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Territorio | 20 novembre 2025, 11:27

Alla scuola primaria di Brenta le panchine colorate di giallo e azzurro

Taglio del nastro stamattina con il sindaco Gianpietro Ballardin dei due simboli dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, contro il bullismo e per i valori di solidarietà e accoglienza

Taglio del nastro stamani a Brenta alla scuola primaria dove sono state inaugurate le panchine colorate di giallo e azzurro, simbolo dei diritti dell'infanzia e dall'adolescenza.

Di seguito pubblichiamo la riflessione del sindaco Gianpietro Ballardin: 

Una volta nei nostri paesi c’erano gli anziani che prestavano attenzione ai giovani e riferivano alle famiglie. Oggi la nostra società si sta progressivamente consumando nel mettere al primo posto i diritti individuali senza alcun richiamo ai doveri permettendo agli esseri umani di accantonare le proprie responsabilità nei confronti di una crescita dei giovani e della società di cui fanno parte. 

I bambini e gli adolescenti rappresentano il futuro del pianeta e la difesa dei loro diritti civili e sociali è un dovere imprescindibile per tutti. 

Le panchine gialla e azzurra, ricordano la giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, che oggi, grazie all’impegno di Ascovova e dell’Associazione anziani sono state colorate e che vengono posizionate nel perimetro della scuola elementare di Brenta, per significare una conferma ed un impegno nel promuovere i valori di solidarietà e accoglienza, utilizzando l’arte, l’esempio e lo spazio pubblico come strumenti di comunicazione per tematiche sociali rilevanti.

Oggi Il bullo è colui che vuole controllare gli altri e provocare un danno fisico o psicologico alla vittima per acquisire una posizione dominante nel gruppo. Questi atti aggressivi si ripetono nel tempo incrementando un danno nei confronti della vittima individuata.

Il bullo tende a scegliere come vittima qualcuno che abbia meno potere e influenza nel gruppo o meno forza fisica rispetto a lui e che, quindi, non abbia modo di difendersi. In questo modo l'aggressore ha più probabilità di avere successo e di affermarsi nel gruppo di coetanei come elemento dominante.

I bulli sono coloro che prendono l'iniziativa, progettano, propongono e promuovono l'attuazione di comportamenti aggressivi, spesso incoraggiando anche i coetanei a partecipare. Questi diventano i leader del gruppo e si impongono in una posizione dominante e di comando.

Poi ci sono gli aiutanti dei bulli, che si uniscono attivamente alla prevaricazione che non prendono personalmente l'iniziativa nell'ideazione e nell'attuazione della prevaricazione.

E infine ci sono i sostenitori dei bulli che non prendono attivamente parte alle aggressioni, ma sembrano incitare i prevaricatori o manifestare approvazione, sostegno e compiacimento rispetto alle molestie dirette alle vittime.

Ci sono poi coloro, e purtroppo oggi sono la maggioranza, che decidono di non prendere una posizione, di non schierarsi, di non vedere, di rimanere il più possibile al di fuori di questo tipo di dinamiche, sebbene ne siano spesso spettatori o al corrente della situazione.

La maggior parte di noi incontra i bulli in momenti specifici della propria vita. Sebbene molti credano che il bullismo si verifichi solo durante l’infanzia, purtroppo non sempre questa condizione cessa una volta diventati adulti, anzi nella società di oggi si verifica molto spesso nella quotidianità dei fatti e nelle cronache dei giornali che vedono coinvolti, anche nel nostro territorio e in quello nazionale, gli adolescenti.

Come i bambini, anche gli adulti possono essere dei bulli. La definizione di bullo adulto è quella di una persona che regolarmente ti fa sentire oppresso, sminuito, umiliato o demotivato.

Le azioni crudeli che spesso portano a questi sentimenti includono insulti personali, battute ridicole, minacce, vergogna pubblica, denigrazione, invasione dello spazio personale o contatti personali indesiderati.

Si manifesta in diversi modi: quando agisce in prima persona contro la vittima, quando la danneggia con comportamenti persecutori, quando isola dal contesto sociale le persone attraverso pettegolezzi e manipolazioni e soprattutto quando usa vigliaccamente i social per denigrare, insultare in un complice anonimato le persone.

Può comprendere azioni violente che provocano un danno quando mette in atto forme di violenza psicologica, più difficili da individuare rispetto quelle fisiche, con la diffusione di calunnie, offese, commenti spiacevoli sull’aspetto fisico o su una disabilità. Questa forma di bullismo è particolarmente diffusa tra le ragazze/i, così come il bullismo sessuale o verbale e relazionale, in particolare quando aggredisce la vittima per questioni di razza.

Si può parlare di bullismo nello sport, nel lavoro o anche nei confronti di alcune fasce della popolazione e spesso l’esempio della politica, come i fatti di questi giorni, non aiuta al miglioramento di questa condizione nel suo esempio di rispetto verso le istituzioni.

Cari bambini e bambine vi ricordo che a volte il modo migliore per attenuare l’impatto che un bullo ha su di voi è cercare di superarlo con l’aiuto di persone che fanno parte della vostra vita.

La solidarietà e l’aiuto sono valori importanti della nostra società e anche se spesso dimenticati costituiscono il fondamento della nostra crescita.

Rafforzano i legami sociali, promuovono la coesione, e contribuiscono a una società più forte e unita, aiutano a superare le difficoltà individuali e collettive, rendono migliore il nostro vivere in una comunità, creano un senso di unità, possono migliorare il benessere individuale la qualità della vita di chi dà e di chi riceve, sono valori essenziali per affrontare le disuguaglianze e lottare contro la povertà, a livello locale e globale, aiutano anche attraverso l’ascolto a sostenere chi ne ha bisogno. 

Vi fanno diventare, e tutti noi ce lo auguriamo, la società migliore del domani.

Il Sindaco del comune di Brenta

Gianpietro Ballardin

C.S.

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