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Varese per Rodari | 05 aprile 2026, 00:01

Gianni Rodari nel mondo e nello spazio

Gianni Rodari (wikipedia.org)

Gianni Rodari (wikipedia.org)

Moriva a Roma quarantasei anni fa, il 14 aprile 1980, il “cantastorie” Gianni Rodari, le cui novelle, poesie e racconti hanno preso per mano, accompagnato e seguito fin nei loro più reconditi e segreti sogni bambini, ragazzi (e adulti) di ogni parte del globo.

Sì, perché i libri di Gianni Rodari sono stati tradotti in più di cinquanta lingue (che, a pensarci bene, sono davvero tante), dal russo al francese al tedesco, al giapponese e al cinese, passando dall’uzbeco al kazako, all’altai e allo jakuto (che si parlano in Siberia), senza tralasciare il lituano, l’estone e il lettone, il catalano, il basco, il galiziano e l’asturiano, nonché il greco, il tailandese, il vietnamita e il coreano…

Tuttavia le opere di Gianni Rodari non riscossero, a livello locale e nazionale, lo stesso grande successo ottenuto internazionalmente; infatti, come ebbe a scrivere lo stesso Rodari: «A est della cosiddetta Cortina sono più conosciuto che a Gavirate. La cosa mi mette abbastanza allegria». 

In Unione Sovietica Le avventure di Cipollino sono diventate un lungometraggio animato, nonché una piacevole commedia rappresentata in numerosi teatri per ragazzi. In Polonia lo stesso testo è stato adattato per il teatro dei burattini, mentre in Giappone è stato addirittura trasmesso a puntate dalla radio scolastica.

I primi racconti di Gianni Rodari pubblicati risalgono alla metà degli anni 30 del secolo scorso: in particolare, tra maggio e dicembre del 1936, il settimanale diocesano «L’azione Giovanile» pubblicò ben otto suoi racconti.

L’edizione dei primi due libri di Gianni Rodari, nel 1951, è scaturita da due occasioni fortuite e casuali: Il libro delle filastrocche (Casa editrice Toscana Nuova, Firenze) venne concepito come raccolta delle filastrocche già apparse su «L’Unità» e su «Vie Nuove» e la pubblicazione de Le avventure di Cipollino (Edizioni di Cultura Sociale, Roma - illustrato da Raoul Verdini) venne sollecitata dall’ampio e notevole successo che Cipollino suscitò dalle pagine de «Il Pioniere», dove veniva pubblicato settimanalmente.

Alla fine del 1958 Gianni Rodari cominciò a collaborare con «Paese Sera», riuscendo così a concretizzare il sogno di una vita, ovvero quello di dedicarsi sia al lavoro di scrittore, sia a quello di giornalista.

Quella degli anni 60, in conseguenza dell’approdo presso i tipi di Einaudi, è per Rodari una svolta importante, caratterizzata dalla pubblicazione di Filastrocche in cielo e in terra, di Favole al telefono e de Il libro degli errori. E da quel momento in poi la sua fama comincio a diffondersi un po’ ovunque, fino alla vittoria, nel 1970, del prestigioso “Premio Andersen”, forse il più famoso concorso internazionale dedicato alla letteratura per l’infanzia, premio giustamente attribuito all’inventore di libri meravigliosi quali Filastrocche per tutto l’anno, Le avventure di Tonino l’invisibile, Novelle fatte a macchina, La gondola fantasma, C’era due volte il barone Lamberto, Marionette in libertà, La freccia azzurra. Il libro dei perché, Venti storie più una e tanti altri ancora.

Dopo aver letto le strofe de La luna di Kiev:

Viaggiando quassù

faccio lume a tutti quanti,

dall’India al Perù,

dal Tevere al Mar Morto,

e i miei raggi viaggiano

senza passaporto.

mi piace pensare che Gianni Rodari, che con la fantasia era abituato a volare molto in alto, possa essersi trovato d’accordo con le parole di un uomo che invece aveva volato davvero, ovvero Jurij Gagarin che, dopo aver orbitato attorno alla Terra all’interno di una capsula spaziale (il 12 aprile del 1961), ebbe a dire:

«Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini».

Laura De Bernardi

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