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Varese | 06 marzo 2026, 11:53

Quella vela rossa all'ingresso del Circolo che trasforma il vento in speranza

L'opera di Vittore Frattini, un’imponente scultura in acciaio verniciato a fuoco, è stata installata nella piazzetta antistante l’ingresso dell’ospedale in via Guicciardini. La vela che accoglierà da oggi tutti i varesini raccoglie il vento e lo trasforma in movimento: un gesto simbolico di speranza e fiducia, una forza invisibile capace di spingere verso nuove rotte

L'inaugurazione della scultura Vela Rossa di Vittore Frattini nella piazzetta d'ingresso all'ospedale di Circolo

L'inaugurazione della scultura Vela Rossa di Vittore Frattini nella piazzetta d'ingresso all'ospedale di Circolo

Nella piazzetta antistante l’ingresso dell’Ospedale di Circolo di Varese, in via Guicciardini, la scultura Vela Rossa di Vittore Frattini è stata installata accanto all'opera Vite sospese di Paolo Borghi, grazie all'impegno della Fondazione Il Circolo della Bontà

L’opera rappresenta una vela che raccoglie il vento e lo trasforma in movimento: un gesto simbolico di speranza e fiducia, una forza invisibile capace di spingere verso nuove rotte. Dedicata a Silvana, moglie dell’artista recentemente scomparsa, la scultura si fa messaggio potente in un tempo segnato da incertezze e smarrimento.

Un’opera che appartiene alla serie delle “Vele”

Vela Rossa è un’imponente scultura in acciaio verniciato a fuoco, realizzata nel 2004 e offerta generosamente dall’artista per il progetto CurArti, promosso dalla Fondazione Circolo della Bontà insieme ad ASST Sette Laghi.

Appartiene alla serie delle Vele, cui Frattini si dedica dal 2004: una ricerca scultorea incentrata sulla linea che attraversa la materia e si libra nello spazio. La struttura trapezoidale, rivestita da un intenso rosso, si apre verso l’alto ed è attraversata da profondi tagli ondulati che si dispiegano a ventaglio, intercettando la luce e mettendo in dialogo acciaio e spazio circostante.
La forma evoca il viaggio e il volo; la tensione verticale e la cromia vibrante suggeriscono un’immagine di speranza e di pulsare vitale. L’opera è dedicata a Silvana, definita dall’artista “luce dei suoi Lumen”.

Un protagonista dell’arte astratta italiana

Nato a Varese nel 1937, Vittore Frattini si diploma in pittura all’Accademia di Brera nel 1961, dove è allievo di Aldo Carpi. Nello stesso anno viene premiato in Campidoglio a Roma con il secondo premio internazionale per le Accademie di Belle Arti. Espone al Museo della Permanente di Milano in una mostra presentata da Renato Guttuso ed è invitato, insieme a Emilio Scanavino, alla rassegna Arte italiana negli Stati Uniti tra New York e Washington.

Negli anni Settanta sviluppa cicli fondamentali come i Lumen, opere dal particolare effetto luminescente, e avvia la produzione scultorea delle Vele, dei Totem e dei Cartigli, confermando una lunga e coerente fedeltà all’arte astratta. Tra le opere di arte pubblica si ricordano la monumentale scultura dedicata a Giovanni Borghi davanti allo stadio “Franco Ossola” di Varese e la Grande V, collocata nel 2009 all’esterno del Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa. Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.

L’arte nei luoghi della cura

Con La Vela Rossa prosegue il percorso artistico avviato dal progetto CurArti, che intende portare bellezza e significato nei luoghi di cura. L’opera dialoga con altre presenze artistiche già attive all’interno e nei pressi dell’Ospedale: il murale di Andrea Ravo Mattoni raffigurante “Irene che cura San Sebastiano”, il pianoforte collocato nella hall accanto alla tela secentesca “San Carlo distribuisce l’elemosina ai poveri” e la scultura “Vite Sospese” di Paolo Borghi nella piazza adiacente.

