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Varese | 18 giugno 2024, 14:25

«Chi vuole la fine delle edicole?»: ad Avigno lo striscione di protesta di chi vende giornali e riviste

«Ogni anno chiudono molte edicole, l’obiettivo del gruppo è di farsi sentire» sono le parole di Paola Milani e Moreno Zanini, titolari dell’edicola in via Saffi. Accordo nazionale scaduto da tredici anni, guadagno in percentuale fermo da vent’anni. Il messaggio diffuso da molti giornalai in tutta Italia: «Vorremmo organizzare una manifestazione prima della chiusura estiva»

L'Edicola di Avigno con lo striscione di protesta esposto

L'Edicola di Avigno con lo striscione di protesta esposto

«Chi vuole la fine delle edicole?» è ciò che riporta lo striscione posizionato a lato dell’Edicola di Avigno, in via Saffi, a Varese.

«A Varese solo la mia edicola ha questo striscione, mentre ce ne sono altre sparse in tutta Italia che hanno fatto lo stesso - spiega Paola Milani, titolare insieme a Moreno Zanini - L'obiettivo del gruppo di edicolanti di cui faccio parte è quello di portare l'attenzione sul problema di noi che vendiamo giornali e riviste. Ogni anno, infatti, chiudono molte edicole e, quindi, vogliamo farci sentire».

Secondo quanto riporta la titolare, le edicole avevano un accordo nazionale tra distributori che è scaduto da ormai tredici anni e che non è mai stato rinnovato. Oltretutto, hanno un guadagno in percentuale che risale a vent'anni fa, offerte che non portano entrate e devono pagare tutto anticipatamente e in contanti: «Il nostro margine di guadagno è ridotto ormai al 17,50% lordo dal prezzo di copertina dei prodotti».

«Noi ci rivolgiamo alla società editori (Fieg) e vogliamo che questa accetti di venire al tavolo delle trattative. Inoltre, chiediamo che i sindacati ci ascoltino, in quanto abbiamo ricevuto poche risposte. Vorremmo, quindi, organizzare una manifestazione prima della chiusura estiva - afferma la titolare - Siamo stati ritenuti essenziali durante la pandemia e crediamo ancora di esserlo, perché qui passa la libertà d'informazione».

Le vendite, come spiega Paola Milani, sono molto calate: «Questa edicola c'è da 50 anni, ma io e il titolare l'abbiamo rilevata sei anni fa. Sono dimezzate, rispetto a prima, le vendite di quotidiani, riviste, libri e su questo, inoltre, c'è poco guadagno. Quindi, speriamo in qualcosa che ci faccia arrivare ad avere uno stipendio. Quindici anni siamo passati da 43mila punti vendita, a meno di 10mila».

Varese non è esente: l’Edicola di Avigno è infatti l'unica rimasta nella zona nord della città e ancora poche ne restano su tutto il territorio.

Elisa Petrocelli

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