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La Varese Nascosta | 03 ottobre 2026, 08:46

LA VARESE NASCOSTA. Varese, i piccoli spazzacamini e l’infanzia sul selciato

Una fotografia dei primi del Novecento attribuita a Jakob Brunner racconta la città attraverso i suoi manifesti e due giovanissimi lavoratori: sullo sfondo un manifesto del Politeama Ranscett di Varese che annuncia una rappresentazione del Barbiere di Siviglia per il 31 maggio 1905 e la pubblicità del Magazzino Calzature Aliverti

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Varese, i piccoli spazzacamini e l’infanzia sul selciato

Una fotografia dei primi del Novecento attribuita a Jakob Brunner racconta la città attraverso i suoi manifesti e due giovanissimi lavoratori. Sul muro, l’annuncio di uno spettacolo datato 31 maggio 1905.

Ci sono fotografie che custodiscono più storie nello stesso istante. Questa immagine della Varese di inizio Novecento ne offre una testimonianza intensa: due bambini spazzacamini, le corde, gli attrezzi del mestiere e, alle loro spalle, un muro ricoperto di manifesti.

Uno è in piedi, con una lunga corda raccolta attorno al corpo e i piedi nudi sul selciato. L’altro è accovacciato accanto agli strumenti da lavoro e guarda verso il compagno. Non conosciamo i loro nomi, la loro età o le parole che si stavano scambiando. La fotografia conserva i loro volti, lasciando aperte le domande sulle loro vite.

Alle spalle dei bambini, la città parla attraverso la carta incollata al muro. Il manifesto del Politeama Ranscett di Varese annuncia una rappresentazione del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini: «Mercoledì, 31 maggio 1905, alle ore 20.45». È un riferimento prezioso per collocare la scena nel suo contesto, anche se la data dello spettacolo, da sola, non dimostra il giorno esatto dello scatto.

Accanto compare la pubblicità del Magazzino Calzature Aliverti, che si presenta come «unico concessionario del Calzaturificio Varese». Promette solidità, eleganza e prezzi fissi. Sotto quel grande disegno di una scarpa, il bambino in piedi è scalzo: un dettaglio che oggi colpisce e rende ancora più forte il valore documentario dell’immagine.

La scena richiama la storia dei piccoli spazzacamini, bambini che la povertà familiare avviava precocemente a un mestiere faticoso. La Valle Vigezzo fu uno dei territori segnati da questa emigrazione: molti piccoli partivano durante la stagione invernale e rimanevano lontani da casa fino alla primavera. Il Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore ne conserva la memoria, raccontando anche lo sfruttamento dei piccoli rüsca.

Non possiamo però stabilire dalla fotografia che questi due bambini provenissero proprio dalla Valle Vigezzo. È un’ipotesi compatibile con quel contesto storico, che richiede una testimonianza o una scheda archivistica per essere confermata.

Resta la forza di questa fotografia: sullo stesso muro si incontrano il teatro, il commercio e il lavoro infantile. Una parte della Varese di allora si preparava a una serata all’opera; davanti all’obiettivo, due bambini portavano già con sé gli strumenti di un mestiere.

Di loro non sappiamo il nome. Guardare questa immagine significa restituire attenzione anche alla loro storia.

da La Varese Nascosta

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