Il vento delle fiducia e della speranza

«Il vento della fiducia e della speranza ben si addice allo smarrimento generale per quanto accade nel mondo e può trasmettere pensieri positivi a pazienti, medici, infermieri e personale sanitario - le parole del presidente della Fondazione Circolo della Bontà, Gianni Spartà - La Vela di Frattini, che ringraziamo, rafforza l’idea dell’arte che cura, degli ospedali come luoghi di civiltà e della comunità che in essi si riconosce. In quel vento in poppa immaginato da Frattini c’è anche la spinta per la realizzazione della Casa degli infermieri, prossima alla ristrutturazione in via Lazio, in partenariato con Regione Lombardia e ASST Sette Laghi, che hanno accolto favorevolmente la nostra iniziativa».

«Accogliere La Vela Rossa all’ingresso dell’Ospedale di Circolo significa ribadire che i luoghi della cura non sono soltanto spazi dedicati alla medicina, ma ambienti in cui la persona deve sentirsi accolta nella sua interezza. L’arte parla un linguaggio universale, capace di generare conforto, riflessione e speranza» dice il direttore generale di ASST Sette Laghi, Mauro Moreno.

«Quest’opera, con la sua tensione verso l’alto e il suo dialogo con la luce, rappresenta simbolicamente lo slancio che ogni giorno anima il lavoro dei nostri professionisti sanitari - aggiunge il dg - Ringraziamo la Fondazione Circolo della Bontà e l’artista per questo dono alla comunità: un segno concreto di collaborazione tra istituzioni e territorio per rendere l’ospedale un luogo sempre più umano e condiviso».

Alla cerimonia sono intervenuti l’artista e i rappresentanti della Fondazione Circolo della Bontà e di ASST Sette Laghi.

Qui di seguito scheda illustrativa dell’opera a cura di Anna Maria Ferrari.

L’artista Vittore Frattini

Vittore Frattini nasce a Varese nel 1937, anno in cui il padre Angelo (1896-1975) vince il concorso per la scultura raffigurante La Giovane Italia che frena Pegaso che campeggia sulla facciata del palazzo che oggi ospita la Camera di Commercio di Varese; il padre è il primo maestro e con lui Vittore ha sempre mantenuto un proficuo scambio di spunti ideativi.  Nel 1957, nella sede espositiva del Casinò di Sanremo, Vittore tiene la sua prima mostra personale.

Nel 1961 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera dove ha come maestro Aldo Carpi. Nello stesso anno Vittore viene premiato in Campidoglio a Roma con il secondo premio internazionale per le Accademie di Belle Arti. Nel 1966 al Museo della Permanente di Milano espone alcune sue opere in una mostra presentata da Renato Guttuso.

Nel medesimo anno è invitato insieme a Emilio Scanavino all’esposizione Arte italiana negli Stati Uniti che fa tappa a New York e a Washington. Negli Stati Uniti in questa occasione, in cui è accompagnato dal padre, e in viaggi successivi ha modo di approfondire la conoscenza dell’Espressionismo astratto. 

Per alcuni anni conduce in parallelo l’attività artistica e quella didattica: ricopre il ruolo di docente di pittura a Milano all’Accademia di Brera e a Varese al Liceo Artistico, fondato nel 1969 insieme al padre Angelo e col sostegno dell’onorevole Giuseppe Zamberletti; per alcuni anni Vittore sarà preside del liceo varesino.

Agli inizi degli anni Sessanta Frattini, in qualità di consulente per lo studio grafico Astrid di Varese, ha modo di entrare in contatto con molti artisti tra cui Henry Moore, André Masson, Man Ray, Graham Sutherland, Leonor Fini.

Alla metà degli anni Settanta Frattini abbandona progressivamente  il codice figurativo che ancora traspariva nelle sue opere; nel 1974 a Monza alla Galleria Montrasio e l’anno successivo a Zurigo all'Atelier Donati e in altre sedi espositive vengono esposti i primi Lumen, opere che assumono un particolare effetto luminescente in determinate condizioni di luce o di buio.

Nel 1984 è allestita una mostra personale ai Musei Civici di Villa Mirabello di Varese: il catalogo presenta un testo di Giuseppe Panza che, insieme a Rolando Bellini,  cura anche il catalogo dell’esposizione di due anni dopo alla Georgetown University di Washington D.C.

Artista poliedrico, Vittore Frattini sperimenta con particolare versatilità molteplici tecniche grafiche; è invitato più volte alla Biennale dell’incisione di Venezia. Numerose sono le opere di grafica, pubblicate in collaborazione, fra i tanti, con Piero Chiara, Roberto Sanesi, Miklos N. Varga e  Mario Luzi.

