Politica | 22 ottobre 2026, 17:03

Varese, una funivia urbana tra lago, Bellavista e Università. La proposta di Giuseppe Licata

Nell’ambito dell’aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, sono stati accolti gli ordini del giorno del consigliere di Forza Italia dedicati al territorio varesino. Tra questi c’è anche quello sullo studio di un collegamento funiviario urbano: un progetto di mobilità sostenibile innovativo già sperimentato con successo in Europa

Il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata

Il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata

La mobilità del futuro passa anche da soluzioni innovative. E lo studio di un possibile collegamento funiviario a Varese, tra Capolago, Bellavista e il Campus dell’Università dell’Insubria, proposto a Palazzo Pirelli dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Licata nell’ambito dell’aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, va in questa direzione.
«Non parliamo di un'idea futuristica, in Europa esistono già esempi di successo», precisa Licata, che attraverso altri ordini del giorno si è soffermato anche su ulteriori interventi rilevanti per la nostra provincia. 

Dopo un’approfondita analisi in aula, l’aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti è stato approvato dal Consiglio regionale. Consigliere Licata, qual è il suo giudizio su questo provvedimento?
«Gestire la mobilità in Lombardia è una sfida estremamente complessa, parliamo di un territorio fortemente eterogeneo che spazia dalla fitta area metropolitana milanese, caratterizzata da un'altissima densità di popolazione e pendolarismo, alle zone montane, caratterizzate da bassa densità abitativa e vie di comunicazione vincolate dalla morfologia, passando per una pianura fortemente industrializzata e i grandi laghi, che devono coniugare la mobilità dei residenti con picchi di flussi turistici stagionali, spesso su strade costiere strette e sature.

Il documento esaminato e approvato in aula prevede un piano ambizioso, definisce le priorità infrastrutturali della Lombardia, con interventi all’interno dell’orizzonte di programma, fino al 2032, e prospettive di sviluppo da recepire nei prossimi aggiornamenti del programma, oltre il 2032, puntando a migliorare i collegamenti tra città, aree metropolitane e territori periferici, ridurre la congestione stradale e rafforzare l’accessibilità alle aree produttive e logistiche. Un ruolo centrale è riservato anche al trasporto pubblico, attraverso il potenziamento delle linee ferroviarie, lo sviluppo dei nodi di interscambio, i prolungamenti delle metropolitane e la realizzazione di nuove metrotranvie».

Anche lei ha contribuito all’aggiornamento del piano attraverso alcuni ordini del giorno relativi al nostro territorio. Su quali interventi si è concentrato?
«Mi sono concentrato su interventi che ritengo di particolare importanza per la provincia di Varese, tutti accolti dall’aula.
Per favorire l’utilizzo del trasporto ferroviario e agevolare il trasferimento della domanda di mobilità dalla gomma al ferro ho proposto il potenziamento dei parcheggi di attestamento e interscambio lungo l’asse Milano-Varese e nelle zone di confine maggiormente interessate dagli spostamenti dei lavoratori frontalieri. Sempre con riferimento al trasporto ferroviario è stato approvato l’ordine del giorno con cui ho proposto di inserire lo studio relativo alla previsione di raddoppio della linea ferroviaria RFI Laveno Mombello-Gallarate, considerata una direttrice di crescente rilevanza sia per il traffico passeggeri sia per il trasporto delle merci, in relazione ai collegamenti con l’aeroporto di Malpensa e con i principali corridoi internazionali.

