocazione. La passione per la finanza mi ha condotto in tutta Europa, dove ho affinato le mie conoscenze e costruito la laurea in Economia. Oggi ho 40 anni, sono un papà e la famiglia è il mio primo pensiero, nella vita e nel lavoro. I miei clienti hanno attività, sono liberi professionisti, sono padri e madri. Il mio compito è occuparmi del loro benessere; per farlo ascolto, conosco, poi agisco: a guidarmi è la responsabilità. Il segreto è avere un piano, un obiettivo: ecco perché il mio motto è #joinplanning, unisciti a pianificare.

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