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Cultura | 22 aprile 2024, 11:00

Sensibilizzare per... desensibilizzare il problema delle allergie. Va in scena a Sant'Ambrogio una nuova terapia

Con Sabrina de Federicis, autrice del libro “Butta via i fazzoletti”, e Lia Locatelli, attrice e autrice dello spettacolo teatrale "HUMANIT-AS / Allergie e dove curarle" liberamente ispirato al libro, parliamo dello spettacolo che andrà in scena sabato 27 aprile in prima assoluta a Varese

Sensibilizzare per... desensibilizzare il problema delle allergie. Va in scena a Sant'Ambrogio una nuova terapia

C’è una forma di linguaggio artistico che non finisce mai di stupire. Il suo segreto è quello di riuscire a trattare temi difficili e talvolta dolorosi con emozione, partecipazione oppure con quell’ironia intelligente che strappa il sorriso. Non importa se amaro, perché il sorriso è il sintomo di un’elaborazione e quindi di una presa di coscienza-conoscenza di quanto si legge o vive.

APPUNTAMENTO SABATO AL TEATRO DI SANT'AMBROGIO PER LA PRIMA ASSOLUTA

Lo sanno bene Lia Locatelli e Sabrina de Federicis, l’una talentuosa attrice, autrice e direttrice artistica della scuola di spettacolo M.Art.E, l’altra scrittrice, counselor, paleontologa prestata alla farmaceutica. Il loro incontro ha dato vita ad una produzione teatrale che ha come tema quello delle allergie.

Un fenomeno comune e diffuso che colpisce ogni parte del corpo: dall’epidermide agli organi interni senza lasciare scampo alcuno e senza distinzioni di età. In Italia, secondo le proiezioni, tra il 35% e il 40% della popolazione italiana soffrirà di rinite allergica entro il 2030. Sono dati diffusi dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica durante un recente convegno.

Ci si chiederà come uno spettacolo teatrale possa trattare un tema simile. Tutta una questione di sensibilizzazione, che poi è il fine che accomuna il connubio artistico di Sabrina e Lia. Parlarne al di fuori dei simposi scientifici per far arrivare il messaggio all’opinione pubblica e alla politica ormai desensibilizzate al tema.

La nuova produzione teatrale dal titolo "HUMANIT-AS / Allergie e dove curarle", uno spettacolo inedito scritto e diretto da Lia Locatelli, è liberamente ispirato al libro “Butta via i fazzoletti” di Sabrina de Federicis, edito da Libri d’Impresa. La pièce teatrale debutterà in prima assoluta sabato 27 aprile, alle ore 21.00, presso il Teatro Di Sant'Ambrogio in Via Lazzaro Papi 7 a Varese.

Durante la conferenza stampa di lancio abbiamo avuto il piacere di incontrare entrambe le autrici, con le quali abbiamo scambiato qualche battuta per capire meglio il tema e le ragioni che animano le loro opere. Iniziamo con Sabrina de Federicis.

A TU PER TU CON LE AUTRICI

Sabrina De Federicis, come nasce l’idea di portare in scena il tema del suo libro?
L'idea in realtà nasce da una battuta che fece un'ospite durante una presentazione del mio libro a Milano, allorché ridendo sui personaggi che stavo descrivendo sommariamente, mi disse: «Ma sai che sono proprio divertenti…potrebbero essere dei personaggi da teatro?».  Era solo una battuta che però mi rimase talmente impressa da costringermi a ragionarci sopra. Dovevo trovare qualcuno all’altezza per metterli in scena. Grazie ad un’amica in comune, ho conosciuto Lia con la quale mi sono trovata all’istante.

Lei è anche altro oltreché una scrittrice... Come si spiega questo libro?
Risponde alla mia passione di fare divulgazione scientifica. Sono laureata in scienze naturali  ma lavoro nel mondo farmaceutico. La nascita del libro è legata alla volontà di condividere un'esperienza personale e una soluzione ad un problema sottovalutato o forse trattato in modo inappropriato. Tutto nasce da  mio figlio, oggi venticinquenne e dal suo primo broncospasmo di tipo allergico ad appena sei mesi. Una situazione che, come madre che accudisce, mi ha preparato e costretto ad essere sempre sul chi vive, tra un cortisone ed un antistaminico. Oltre a costringere il bambino a tante rinunce, soprattutto in primavera quando tanti amichetti si divertivano all’aria aperta. E così ho iniziato a studiare una soluzione, a cercare una terapia che potesse liberarlo dalla cura cortisonica e antistaminica che non è altro che  un modo di addormentare i sintomi anziché provare a curarli. E tuttavia quella era la cura proposta dai più.

