Sono in corso i lavori di adeguamento del depuratore di via Sculati a Sesto Calende, un intervento strategico promosso da Alfa, il Gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Varese, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema di trattamento delle acque reflue e rispondere alle esigenze ambientali e normative del territorio.
L’impianto, attivo dal 1980 e ad oggi dimensionato per una potenzialità effettiva di circa 12.000 abitanti equivalenti, sarà potenziato fino a raggiungere una capacità di 20.000 abitanti equivalenti, in modo da accogliere anche i reflui provenienti da Golasecca e Coarezza, dove i depuratori esistenti risultano ormai obsoleti. L’intervento si inserisce anche nel percorso di adeguamento alla normativa europea, con il superamento della procedura di infrazione comunitaria aperta nel 2017 e punta a garantire una maggiore qualità delle acque depurate scaricate nel fiume Ticino, oltre a migliorare le performance energetiche e la flessibilità gestionale dell’impianto.
IL DETTAGLIO
Il progetto prevede un profondo rinnovamento tecnologico: saranno realizzati nuovi comparti di pretrattamento con grigliatura fine e dissabbiatura; una nuova linea biologica con processi di pre-denitrificazione e nitrificazione; oltre a un trattamento terziario con filtri a dischi e disinfezione finale a raggi ultravioletti. Sul fronte dei fanghi è prevista la stabilizzazione aerobica e la predisposizione per futuri ampliamenti. Al termine dei lavori, inoltre, su una superficie di 150 m3, verranno installati pannelli fotovoltaici di ultima generazione volti a rendere l’impianto energicamente più efficiente e sostenibile. Complessivamente l’investimento ammonta a circa 6,9 milioni di euro. La chiusura del cantiere è prevista per la fine del 2027.
Particolare attenzione è stata dedicata al contesto ambientale in cui sorge l’impianto, all’interno del Parco del Ticino. Sono previste compensazioni ambientali con rimboschimenti e interventi di ripristino paesaggistico, oltre a un costante coordinamento con la Soprintendenza per la tutela archeologica: durante gli scavi, infatti, sono già emersi reperti riconducibili alla civiltà di Golasecca.
Un altro elemento cruciale riguarda la continuità del servizio: il depuratore esistente resterà in funzione per tutta la durata dei lavori, grazie a una pianificazione delle fasi di cantiere studiata per ridurre al minimo l’impatto sulla natura circostante e sul corpo idrico recettore. L’intervento rappresenta dunque un tassello fondamentale nel percorso di ammodernamento delle infrastrutture idriche del territorio, con benefici attesi sia sul piano ambientale sia su quello della qualità del servizio per i cittadini.
LE PROVE BELLICHE
Trattandosi di una zona interessata da bombardamenti durante la seconda Guerra Mondiale, sono state altresì eseguite le consuete prove antibelliche all’interno dell’area di cantiere. Si tratta di una bonifica sistematica: sono indagini preventive fondamentali per garantire la sicurezza prima di eseguire gli scavi. Nei fatti, è stata effettuata una ricerca strumentale (con magnetometri) per cercare masse metalliche nel sottosuolo.











