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Varese | 22 gennaio 2026, 16:38

Sabato a Varese la commemorazione dei "triangoli rosa e neri"

In vista della Giornata della Memoria, l'Arcigay organizza una cerimonia pubblica dedicata alle vittime delle persecuzioni nazifasciste contrassegnate nei campi di concentramento da questi simboli che indicavano principalmente le persone omosessuali. Boschini: «Ricordiamo una parte di storia rimossa troppo a lungo»

Sabato a Varese la commemorazione dei "triangoli rosa e neri"

In vista della Giornata della MemoriaArcigay Varese APS invita la cittadinanza a partecipare a una cerimonia pubblica di commemorazione dedicata alle vittime delle persecuzioni nazifasciste contrassegnate nei campi di concentramento dai triangoli rosa e neri.

L’iniziativa si terrà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 11.00 presso la targa commemorativa ai Giardini Estensi, di fronte alla Biblioteca Civica (via Sacco 5). In caso di maltempo, la cerimonia si svolgerà all’interno dei locali della Biblioteca. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Varese e si inserisce nel percorso cittadino di avvicinamento al 27 gennaio, giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste.

Alla cerimonia saranno presenti il Sindaco di Varese, Davide Galimberti, e l’Assessora alle Pari Opportunità, Rossella Dimaggio. Interverrà inoltre la Presidente dell’ANPI Provinciale di Varese, Ester De Tomasi, a sottolineare il valore antifascista della memoria e il legame tra Resistenza, diritti e democrazia.

Il contesto storico e i dati

Nel sistema concentrazionario nazista, le persone deportate venivano classificate attraverso triangoli colorati cuciti sulle divise, strumenti di stigmatizzazione e disumanizzazione.

Il triangolo rosa identificava principalmente uomini perseguitati in base al Paragrafo 175 del codice penale tedesco, che criminalizzava l’omosessualità; il triangolo nero marchiava invece le persone considerate “asociali”, una categoria ampia che includeva, tra le altre, donne lesbiche, persone trans e chi non si conformava ai modelli di genere e comportamento imposti dal regime.

Secondo le ricerche storiche raccolte dallo United States Holocaust Memorial Museum (USHMM) e dagli archivi federali tedeschi (Bundesarchiv)circa 100.000 uomini furono arrestati in Germania tra il 1933 e il 1945 per violazione delle leggi anti-omosessuali. Di questi, tra 5.000 e 15.000 furono deportati nei campi di concentramento nazisti e contrassegnati con il triangolo rosa. Le stesse istituzioni sottolineano come non esista un numero definitivo delle vittime decedute, a causa della distruzione parziale degli archivi e della classificazione non sistematica dei prigionieri, ma concordano nel rilevare tassi di mortalità particolarmente elevati tra questi deportati.

Un ulteriore elemento, documentato dallo stesso USHMM e dal Ministero della Giustizia tedesco, riguarda il dopoguerra: le persone perseguitate per omosessualità non furono riconosciute come vittime del nazismo per decenni. Il Paragrafo 175 rimase in vigore nella Germania Ovest fino al 1969 e fu definitivamente abolito solo nel 1994, prolungando di fatto la discriminazione anche dopo la fine del regime.

Ricordare oggi i triangoli rosa e neri significa riaffermare il legame tra memoria storica e antifascismo. Le persecuzioni nazifasciste non nacquero improvvisamente, ma furono precedute da discorsi d’odio, leggi discriminatorie e dalla costruzione di capri espiatori sociali. Per questo la memoria non è solo uno sguardo al passato, ma uno strumento di lettura del presente e di prevenzione democratica.

La dichiarazione del Presidente di Arcigay Varese

In vista dell’appuntamento di sabato, il Presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini dichiara: «Commemorare i triangoli rosa e neri, in vista della Giornata della Memoria, significa ricordare una parte di storia rimossa troppo a lungo. È una memoria che ci parla del fascismo come sistema fondato sull’odio, sull’esclusione e sulla repressione delle differenze. Ricordare oggi queste vittime significa assumersi una responsabilità civile: riconoscere i segnali, non normalizzare la discriminazione e difendere ogni giorno i valori della democrazia».


 

Comunicato Stampa

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