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Varese | 28 febbraio 2025, 17:15

Uomo del trenino-aggressore 1-0. Il figlio Stefano: «Papà sta meglio e scalpita. Nel weekend potrebbe già tornare a guidare la sua creatura»

Alfredo Bianco, che da cinquant'anni fa felici i più piccoli ai Giardini Estensi, è pronto a tornare al suo posto dopo la vile aggressione subita domenica scorsa che gli ha provocato una frattura a una costola: i varesini lo aspettano. Oggi a raccontare l'accaduto alle telecamere della Rai è stato il figlio Stefano che gestisce la vicina autopista

Alfredo Bianco da 50 anni alla guida del trenino ai Giardini Estensi. Sotto in gallery il figlio Stefano e Adelmo Venturelli, fondatore dell'attrazione più amata dai bambini di Varese

Alfredo Bianco da 50 anni alla guida del trenino ai Giardini Estensi. Sotto in gallery il figlio Stefano e Adelmo Venturelli, fondatore dell'attrazione più amata dai bambini di Varese

Alfredo Bianco sta meglio, la paura è passata dopo l’aggressione e la conseguente frattura di una costola subita domenica scorsa a opera di un giovane che si era rifiutato di scendere dal trenino che fa il giro dell’abetina di villa Mirabello da più di mezzo secolo, portando bambini e spesso anche adulti. Alfredo lo rilevò dal fondatore, Adelmo Venturelli, che aveva anche posizionato la galleria dipinta di verde da cui sbuca la motrice tedesca bianca e rossa mossa dalla batteria elettrica di un muletto.

Bianco è qui dal 1975, giusto 50 anni fa incominciò l’attività e ogni giorno, ancora oggi che ha compiuto 82 anni, non rinuncia a salire sul tender e a dare gioia ai piccoli passeggeri. Campano della provincia di Benevento, lavorò come operaio all’Aermacchi dal 1967 al ’74, quando decise di allestire l’autopista che ancora oggi funziona poco distante dal trenino ed è gestita da suo figlio Stefano.

«Per acquistare il trenino vendetti il piccolo appartamento che possedevo, andai in affitto con mia moglie che mi rimproverava di correre un rischio enorme. Io ero tranquillo, sapevo che con il trenino avrei ricomprato piano piano la mia casa, bisognava soltanto avere un po’ di pazienza. E così è stato», ci disse in una passata intervista.

Oggi Stefano Bianco rassicurava i molti giornalisti in cerca di aggiornamenti, tra cui anche una troupe di Rai1: «Papà sta molto meglio, in realtà non si è nemmeno spaventato più di tanto, anzi già oggi ho dovuto trattenerlo perché avrebbe voluto riprendere a guidare il treno. Non escludo però che domani possa essere di nuovo qui, il sabato e la domenica per fortuna c’è ancora parecchio lavoro. Dopo la morte di mia mamma lui è rimasto solo e a casa si annoia».

L’aggressione di domenica non è l’unico atto criminoso metto in atto contro la piccola ferrovia e il suo macchinista: Alfredo ci disse che spesso i vandali mettono pietre sui binari, una volta un grosso sasso in galleria causò il deragliamento della motrice con seri guai alla batteria, un’altra ci fu un danneggiamento alle pareti del tunnel, e ancora i ladri entrarono nella casetta della stazione, dove sono custodite le piccole giostre per i bambini, rubando la poca moneta custodita nelle gettoniere.

Mario Chiodetti

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