Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.
l'1 maggio 1907 nasceva Federico Costanzo Pedrocchi, il padre italiano di Paperino che il Varesotto custodisce nella sua memoria
C’è una storia del fumetto italiano che passa anche da Cuasso al Monte, da Gallarate e dalla linea ferroviaria Milano–Varese. È la storia di Federico Costanzo Pedrocchi, nato a Buenos Aires il 1° maggio 1907 e morto il 20 gennaio 1945, durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Il suo nome non appartiene soltanto agli studiosi del fumetto. Pedrocchi fu uno degli autori che contribuirono a dare dignità narrativa al fumetto italiano, portandolo oltre la semplice vignetta o la breve striscia umoristica. Ma per il nostro territorio il suo nome ha anche un altro significato: quello di un uomo che, negli anni della guerra, trovò rifugio nel Varesotto e qui vide spezzarsi tragicamente la propria vita.
Cuasso al Monte, il rifugio durante la guerra
Durante il secondo conflitto mondiale, Federico Pedrocchi viveva con la famiglia a Cuasso al Monte, in provincia di Varese. Non era una presenza casuale: come molte famiglie del tempo, anche la sua cercava lontano da Milano un luogo più sicuro, in un’Italia lacerata dai bombardamenti, dagli sfollamenti e dall’incertezza quotidiana.
Una conferma importante arriva anche dalla scheda dedicata al figlio, Carlo Pedrocchi, che ricorda come egli trascorse da sfollato i primi anni proprio a Cuasso al Monte, “un paese del Varesotto”, e come nel cimitero del paese venne poi sepolto il padre Federico.
Il legame con Cuasso, dunque, non è soltanto una nota biografica laterale. È il luogo della famiglia, dello sfollamento, dell’ultimo tratto di vita. Ed è anche il luogo della memoria: Pedrocchi riposa nel piccolo cimitero del paese.
Il viaggio verso casa e la tragedia di Gallarate
Il 20 gennaio 1945 Federico Pedrocchi stava tornando dalla famiglia. Viaggiava sul treno Milano–Varese, diretto verso il Varesotto. Secondo le ricostruzioni disponibili, il convoglio venne mitragliato nei pressi di Gallarate da un aereo britannico o angloamericano. Pedrocchi morì a soli 37 anni.
È un dettaglio che restituisce tutta la fragilità di quegli anni: un autore già affermato, un padre di famiglia, un uomo che attraversava in treno la Lombardia devastata dalla guerra, colpito mentre cercava semplicemente di rientrare a casa.
Alcune fonti indicano Gallarate come luogo della morte; nella circostanza fu definito in modo essenziale: “soggettista e disegnatore di fumetti” nato a Buenos Aires nel 1907 e morto a Gallarate nel 1945.
Prima del Varesotto: l’uomo che intuì Paperino
Per capire perché questa memoria meriti di essere recuperata anche a livello locale, bisogna guardare alla grandezza culturale del personaggio.
Federico Pedrocchi fu tra i pionieri del fumetto italiano. Nato in Argentina da genitori italiani, si trasferì in Italia nel 1912. Dopo gli inizi nel campo della pubblicità e della collaborazione con testate illustrate, entrò nel mondo del fumetto in un momento in cui questo linguaggio stava ancora cercando una propria forma editoriale e narrativa.
Il suo nome è legato soprattutto a Paperino. Nel 1937 ottenne l’autorizzazione a scrivere e disegnare storie con personaggi Disney in Italia e contribuì alla nascita del settimanale “Paperino e altre avventure”, edito da Mondadori. Proprio lì Paperino divenne protagonista di storie lunghe, avventurose, strutturate: una scelta innovativa, perché negli Stati Uniti il personaggio era ancora legato soprattutto a strisce brevi e autoconclusive.
Tra le sue opere più ricordate ci sono “Paolino Paperino e il mistero di Marte”, “Paolino Paperino inviato speciale”, “Paperino e la pietra filosofale” e altre storie che contribuirono a costruire la tradizione italiana del fumetto Disney.
Non solo Disney: Saturno contro la Terra
Pedrocchi non fu soltanto l’uomo che comprese le potenzialità narrative di Paperino. Fu anche sceneggiatore, insieme a Cesare Zavattini, di “Saturno contro la Terra”, una delle prime grandi saghe fantascientifiche del fumetto italiano, pubblicata a partire dal 1936. Treccani ricorda proprio questo passaggio come uno dei punti centrali della sua attività: Pedrocchi sceneggiò con Zavattini una delle prime storie a fumetti di fantascienza italiane, con disegni di Giovanni Scolari.
Anche questo elemento aiuta a restituire la sua statura: Pedrocchi non fu un semplice esecutore, ma un autore capace di intuire direzioni nuove. Fantascienza, avventura, serialità, personaggi popolari: nel suo lavoro c’erano già molte delle strade che il fumetto italiano avrebbe percorso nei decenni successivi.
Una memoria varesina da riscoprire
Il Varesotto conserva spesso storie silenziose, nascoste nelle pieghe dei paesi, nei cimiteri, nelle linee ferroviarie, nei ricordi di guerra. Quella di Federico Pedrocchi è una di queste.
Cuasso al Monte non fu il suo luogo di nascita, né il centro della sua attività editoriale. Ma fu il suo ultimo rifugio familiare. Gallarate fu il luogo della tragedia. La linea Milano–Varese fu l’ultimo tratto del suo cammino.
Dietro il nome di questo pioniere del fumetto italiano c’è infatti una vicenda profondamente legata alla provincia di Varese: la storia di un autore che aveva dato voce e movimento a personaggi destinati a diventare universali, ma che morì in una quotidiana e terribile scena di guerra, mentre tornava dalla propria famiglia.
Il segno lasciato da Pedrocchi
Federico Pedrocchi morì giovane, ma lasciò una traccia decisiva. Le sue storie continuarono a essere pubblicate anche dopo la sua morte, segno di una produzione intensa e di un talento interrotto troppo presto.
Oggi il suo nome merita di essere ricordato non solo dagli appassionati di fumetto, ma anche da chi si occupa di memoria locale. Perché il Varesotto non custodisce soltanto ville, battaglie, industrie, santi e benefattori. Custodisce anche il passaggio discreto di chi ha contribuito a costruire l’immaginario popolare italiano.
E Federico Pedrocchi, il padre italiano delle prime grandi avventure di Paperino, appartiene anche a questa memoria.
(Fonti: Treccani; Fondazione Franco Fossati/LFB; Papersera; scheda Carlo Pedrocchi LFB; ricostruzioni biografiche su Pedrocchi e sulla testata Paperino e altre avventure).










