Difficile stavolta non voltarsi alle spalle. Diciamo, allora, che questa non è una pagina di malinconia, ma un tributo a quello che per noi ragazzini sembrava un sogno: per chi si fermava dall'alto al Bel Sit dopo il Sasso di Gavirate e guardava giù, la piscina della Whirlpool ha sempre regalato un brivido dovuto all'altezza (io piccolo, lei così grande e profonda), al panorama unico in cui era incastonata (una superficie liscia, dolce, sospesa a mezz'aria tra l'aria, le montagne e l'acqua del lago), alla varesinità che la circondava con quel simbolo di grandeur eretto del Cumenda chiamato Ignis, Ire e poi Whirlpool. Profumava di cloro, ma anche di erba e corteccia, con l'acqua gelida in cui potevi solo nuotare o imparare a farlo, uno spazio da cartolina in una cartolina naturale, la mamma o forse la nonna di Acqualand o dell'Acquatica nata all'inizio degli anni Sessanta con una visione e un'impronta in un contorno forte, puro, totale.
Ora che la piscina dei nostri sogni di ragazzi non riaprirà più, come ha raccontato Tommaso Guidotti su VareseNews (norme di sicurezza e igienico sanitarie sempre più stringenti avrebbero imposto un rifacimento a costi enormi, anche per la mastodontica vasca così datata), resterà qui, per sempre, impressa in questa cartolina sbucata dall'archivio di Mario Chiodetti. Con il suo trampolino da 10 metri - poi smantellato anche, purtroppo, se le sue tragedie sono rimaste - che per noi che fuggivamo tra le sue ripide scalette provenienti da Varese alla fine delle superiori rappresentava il primo battito d'ali dell'estate alle porte, la sfida agli amici che si fermavano qualche piano più giù, sui trampolini da cinque o da tre metri, oppure su quello molleggiato dove ogni tuffo dava la stessa gioia dell'ultimo gol all'oratorio, ecco quella scala nel cielo che dominava la piscina della Whirlpool e, da lassù, il lago e le montagne, ci ha regalato un brivido mai più vissuto.
Ogni passo avanti prima di lanciarsi nel vuoto (noi di piedi, ma qualcuno azzardava farlo anche di testa) era un modo per vincere la paura e diventare grandi, e il fiato sospeso prima di piombare in acqua in quella vasca immensa, profonda, infinita - che poi risaliva dolce verso la parte opposta, in un lungo gradino inclinato alla fine del quale dove si poteva ancora toccare il fondo - per fare a gara a chi tratteneva il respiro e andava più giù, racchiudeva il senso di quelle giornate rese indimenticabili dal fatto che passavano sempre troppo velocemente.
Il disegno, la posizione, le curve della piscina di Comerio invitavano anche a farsi gli affari propri senza essere disturbati, sdraiandosi sull'erba e portandosi un panino da casa, senza grilli nella testa, al massimo circondati dal rumore delle cicale, nessuno poteva disturbare nessuno anche perché il luogo incuteva rispetto e un certo timore, protetto dalla strada a strapiombo e dai trampolini, come se colui che l'inventò e l'inaugurò nel 1961 avesse voluto lasciare un segno anche in questo, un piccolo regno - ma non per tutti - nel grande regno della sua Comerio.
Cara piscina della Whirlpool, nei nostri cuori non sarai mai un'"ex" piscina: ci hai regalato l'adrenalina e il privilegio di poter guardare tutti dall'alto, anche se tutti noi, di fronte a te, eravamo così piccolini.
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Territorio | 04 giugno 2026, 16:58
Addio cara piscina della Whirlpool: ci hai regalato il brivido di guardare tutti dall'alto, anche se noi eravamo piccolini
Non riaprirà più e resterà per sempre impressa in questa cartolina la magia di un luogo dove siamo diventati grandi: le fughe da scuola al primo bussare dell'estate, i trampolini a picco sulla profondità della vasca e quell'acqua sospesa tra cielo, lago e montagne come a delimitare i contorni di un piccolo regno forte, puro e anche tragico inaugurato nel 1961 all'interno del grande regno del Cumenda

Una cartolina da conservare per sempre: la piscina dell'ex Whirlpool a Comerio inaugurata nel 1961 non riaprirà più














