Spesso il Salone del Mobile di Milano viene definito la vetrina internazionale più importante dell'arredo e del design. Ma dietro la vetrina c'è di più, qualcosa che si racconta in ogni sfaccettatura: creatività, sacrifici, capacità di resistere e innovare oltre le tempeste di ogni tempo. Di questo tempo.
Il Salone che viene inaugurato martedì 21 aprile, è anche un'iniezione di speranza nonostante tutti i problemi che deve affrontare: resta un mondo compatto che sa ancora parlare al mondo (profondamente diviso). Oltre 1.900 espositori daranno appuntamento fino a domenica 26, provenienti da 32 Paesi diversi: un terzo è infatti straniero. Come visitatori da tutto il pianeta arriveranno: i conti finali fotograferanno presenze e trend.
Dentro il Salone
Per adesso, a Rho si parte. Alle 10.30 a Porta Sud ci sarà il taglio del nastro alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa e del vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. Quindi al Centro Congressi Stella Polare la conferenza inaugurale con Giampiero Cantoni. Seguirà la mostra "Abito" a cura di Palomba Serafini Associati, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
A Fiera Milano l'edizione numero 64 del Salone vede accanto alle manifestazioni annuali e alle Biennali EuroCucina / FTK – Technology For the Kitchen e Salone Internazionale del Bagno, il debutto di Salone Contract e Salone Raritas, «risposta strategica a una domanda globale in costante evoluzione». Perché il Salone fa come le sue aziende: deve mantenere la propria identità, come saper innovare. Ci sono 227 brand tra debutti e ritorni, oltre 169.000 metri quadrati di superficie espositiva netta.
In particolare, il Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0, S.Project ha 915 brand (38,57% dall’estero), le Biennali EuroCucina / FTK – Technology For the Kitchen, 106 brand da 17 Paesi, il Salone Internazionale del Bagno 163 brand da 14 nazioni. Regno dei giovani e del futuro, SaloneSatellite conta 700 designer under 35 e 22 Scuole e Università. Per quanto riguarda le due novità, Salone Contract - si spiega - «nasce per aprire il sistema Salone alla scala dei grandi progetti integrati», quindi per rafforzare la presenza della filiera in comparti ad alto tasso di espansione quali hospitality, real estate, spazi pubblici e nautica. Si potrà esplorare poi Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces al Padiglione 9, quello che viene definito capace di aprire una “lanterna architettonica” su un universo parallelo, gli oggetti unici da collezione. Una piattaforma curata da Annalisa Rosso con exhibition design di Formafantasma.
Design è bellezza, è cultura e avvolgerà Milano, entrerà nelle vie della città, ma non dimenticherà di contagiare i territori attorno alla metropoli.
«Stare nel cambiamento»
L'evoluzione del formato rispecchia la filosofia del Salone. Sottolinea la presidente Maria Porro: «Il Salone del Mobile nasce da un’idea molto chiara: dare forma, ogni anno, a un evento in cui l’industria possa riconoscersi, confrontarsi e rafforzare la propria capacità di stare nel cambiamento. Oggi questa responsabilità è ancora più evidente. Viviamo una fase in cui si stanno ridisegnando mercati, filiere, priorità industriali e geografie della domanda. In questo scenario, il Salone non può limitarsi a rappresentare il settore: deve aiutarlo a leggere con lucidità il presente e a costruire, con visione, il proprio posizionamento futuro. In questa prospettiva si collocano Salone Contract e Salone Raritas, due scelte strategiche che ampliano il perimetro della Manifestazione e rispondono a trasformazioni in atto nei mercati, nei linguaggi del progetto e nelle filiere professionali».
Le medesime ragioni che hanno "guidato" il Salone verso diverse aree del mondo, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE.
«La sfida che ci siamo posti è che il Salone non sia solo un punto fermo in un contesto instabile, ma un ecosistema, in grado di accompagnare la crescita del settore, rafforzarne la competitività e metterlo nelle condizioni di interpretare con anticipo il mondo che cambia» osserva ancora la presidente.

Maria Porro (credits Guido Stazzoni-Salone del Mobile)
Concetto che ha ribadito il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin: «Quando a dominare il contesto internazionale del 2026 è l’instabilità geopolitica e le conseguenti tensioni sui mercati, l’equilibrio che le aziende del legno-arredo hanno faticosamente mantenuto nel 2025 rischia di diventare più fragile, rendendo sempre più necessario rafforzare la loro capacità di adattamento e diversificando i mercati».
Oltre i dati
In questo contesto, i distretti italiani continuano a mandare segnali importanti, a partire dalla Lombardia. I dati Istat elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo mostrano come il fatturato totale della filiera lombarda lo scorso anno ammontasse a poco più di 10,6 miliardi di euro: 3,8 del legno e i 6,9 dell’arredo. Il saldo commerciale è positivo per 2,4 miliardi di euro, dato più elevato tra le regioni. Le imprese in Lombardia sono 7.975 di cui 4.318 dell’arredo (54%) e 3.657 del legno (46%) e gli addetti 50.942.
Non solo. La Lombardia si impone come la prima regione (con una quota pari al 29% del totale) per valore esportato della filiera: 4,7 miliardi di euro nel 2025, -1% rispetto al 2024. Solo i mobili, superano il valore di 3 miliardi. Nonostante il calo che sfiora la doppia cifra (9,6%), gli Usa sono ancora la prima destinazione, sul podio inoltre Francia e Germania (appena giù la Svizzera e la Cina. Se i meno compaiono, piuttosto consistente proprio quello cinese.
Sul versante delle cucine, invece, lo scettro è saldamente in mano alle Marche. Questa Biennale è una delle più amate e traccia con decisione il futuro attraverso l'innovazione e la sostenibilità. Quest'anno c'è un ulteriore alleato, l'inserimento Unesco del cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità: patrimonio che nasce ogni giorno grazie a questo settore.











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