Nel 2002 la casa editrice Skira pubblica un’articolata monografia presentata  alla Fondazione Stelline di Milano da Giuseppe Panza e da Philippe Daverio.

Nel 2005 al Museo Civico d’Arte Moderna di Spoleto viene allestita una sua mostra personale con la curatela di Martina Corgnati; nel catalogo sono documentati alcuni esemplari delle Vele che, insieme ai Totem e ai Cartigli, costituiscono una delle declinazioni della sua produzione scultorea.

Nel 2009 si tiene un’ampia mostra antologica a Villa Recalcati, curata da Philippe Daverio che firma anche la prefazione del volume  Nulla dies sine linea, pubblicato nel 2017; nel 2018 a Varese a Villa Mirabello viene organizzata una mostra; nel catalogo  sono pubblicati gli interventi di Serena Contini e Pietro C. Marani.

Tra 2023 e 2024 si tiene alla Fondazione Stelline di Milano una esposizione di Lumen e di sfere di vetro realizzate in collaborazione con maestri vetrai di Murano: la poliedrica ricerca artistica di Frattini si esercita infatti anche nella terracotta, nel vetro e nel mosaico.

L’artista si è cimentato anche in opere di public art: al 1992 risale Solidarietà, mosaico all’ingresso della Fondazione Molina, in viale Borri a Varese; a Frattini spetta anche, nel 1997,  l’ideazione del logo della Fondazione. Nel 1993 insieme a Luigi Veronesi realizza un mosaico nel prospetto principale della palazzina costruita da Carluccio Pozzi in via Morosini (numeri civici 11-13) a Varese. 

Nel 2001 realizza l’imponente scultura in acciaio, dedicata a Giovanni Borghi e commissionata dalla famiglia dell’imprenditore, posizionata davanti allo stadio “Franco Ossola” di Varese. Nel 2009 all’esterno del Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa è collocata la Grande V, una scultura monumentale in acciaio che raggiunge i tredici metri di altezza.  Lo stesso anno all’esterno di Villa Recalcati viene collocata la scultura intitolata Le vele, in acciaio COR-TEN e in acciaio verniciato a fuoco, recentemente dedicata nel gennaio 2026 a Giuseppe Zamberletti.

Opere di Frattini sono entrate nelle collezioni della Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto, del MA*GA di Gallarate, della collezione Panza di Biumo, della collezione della Fondazione Cariplo e della Fondazione Stelline di Milano e dei Musei Civici di Varese, dove si conserva Il Fulmine, un’opera realizzata alla fine degli anni Cinquanta e dedicata alla scomparsa della madre Maria.

Da circa cinquant’anni la produzione artistica di Vittore Frattini, che ha esposto in Italia e all’estero ottenendo prestigiosi riconoscimenti,  è caratterizzata da una lunga fedeltà all’arte astratta cui l’artista si dedica con inesausta creatività: Vittore Frattini è affascinato dalla linea che nella produzione scultorea attraversa le strutture che si librano nello spazio, come nelle Vele, e traccia percorsi originali e sempre nuovi nei Lumen, come nell’installazione allestita nel dicembre 2025 nella “Sala Fontana” di Comabbio, omaggio a Lucio Fontana, amico del padre Angelo. 

L’opera Vela rossa

Vela rossa è un’opera in acciaio verniciato a fuoco, realizzata nel 2004 in dimensioni ragguardevoli e offerta generosamente da Vittore Frattini per il progetto CurArti; appartiene alla serie delle Vele, sculture cui Vittore Frattini si è dedicato a partire dal 2004.

La scultura si caratterizza per il vivace colore rosso che ne riveste la struttura trapezoidale; la Vela rossa si apre verso l’alto, attraversata da profondi tagli ondulati che si dispiegano a ventaglio e fanno dialogare la materia con lo spazio circostante.

La forma della vela evoca il tema del volo e del viaggio mentre la tensione verso la verticalità, la vivace cromia del rosso e le fessure, che serpeggiano verso l’alto e intercettano la luce, possono suggerire l’immagine della speranza e del pulsare della vita.

La scultura è dedicata dall’artista alla moglie Silvana, luce dei suoi Lumen.

c.s.

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