Con ulteriori due ordini del giorno approvati ho chiesto di approfondire la fattibilità di un collegamento funiviario tra Capolago, Bellavista e il Campus dell'Università dell'Insubria e di valutare l'introduzione di un servizio di metrotranvia di superficie lungo la direttrice Varese-Laveno, attraverso la valorizzazione delle infrastrutture esistenti e il miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico per pendolari, studenti e utenti occasionali.
Infine è stato accolto anche l’emendamento con cui ho chiesto di inserire all’interno del piano il riferimento alla realizzazione del nuovo svincolo di Gazzada e Buguggiate, per risolvere i cronici problemi di traffico tra l'autostrada A8, la Tangenziale Pedemontana di Varese e le strade provinciali dirette al Lago di Varese.
Sul lavoro fatto devo un gran ringraziamento al Rotary Club di Varese e al Comitato TramTreno che hanno messo a disposizione i dati degli studi che in questi anni hanno realizzato». 

Interessante l’ipotesi di realizzare una funivia urbana all’interno della città di Varese. Di che cosa si tratta, nello specifico?
«Si tratta di un impianto a fune urbano che consente di garantire sostenibilità, minima occupazione di suolo e fluidità del traffico. Oggi le funivie urbane stanno conquistando un ruolo sempre più centrale nei sistemi di trasporto delle grandi città.  Stiamo parlando di mezzi di trasporto elettrici, silenziosi e con impatto ambientale ridotto; i sostegni richiedono pochissimo spazio a terra, rappresentano una soluzione capace di aggirare traffico, superare ferrovie, edifici o dislivelli e ostacoli naturali senza occupare le strade esistenti; viaggiando "in cielo", offrono collegamenti rapidi dove le infrastrutture tradizionali incontrano maggiori difficoltà, non subiscono rallentamenti dovuti al traffico automobilistico, ai semafori o agli ingorghi e funzionano con un flusso continuo di cabine con tempi di attesa brevissimi e nessun ritardo».

Come mai ha pensato proprio a quest’area per la possibile realizzazione del progetto?
«Il progetto permetterebbe di collegare con un servizio pubblico innovativo l’area turistica del lago, migliorandone la fruibilità, l’area di interscambio ferro-gomma di Bellavista in corrispondenza dell’arrivo dell’autostrada Milano- Varese e il Campus Universitario dell’Insubria a Bizzozzero, offrendo agli studenti e al personale accademico un tragitto veloce, continuo e privo di traffico su gomma».

L’idea si ispira a qualche modello già esistente?
«Non parliamo di un'idea futuristica, in Europa esistono già esempi di successo e i più significativi arrivano dalla Francia. Dallo scorso dicembre è entrata in funzione a Parigi la Câble C1, la funivia urbana più lunga d'Europa. L'infrastruttura si sviluppa per 4,5 chilometri sopra autostrade, linee ferroviarie e quartieri della Val-de-Marne, collegando Créteil e Villeneuve-Saint-Georges attraverso cinque comuni. Il nuovo collegamento ha ridotto i tempi di percorrenza da circa 40 minuti a 18 minuti. 

Ma l’esperienza più simile al nostro progetto è rappresentata dalla funivia di Tolosa, completamente integrata nel sistema di trasporto pubblico locale. Un impianto che collega l’università Paul-Sabatier all’istituto di ricerca Oncopole, attraverso il centro ospedaliero di Rangueil. A percorrere lo stesso tratto di tre chilometri, un’auto ci impiega più di mezz’ora. Ora sono sufficienti appena dieci minuti.  Un'infrastruttura che ha dimostrato come il trasporto a fune possa diventare parte integrante della mobilità urbana moderna e sostenibile. Anche in Italia il tema comincia a entrare nel dibattito sulla mobilità urbana. Oltre a Genova, anche Roma e Napoli stanno valutando possibili applicazioni». 

Quale sarà l’iter che potrà portare in futuro alla realizzazione di questo collegamento funiviario?
«Ci sono già degli studi al riguardo che vanno ripresi e approfonditi. Il primo passaggio da fare sarà quindi quello di promuovere le necessarie analisi tecnico-economiche, trasportistiche e ambientali finalizzate a valutare la fattibilità della proposta e il potenziale contributo al miglioramento della mobilità sostenibile e dell'accessibilità territoriale della città di Varese e del suo sistema turistico e universitario».

Ipe


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