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Calcio | 05 giugno 2024, 09:10

Paolo Vanoli mister Serie A targato Varese: «Esempio di un calcio fatto ancora di umanità, tenacia e umiltà»

Stefano Capozucca sul mister varesino del ritorno del Venezia in A ora a un passo dalla panchina del Toro: «Da giocatore lo portai dal Corsico ai lagunari, dove trovò quell'istrione scopritore di talenti di Ricky Sogliano, che gli volle subito bene». Mario Belluzzo: «Anche da bimbo aveva una grinta unica e sapeva farsi voler bene. Gli ho scritto dopo la finale con la Cremonese...»

Paolo Vanoli, varesino, 51 anni, doge di Venezia (foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Venezia FC)

Paolo Vanoli, varesino, 51 anni, doge di Venezia (foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Venezia FC)

Paolo Vanoli, insieme al fratello Rudy, è un'eccellenza calcistica made in Varese e made in Gavirate. Nato il 12 agosto 1972 nella Città Giardino, inizia a giocare all'oratorio prima di arrivare a dieci anni negli esordienti del Bizzarone e poi nel Bosto dove incontra il maestro di calcio Mario Belluzzo. Entrambi vanno al Varese dove le loro strade si dividono presto: Belluzzo allena la Beretti mentre Paolo prosegue il suo cammino nel settore giovanile, per poi passare al Bellinzago e, successivamente, al Corsico in serie D dove incontra un altro personaggio storico e amato del calcio varesino come il direttore Stefano Capozucca. Che lo porta al Venezia, dove inizia la sua carriera che lo condurrà negli anni a giocare a Verona, Parma, Fiorentina, Bologna e Vicenza. Il saluto al calcio giocato arriva nel 2006, dopo che Paolo ha vestito anche la maglia azzurra. Inizia la sua lunga carriera da allenatore nel 2007 allenando la formazione veronese del Domegliara in serie D, prima di passare negli anni ad essere allenatore e vice allenatore della nazionale under 17, 18, 19 e diventare collaboratore tecnico della prima squadra azzurra nello staff di Gian Piero Ventura nel 2016-2017. L’anno successivo entra nello staff di Antonio Conte al Chelsea, per poi proseguire con lo stesso incarico all’Inter al seguito sempre di Conte. Nel 2021 inizia la sua esperienza in panchina con lo Spartak Mosca vincendo la coppa di Russia. Torna in Italia nel 2022 e viene nominato allenatore del Venezia in serie B, dove disputa un eccellente campionato, trascinando i lagunari dal fondo classifica ai playoff e mettendo insieme 40 punti in 26 partite. L’ anno successivo centra la promozione in serie A dopo una stagione travolgente ed ora, mentre scriviamo, è in dirittura d'arrivo il suo passaggio al Torino.

A raccontarci qualcosa in più di Paolo ecco due illustri personaggi storici biancorossi, Mario Belluzzo e Stefano Capozucca.

«Sin da bambino - sottolinea Belluzzo - è sempre stato determinato, aveva grinta e tenacia ma anche tanta umiltà e voglia di imparare. Infatti si è fatto ben volere sia a Bellinzago che a Corsico, dove ha poi trovato Stefano Capozucca che lo ha portato al Venezia».

È proprio il direttore Capozucca a ricordare il suo arrivo in Laguna, «dove si è subito subito fatto voler bene da quell'istrione e bravissimo uomo di calcio di Ricky Sogliano, che per i giovani aveva una vera predilezione. Era un terzino sinistro molto veloce con mentalità vincente e tanto carattere. Non era certo facile passare dal Corsico al Venezia, ma con la sua grande grinta e determinazione ci aveva davvero impressionato».

«Sono molto contento di quanto ha realizzato con grande lavoro - aggiunge Capozucca - siamo ancora in contatto, anzi approfitto di questa occasione per auguragli un roseo futuro: se lo merita».

Belluzzo svela un aneddoto: «Dopo la finale vinta con la Cremonese gli ho inviato un messaggio di congratulazioni, pensando di non avere risposta. Invece dopo qualche ora ecco arrivarmi il suo messaggio. Paolo è un esempio di un calcio fatto ancora di umanità e di bellezza agonistica».

Claudio Ferretti


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