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La Varese Nascosta | 05 settembre 2026, 08:08

LA VARESE NASCOSTA. Il Barbarossa e la leggenda del pulcino d’oro di Cairate

Nella primavera del 1176 L'Imperatore del Sacro Romano Impero entrò con il suo esercito nella Valle dell’Olona e sostò nel Monastero di Santa Maria Assunta. Per ringraziare le monache Barbarossa donò loro un tesoro, che fu nascosto per secoli in un luogo nascosto. Secondo la tradizione c'è chi lo cerca ancora...

(foto da La Varese Nascosta)

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Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

LA LEGGENDA DEL PULCINO D'ORO DI CAIRATE

Era la primavera del 1176. Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, aveva portato il suo esercito nella Valle dell’Olona.

Le tende imperiali punteggiavano i versanti che dominavano la piana dove, pochi giorni dopo, il 29 maggio, si sarebbe combattuta la battaglia di Legnano. La notte prima dello scontro, l’imperatore cercò riposo nella foresteria del Monastero di Santa Maria Assunta a Cairate.

Il luogo era antico: tradizionalmente fondato nel 737 dalla nobildonna longobarda Manigunda, che vi aveva preso i voti dopo essere guarita alla fonte miracolosa di Bergoro. Da secoli ospitava viandanti e pellegrini, e in quella sera di maggio aprì le porte anche all’uomo più potente d’Europa.

Si dice che Federico bevve all’acqua della fonte. E che, in quel momento, le sue lunghe orecchie appuntite, un segreto che per anni aveva nascosto sotto la folta chioma rossa, scomparvero. L’imperatore le considerò un buon auspicio.

Per ringraziare le monache per l’ospitalità decise di fare un dono. Tra i bagagli aveva un tesoro trafugato a Monza: la chioccia con i pulcini d’oro, l’opera di oreficeria longobarda che la tradizione attribuiva alla regina Teodolinda, simbolo di vita e rinascita.

Ne aveva preso la chioccia e tutti gli otto pulcini pulcini. Ne regalò uno alle monache. Un piccolo pulcino d’oro, lucente come la speranza.

Ma la fortuna non fu dalla sua parte. Il 29 maggio 1176 le milizie della Lega Lombarda sconfissero l’esercito imperiale. Barbarossa fuggì in fretta verso nord, lasciando dietro di sé il bottino. La chioccia e i pulcini vennero restituiti a Monza. Tutti, tranne uno.

Quel pulcino d’oro rimase nelle mura del monastero. Le monache ne conoscevano il nascondiglio, ma non lo rivelarono mai a nessuno. Il segreto morì con loro. E da allora, si dice, qualcuno lo cerchi ancora.

Davide Sottocasa da La Varese Nascosta

Davide Sottocasa da La Varese Nascosta

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