Gallarate | 12 gennaio 2026, 16:36

Palazzetto dello Sport, il Comitato “Salviamo gli alberi” chiama la città al confronto

Giovedì 15 gennaio alle ACLI di Gallarate un incontro pubblico promosso dal Comitato Salviamo gli alberi: «Dare voce ai residenti, analizzare il progetto del Palazzetto dello Sport e tutelare un’area di altissimo valore ecosistemico, evitando un consumo di suolo inutile e dannoso»

Giovedì 15 gennaio alle ore 21, presso la sede ACLI di Gallarate, il Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate promuove un’iniziativa pubblica dedicata al progetto del nuovo Palazzetto dello Sport. Un appuntamento aperto alla cittadinanza, pensato per riportare al centro del dibattito pubblico le ricadute concrete dell’opera, a partire da chi quell’impatto lo vive ogni giorno: gli abitanti del quartiere interessato.

L’obiettivo dell’incontro è chiaro: analizzare il progetto in tutte le sue sfaccettature, con un’attenzione particolare alle conseguenze ambientali e alla tutela dell’area naturale circostante, considerata dagli esperti un contesto di straordinaria rilevanza ecosistemica. «Vogliamo comprendere come sia possibile salvaguardare al meglio l’ambiente naturale in un’area così preziosa», sottolinea il Comitato, ribadendo la necessità di un confronto trasparente e partecipato.

A spiegare il valore ambientale del sito sarà Milo Manica, presidente del Gruppo Insubrico di Ornitologia e dell’Associazione Tutela Anfibi Basso Verbano, che illustrerà le peculiarità naturalistiche dell’area destinata a ospitare il Palazzetto e le possibili criticità legate all’intervento edilizio. Accanto a lui interverrà il professor Giorgio Vacchiano, docente e ricercatore di pianificazione e gestione ambientale all’Università Statale di Milano, chiamato a presentare una serie di proposte di mitigazione ambientale pensate per ridurre gli impatti negativi dell’edificazione.

Proposte che, come sottolineano gli organizzatori, sono state elaborate con criteri di sostenibilità e compatibilità economica e già trasmesse all’Amministrazione comunale. Dal Comune sarebbe arrivata una parziale apertura, che il Comitato auspica possa tradursi in un tavolo permanente di progettazione e monitoraggio. Un luogo di confronto che coinvolga non solo l’Amministrazione di Gallarate, ma anche il Parco del Ticino e le associazioni ambientaliste del territorio, mettendo a sistema competenze ed esperienze.

«Continuiamo a credere fermamente che il verde e gli ecosistemi presenti nella nostra città e ai suoi confini vadano sempre tutelati e incrementati, evitando un inutile e dannoso consumo di suolo», ribadiscono dal Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate. Una posizione che non si traduce in un rifiuto aprioristico dello sviluppo, ma nella richiesta di un modello urbanistico diverso, capace di mettere al centro la sostenibilità ambientale e di adottare modalità costruttive rispettose della natura e degli esseri viventi.

Il Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate rivendica il valore del confronto come strumento democratico irrinunciabile, soprattutto quando in gioco ci sono trasformazioni urbanistiche destinate a incidere in modo permanente sul territorio. Dopo i primi tentativi di dialogo con l’Amministrazione comunale, accolti solo parzialmente, l’iniziativa pubblica di giovedì si propone come un passaggio necessario per riportare la discussione fuori dalle stanze istituzionali e dentro la città. Un appello chiaro a rendere trasparente il processo decisionale e a costruire scelte condivise, nella convinzione che senza un vero dibattito pubblico ogni progetto rischi di perdere legittimità, oltre che equilibrio ambientale.

Alice Mometti

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Mi chiamo Jacopo Piol, varesino di nascita ma internazionale per vocazione. La passione per la finanza mi ha condotto in tutta Europa, dove ho affinato le mie conoscenze e costruito la laurea in Economia. Oggi ho 40 anni, sono un papà e la famiglia è il mio primo pensiero, nella vita e nel lavoro. I miei clienti hanno attività, sono liberi professionisti, sono padri e madri. Il mio compito è occuparmi del loro benessere; per farlo ascolto, conosco, poi agisco: a guidarmi è la responsabilità. Il segreto è avere un piano, un obiettivo: ecco perché il mio motto è #joinplanning, unisciti a pianificare.

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