Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin che commenta l'intervista a Nino Caianiello realizzata per VareseNoi da Mauro Cento (LEGGI QUI):
La lettura dell’articolo pubblicato su VareseNoi di questi giorni in merito all’intervista a Nino Caianiello ha stimolato in me il ricordo di alcuni anni fa in cui l’attuale Presidente della provincia aveva organizzato una cena a Cassano Valcuvia presentandoci Nino Caianiello.
Si era in procinto di dare un cambio all’organismo della Comunità Montana delle Valli del Verbano e una sera molti Sindaci del territorio, ne ricordo alcuni dei paesi di: Germignaga, Castello Cabiaglio, Dumenza, Maccagno e altri, venivano invitati ad una cena in cui si sarebbe discusso di questo ma soprattutto, ho poi scoperto, era l’occasione per presentarci questa persona che veniva indicata come un pluripotente capace, da quanto ci veniva detto, di organizzare elementi di coalizione aggreganti e ritenuti fondamentali per il governo del territorio.
Questi metodi, quelli della discussione preventiva per trovare accordi che tendono alla ricerca di elementi aggregativi capaci di dare soluzione alla necessità di governo, sono usuali e positivi nella storia della condizione politica e diventano essenziali in una situazione sovracomunale specie quando si deve trovare soluzione programmatica al processo di indirizzo e di rappresentanza del territorio.
Quello che ancora ad oggi invece non mi piace fa riferimento all’incapacità spesso dimostrata dalla politica di “obbedire” più al “potente di turno” che, cala dall’alto le sue indicazioni, e meno alla capacità di costruire un percorso che sappia elaborare un progetto dai reali bisogni della gente, e nella nostra condizione di sistema aggregato, dal territorio.
La politica non deve diventare, come avviene oggi, una dimensione calata dall’alto ma deve avere come capacità la risposta ai bisogni. Questo significa nella sua sostanza che la politica non può essere a mio avviso solo teoria o ideali, anche se queste rimangono motivazioni importanti, ma capacità concreta di rispondere alle esigenze e ai problemi della società, traducendo in azioni la capacità di ascoltare gli elementi importanti del bisogno.
La politica, specie quella a dimensione locale, deve saper bilanciare le urgenze immediate con la visione strategica di lungo termine, specie in un contesto sovracomunale quale è la Comunità Montana delle Valli del Verbano, che vive in una condizione di rapidi cambiamenti socio-tecnologici, dove la costruzione di prospettiva deve svilupparsi in un contesto di valorizzazione della condizione territoriale capace di dare soluzione ad esempio al percorso di permanenza dei giovani.
Più volte ho avuto modo di evidenziare questa necessità che, drammaticamente vede la nostra popolazione invecchiare, senza una prospettiva di reale sviluppo e di concreta motivazione che stimoli, attraverso la realtà del lavoro, alla permanenza.
Siamo una popolazione che invecchia, lo dicono i dati nazionali ma ancora di più lo dimostrano i nostri uffici demografici locali. Abbiamo bisogno urgente di dimostrare una capacità che sappia creare le condizioni dello sviluppo, che consenta ai nostri giovani di trovare dopo lo studio una ragione per sviluppare una condizione di impresa o trovare occupazione locale in un presupposto del suo sviluppo in un settore capace di valorizzare le bellezze e le numerose attrattività poco valorizzate del nostro territorio, con meno parole e più fatti.
In questo caso ma solo nell’ambito di questo contesto mi sento di condividere le parole scritte dal giornalista nell’intervista “chi ha orecchie per ascoltare ascolti”.
Il Sindaco del Comune di Brenta
Gianpietro Ballardin














