Nel 2025 la Regione può contare su 36 Dipartimenti di Salute Mentale, una rete di 156 Centri Psico‑Sociali e oltre 700 équipe multidisciplinari diffuse nelle 12 province: numeri che fanno del territorio uno dei poli più avanzati in Italia sul fronte della prevenzione, della diagnosi precoce e della continuità di cura. Non è un traguardo casuale: dalle “Regole di sistema 2025” – la delibera che ha ridefinito obiettivi, finanziamenti e indicatori di performance del Servizio Sociosanitario Regionale – emergono infatti capitoli dedicati alla digitalizzazione, alla ricerca e, per la prima volta, a un monitoraggio specifico e strutturato degli esiti in salute mentale.
Un’introduzione oltre i numeri: perché la salute mentale conta oggi più di ieri
L’impatto dei disturbi psichici in Lombardia non è solo sanitario: secondo gli ultimi dati OCSE rilanciati a maggio durante l’evento “La Lombardia in mente”, la perdita di produttività collegata a depressione e ansia vale più del 4 % del PIL regionale. L’emergenza pandemica ha aggravato un trend già in crescita fra adolescenti e giovani adulti, spingendo decisori pubblici, terzo settore e industria sanitaria a un inedito tavolo permanente di confronto. Il nuovo orizzonte è misurare la qualità dei servizi non soltanto attraverso il numero di prestazioni erogate, ma tramite indicatori di esito (riduzione dei ricoveri ripetuti, recupero funzionale, ritorno al lavoro o allo studio) e di “patient‑reported outcome”.
Allo stesso tempo, la spesa destinata alla salute mentale – ferma al 2,8 % del fondo sanitario regionale nel 2023 – deve crescere almeno di un punto percentuale per avvicinarsi alla media nazionale. È uno degli impegni politici più citati dal Consiglio Regionale e dal Dipartimento Welfare, che vedono nelle Case della Comunità e nella telemedicina i driver per saturare quel gap.
Le direttrici strategiche del 2025
Il documento d’indirizzo approvato a dicembre scorso elenca oltre 400 obiettivi; sul fronte psichiatrico‑psicologico spiccano quattro macro‑linee di lavoro, che sintetizziamo di seguito:
• Digitalizzazione integrata: dossier sanitario elettronico unico e piattaforma telepsichiatrica regionale.
• Modello a rete: integrazione strutturata tra ospedale, territorio, farmacie dei servizi e terzo settore.
• Prevenzione proattiva: programmi di screening per ansia, depressione e disturbi del comportamento alimentare nelle fasce 11‑25 anni.
• Formazione continua: obbligo di 24 ore annue di aggiornamento in salute mentale per MMG, pediatri di libera scelta e infermieri di comunità.
Si tratta di linee operative che puntano a superare due criticità storiche: la frammentazione dell’offerta e la disomogeneità provinciale.
Telepsichiatria e psicologia online: dall’emergenza alla prassi
L’accelerazione più visibile è arrivata dalla telepsichiatria. Uno studio pubblicato su Nature Mental Health e coordinato dall’Università Statale di Milano fotografa l’evoluzione del 2020‑2023: a fine 2020 un colloquio psichiatrico su quattro avveniva da remoto; oggi, in media regionale, siamo a uno su tre, con picchi del 40 % nelle fasce d’età 14‑24 anni e over‑65. La teleconsultazione si è rivelata particolarmente efficace nei disturbi ossessivo‑compulsivi e alimentari, riducendo drasticamente abbandoni e accessi impropri al pronto soccorso.
Non si tratta solo di videochiamate: la Lombardia ha implementato un’infrastruttura di e‑prescription integrata con i PDTA digitali, consentendo a psichiatri e psicologi di monitorare adherence farmacologica, scale clinimetriche e parametri biometrici (ad esempio nel trattamento dei disturbi dell’umore) dentro un’unica dashboard.
Focus su Varese: laboratorio di integrazione clinico‑territoriale
La provincia di Varese, con il suo milione di abitanti, offre un esempio paradigmatico di come le linee regionali possano tradursi in azioni locali. L’ASST Sette Laghi ha appena concluso la revisione del Piano Organizzativo Aziendale Strategico (POAS), istituendo sei nuove strutture di alta professionalità, fra cui una SSD di Psicologia Clinica Trans‑età e un’Area Innovazione in Telepsichiatria. Parallelamente l’Ospedale di Circolo‑Fondazione Macchi – hub universitario – ha ampliato l’ambulatorio per ansia e depressione post‑partum, rafforzando il collegamento con i consultori familiari e con il servizio di Psichiatria di Liaison.
