La Varese Nascosta | 04 aprile 2026, 08:21

LA VARESE NASCOSTA. I segreti sommersi del lago Maggiore: un tuffo tra relitti e misteri

La Varese Nascosta racconta con le parole e le splendide immagini del sub professionista Silvano Barboni le profondità del lago a Laveno Mombello: qui si celano relitti di auto e persino una ruspa...

Una delle splendide immagini di Silvano Barboni pubblicate nel post de La Varese Nascosta (foto Silvano Barboni)

Una delle splendide immagini di Silvano Barboni pubblicate nel post de La Varese Nascosta (foto Silvano Barboni)

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

I segreti sommersi del lago Maggiore: un tuffo tra relitti e misteri a Laveno Mombello

“Il lago non è solo acqua, è un libro aperto, scritto e fotografato in profondità". C’è un luogo dove il Lago Maggiore smette di essere solo specchio d’acqua azzurra e diventa custode di storie dimenticate. A metà delle antiche gallerie che conducono a Laveno Mombello, sotto la superficie calma, si nasconde un sito di immersione che sembra uscito da un romanzo d’avventura: rocce calcaree che tagliano la luce come lame di cristallo, pareti a picco e relitti che, fino a pochi anni fa, raccontavano un’epoca industriale ormai inghiottita dal tempo.

Chi lo conosce bene è Silvano Barboni, sub professionista ed esperto di acque interne, e non solo, che da anni scende in queste profondità per svelarne i segreti. “È un posto che ti cattura fin dal primo respiro”, racconta. E ha ragione: perché qui non si fa solo immersione. Si entra in un capitolo sommerso della storia del lago. Silvano Barboni, con la sua esperienza, ce lo ricorda ogni volta: “Le sue acque celano molto più di quanto possiamo immaginare. Basta avere il rispetto e la curiosità di andare a cercarlo”.

Ecco il suo racconto di questa immersione, accompagnato dalle sue splendide fotografie: 

“Questo sito d’immersione si trova a metà delle gallerie che portano a Laveno Mombello. L’entrata è complicata perché bisogna calare tutta l'attrezzatura con una cima per una ventina di metri dopo averla trasportata a piedi per 100 metri da dove si lasciano le auto.

Una volta preparato tutto ci si veste e si percorrono I 100 metri per scavalcare la ringhiera e scendere da un sentiero che porta a un pianoro con una scala a pioli fissata alla roccia che scende per qualche metro in verticale e percorrere ancora qualche metro in discesa tra le rocce dove per ausilio è stata fissata una cima in acciaio sempre alla parete.

L'entrata in acqua è poi comoda ma appena a 2 metri dalla riva la parete scende subito a piombo quindi bisogna fare attenzione ad avere i Jacket gonfi per assicurarsi un galleggiamento adeguato, con un piccolo trasferimento in superficie ci si sposta un po' appena sotto a delle vecchie tramoggie e da lì si scende.

Essendo un punto dove è tutta roccia calcarea la visibilità solitamente è buona, seguendo il senso della parete si inizia a trovare relitti partendo dai 26 metri, scendendo più a fondo si trovava una vecchia ruspa a 40 metri risalendo a piombo da questa si trovava una Renault 4 a 24 metri poi risalendo per effettuare le varie decompressioni si trovando altri relitti...

Ma purtroppo qualche anno fa dopo una piccola frana avvenuta sopra le gallerie la ruspa è scivolata a circa 90 metri di profondità e tutti i relitti si sono spostati...”

Davide Sottocasa per La Varese Nascosta

da La Varese Nascosta

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