Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata dal consigliere comunale di minoranza di Leggiuno Stefano Introini a Trenord e Regione sui disservizi di questi giorni in particolare sulla linea ferroviaria del lago Maggiore, interrotta tra Laveno e Cocquio per lavori:
Quanto sta accadendo in questi giorni sulla linea ferroviaria del Lago Maggiore merita una riflessione pubblica seria, perché non riguarda soltanto un singolo disservizio, ma il modo stesso in cui viene trattato un territorio turistico strategico della Lombardia.
Da settimane gli organi di stampa hanno correttamente riferito della sospensione del servizio ferroviario tra Laveno Mombello e Cocquio-Trevisago, prevista per circa tre mesi, con sostituzione mediante autobus. Si tratta di lavori programmati e quindi, in sé, comprensibili. Proprio perché programmati, però, dovrebbero essere accompagnati da un sistema informativo chiaro, aggiornato e facilmente comprensibile. Il problema è che così non è.
Consultando i siti ufficiali di Trenord e Trenitalia continua a comparire il treno diretto del mattino. Questa mattina, dovendo raggiungere Milano, confidavo di utilizzare il convoglio delle ore 8:08 in partenza dalla stazione di Laveno Mombello Lago, così come risultava dai canali ufficiali di consultazione. Solo una volta sul posto ho scoperto che il servizio ferroviario era in realtà sostituito da autobus. Una circostanza difficilmente comprensibile, considerato che la sospensione della linea è nota da settimane ed è stata correttamente riportata dagli organi di stampa.
Le indicazioni sui servizi sostitutivi risultano infatti poco intuitive, difficili da reperire e non adeguatamente segnalate all’utente occasionale. Ed è proprio l’utente occasionale — turista, viaggiatore, persona anziana, famiglia, cittadino non abituato alla linea — ad avere maggiore bisogno di indicazioni semplici, visibili e inequivocabili.
La situazione sul campo è ancora più grave. Nelle stazioni non risultano presenti indicazioni chiare sulla posizione delle fermate degli autobus sostitutivi. Non vi sono cartelli sufficientemente evidenti, percorsi guidati, avvisi immediati o informazioni tali da consentire a un viaggiatore di capire dove andare senza dover procedere per tentativi. Interpellando il personale ferroviario, gli stessi controllori hanno manifestato incertezza sulla situazione e hanno dichiarato che avrebbero provveduto a segnalare il problema affinché il sito venisse aggiornato.
Particolarmente significativo è il fatto che, interpellato sulla situazione, il personale di bordo abbia riconosciuto le criticità informative riscontrate e abbia dichiarato di voler effettuare una segnalazione per l’aggiornamento dei sistemi informativi. Un episodio che evidenzia come il problema non riguardi la sola percezione dell’utente, ma sia avvertito anche da chi opera quotidianamente sul servizio.
Personalmente sono riuscito a raggiungere l’autobus sostitutivo a Cocquio-Trevisago soltanto per una combinazione fortunata: ero arrivato in anticipo e l’autista, con grande disponibilità, mi ha suggerito di salire sul mezzo presente in quel momento, ammettendo tuttavia di non avere indicazioni certe sui collegamenti successivi. Una modalità di viaggio affidata alla fortuna non può essere considerata un servizio pubblico adeguato. Se un consigliere comunale che segue abitualmente i temi della mobilità incontra queste difficoltà, è facile immaginare quali problemi possa incontrare un turista straniero, una persona anziana o una famiglia che visita il Lago Maggiore per la prima volta.
A tutto questo si aggiunge il tema, non secondario, dello stato dei treni. Il materiale rotabile appare spesso in condizioni poco decorose: carrozze sporche, pulizie insufficienti, manutenzione percepita come carente e una generale sensazione di trascuratezza. È un aspetto importante, perché il trasporto pubblico non è solo orario e coincidenza: è anche qualità, dignità del viaggio, rispetto per chi paga il biglietto e sceglie di non utilizzare l’automobile.