Non mancano, tuttavia, segnali di allarme: il raddoppio dei Trattamenti Sanitari Obbligatori registrato in città nel 2024‑2025 ha indotto il sindaco e le forze dell’ordine a chiedere un intervento coordinato che includa prevenzione sul territorio, formazione degli operatori e potenziamento dei posti letto in SPDC. La risposta dell’ASST è stata strutturare un’équipe mobile h24, finanziata con fondi PNRR, destinata a de‑escalation e presa in carico precoce dei casi complessi, un modello che potrebbe diventare “best practice” regionale.
La voce dei professionisti e dei pazienti
Durante l’incontro in Commissione Sanità del 17 gennaio, l’assessore Guido Bertolaso ha sottolineato che “per migliorare la qualità del nostro sistema, già eccellente in molti ambiti, serve una reale condivisione di obiettivi e un forte investimento sul capitale umano”. L’impegno prende forma in borse di studio dedicate alla specializzazione in psichiatria e psicologia clinica e in incentivi economici per gli specialisti che accettano incarichi nelle aree carenti (Valli Varesine, Pavese, Oltrepò Mantovano).
Dal lato dell’utenza, il potenziamento dei servizi di Peer Support e dei gruppi di auto‑aiuto – iniziative promosse da Fondazione Itaca e Progetto Itaca – ha migliorato la retention in trattamento del 12 % sui giovani under‑25, dimostrando l’importanza di alleanze fra sistema pubblico e associazionismo.
Innovazione e ricerca: la Lombardia come hub europeo
Grazie a un tessuto universitario fitto – tre facoltà di Medicina con programmi di psichiatria digitale e due dipartimenti di Psicologia riconosciuti a livello europeo – la Lombardia partecipa oggi a nove trial clinici su molecole di nuova generazione e a quattro progetti Horizon Europe sulla digital phenotyping. La sinergia con aziende biomedicali e startup di IA generativa sta portando alla sperimentazione di chatbot terapeutici e di algoritmi predittivi per il rischio di ricaduta.
Questa predisposizione all’innovazione è favorita dalle “Regole di sistema 2025”, che dedicano un capitolo specifico a ricerca, innovazione e sapere scientifico, prevedendo fondi ad hoc per studi multicentrici e per la validazione clinica di soluzioni digitali.
Criticità ancora aperte e prospettive future
Nonostante i progressi, la spesa pubblica resta inferiore alla soglia raccomandata dell’OMS (almeno il 5 % della spesa sanitaria totale). Persistono carenze di personale qualificato, liste d’attesa nelle valutazioni neuropsicologiche per i disturbi dello spettro autistico adulto e una disomogeneità territoriale tra grandi aree urbane e zone montane.
Il nuovo Piano Nazionale Salute Mentale 2025‑2030 pone l’accento sull’equità nell’accesso ai servizi: la Lombardia, con la sua tradizione di eccellenza, è chiamata a fare da traino nazionale, colmando i divari interni e definendo modelli replicabili altrove. La sfida è consolidare le sperimentazioni avviate – dal monitoraggio digitale continuo dei pazienti cronici al supporto psicologico di base nei consultori – per renderle standard strutturali e finanziariamente sostenibili.
Il ruolo delle piattaforme private e dei servizi da remoto
A completare il panorama concorrono le realtà private accreditate e non, che offrono percorsi di valutazione e terapia online. È il caso di Gam Medical, centro psichiatrico e psicologico che ha investito su test diagnostici standardizzati, sedute di psicoterapia da remoto e follow‑up farmacologico in teleconsulto, con un’équipe di professionisti multidisciplinare e un tasso di soddisfazione superiore al 95 % secondo le indagini interne (per l’offerta di diagnosi, trattamenti e terapie da remoto, visita la pagina dei professionisti del benessere mentale di Gam Medical). Questi servizi, pienamente complementari all’offerta pubblica, contribuiscono a ridurre liste d’attesa e barriere geografiche, soprattutto per i pazienti che vivono in aree difficili da raggiungere o che necessitano di flessibilità oraria.
Il 2025 segna per la Lombardia un anno di svolta nella salute mentale: strategie integrate, investimenti mirati e rapide adozioni tecnologiche stanno trasformando l’assistenza psichiatrica e psicologica in un modello centrato sulla persona, sulla prevenzione e sulla continuità di cura. Varese dimostra come la declinazione locale di queste politiche possa generare innovazione, ma anche quanto sia urgente mantenere alta l’attenzione sulle criticità emergenti. La strada per un sistema davvero equo e omogeneo è ancora lunga, ma i passi compiuti testimoniano una visione chiara: fare della salute mentale un diritto universalmente accessibile, sostenuto da competenze, tecnologia e reti comunitarie forti.
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