A questa situazione si aggiunge la progressiva riduzione della presenza fisica di personale nelle stazioni minori e la sempre minore percezione di presidio del servizio ferroviario. In un contesto turistico internazionale come quello del Lago Maggiore, l’assistenza agli utenti non può essere affidata esclusivamente ad applicazioni, siti internet o sistemi automatici. Chi arriva per la prima volta sul territorio deve poter contare anche su informazioni immediate, visibili e facilmente accessibili.
Colpisce inoltre che, mentre gli utenti affrontano disagi, incertezze, informazioni incomplete e mezzi spesso poco curati, gli aggiornamenti tariffari e gli aumenti del costo del servizio siano invece sempre puntuali.
La questione assume una rilevanza ancora maggiore perché siamo nel periodo estivo, cioè nel momento di massimo afflusso turistico sul Lago Maggiore. Laveno Mombello non è una stazione qualsiasi: è una porta di accesso fondamentale al lago, un punto di connessione tra la Lombardia e la sponda piemontese attraverso il traghetto per Verbania. Molti visitatori utilizzano proprio questa direttrice per muoversi senza automobile, attraversando il lago e cercando poi un collegamento ferroviario verso Milano.
A rendere il quadro ancora più critico vi è il fatto che, nello stesso periodo, risulta interrotta per lavori di manutenzione anche la linea ferroviaria tra Fondotoce e Arona. Numerosi utenti provenienti dal Piemonte scelgono quindi di attraversare il lago con il traghetto tra Verbania e Laveno Mombello, confidando di trovare sulla sponda lombarda informazioni chiare e collegamenti affidabili verso Milano. Proprio questi viaggiatori, spesso turisti o utenti occasionali che non conoscono il territorio, rischiano invece di trovarsi davanti a un sistema confuso, poco segnalato e difficile da interpretare.
È paradossale. Da anni parliamo di mobilità sostenibile, riduzione del traffico automobilistico, turismo ferroviario, intermodalità, collegamenti lago-ferrovia, valorizzazione delle destinazioni turistiche senza auto. Tuttavia, quando un cittadino o un turista prova concretamente a utilizzare il trasporto pubblico, si trova spesso davanti a informazioni contraddittorie, coincidenze incerte, bus sostitutivi poco segnalati e treni non sempre all’altezza di un territorio che vorrebbe proporsi come destinazione europea.
Siamo nel 2026. Le politiche turistiche sul Lago Maggiore non possono essere gestite con strumenti comunicativi approssimativi, né con l’idea che l’utente debba arrangiarsi, chiedere in giro o sperare di trovare l’autista giusto al momento giusto. Se vogliamo davvero convincere residenti, pendolari e visitatori a lasciare l’auto a casa, il trasporto pubblico deve essere percepito come una scelta affidabile, non come un’avventura.
Non si tratta di una polemica sterile. È un grido d’allarme pubblico che riguarda residenti, lavoratori, pendolari, studenti, anziani, famiglie e turisti. Un territorio come il Lago Maggiore, che vuole competere sul piano della qualità ambientale, dell’accessibilità e dell’accoglienza turistica, non può permettersi un sistema di informazione così fragile e un livello di servizio così distante dalle aspettative minime degli utenti.
Per questo ritengo necessario che i vertici di Trenord e Regione Lombardia vengano messi formalmente a conoscenza della situazione e che venga avviata una verifica urgente sulle modalità di comunicazione, sull’organizzazione dei servizi sostitutivi, sulla segnaletica nelle stazioni e sulla qualità complessiva del materiale rotabile impiegato. La mobilità sostenibile non si realizza con gli slogan. Si realizza con servizi affidabili, informazioni chiare, mezzi decorosi, coincidenze comprensibili e rispetto concreto per gli utenti.
Stefano Introini
Consigliere Comunale di Leggiuno