Ne esiste un’altra? Nel libro parla di terapia desensibilizzante: si cosa si tratta?
Io parto con un messaggio di speranza, non aleatoria ma concreta, basata su dati ovviamente scientifici. Perché esiste una terapia che tra l'altro è una terapia storica, nel senso che non è un'innovazione di qualche giorno fa, ma è presente sul mercato da trent'anni e risale ai tempi di Mitridate – Re del Ponto vissuto nel primo secolo A.C. -  il quale, come tutti sanno, si iniettava piccole dosi di veleno perché aveva paura di essere avvelenato, Lo faceva affinché il proprio corpo si adeguasse. Il concetto della terapia desensibilizzante è lo stesso. Alla persona che è allergica, per esempio alle graminacee, sono somministrati piccoli quantitativi delle stesse in modo che il sistema immunitario impari a riconoscerle creando un patto di amicizia. È una terapia curativa riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della Sanità proprio perché modifica la storia naturale del paziente semplicemente abituando il suo sistema immunitario a gestire l'ospite in modo naturale. La prima biologica -  per via del suo meccanismo – e quindi non di sintesi chimica bensì di materiale biologico che entra in laboratorio solo per la purificazione e per non generare effetti collaterali non desiderati. Il fatto di doverla somministrare a dosi molto piccole fa sì che il periodo di cura risulti abbastanza lungo, perché parliamo di circa tre anni. Ma anziché togliere il sintomo, che ricompare non appena si smette di prendere i farmaci, lo cura liberandoti dalla “gabbia” della chimica tradizionale. Purtroppo, non tutte le regioni in Italia rimborsano la terapia desensibilizzante. Solo la Lombardia la riconosce al 100% mentre il Piemonte al 50%. Il resto dell'Italia però se la compra, una cosa inaccettabile.

Lia Locatelli, entriamo nell’opera teatrale che ha scritto ispirandosi liberamente al libro di Sabrina. Parlavamo prima della chiave ironica, ma con una forte dose di realtà. 
La storia è quella di persone allergiche reali proposta in chiave ironica, riprendendo i personaggi del libro con i loro problemi e le soluzioni bizzarre che spesso ricercano nella realtà.

Tutto ha inizio in una sala d’aspetto…
“HUMANIT-AS” è ambientato nella sala d'aspetto di uno studio medico. Qui i personaggi nello studio sono in attesa della loro visita allergologica. Il paradosso di tutto lo spettacolo è che questi personaggi non riceveranno mai la loro visita, vuoi per motivi tecnici, vuoi perché i loro dati vengono persi. In questa attesa, i personaggi si raccontano dapprima semplicemente lamentandosi con la segretaria, la quale si limita a spiegare ai pazienti che ci sono dei problemi tecnici e che devono attendere. 

Un’attesa infinita che è forse una metafora. È così?
Ho deciso di ambientarlo in questo studio medico, in questo stato di attesa, perché sono una grande fan di Jean Paul Sartre e di questo suo testo che si chiama “A porte chiuse” che appartiene al genere del dramma filosofico, come spesso accade con le opere di Sartre. La nostra è invece una comedy, quindi un evidente tributo a questo grandissimo autore. Per Sartre, l'inferno è l'attesa, insieme a degli sconosciuti, eterna. Sartre, in qualche modo, identifica l’inferno come una stanza in cui esistono tre persone che stanno insieme per l'eternità e raccontano il perché sono arrivate all'inferno. All’inizio, non capiscono perché si trovano in quel posto ma poi verso la metà, si dichiarano e raccontano perché sono lì nella stanza che simboleggia l’inferno. È un’attesa infinità e, infatti, il testo è circolare; quindi, alla fine gli stessi personaggi si arrendono all’idea di dover restare lì in eterno. È come se tutto ricominciasse all’infinito. Ecco, mi piaceva dare questo tipo di visione ovvero di che cosa sia l'inferno a livello filosofico per Sartre. Mi piaceva l'idea di fargli un tributo nella forma di commedia.

Per arrivare poi alla metafora, sdrammatizzando…
Assolutamente sì. Facendo una riflessione sulla condizione umana, la condizione di eterna attesa di qualcosa e di risposte che non arrivano. Quindi intrecciare queste due dinamiche: il racconto dell'allergia ovvero il racconto della salute e della propria condizione di salute con una riflessione filosofica sulla condizione dell'essere umano.

Che poi è un modo per avvicinare il teatro alla gente. Giusto?
Penso che il teatro, per sopravvivere oggi, debba essere una forma di comunicazione. Debba parlare con realismo di sociale e del sociale. Noi siamo tutti disabituati all'andare a teatro. A volte quando andiamo in teatro vediamo cose che non capiamo, cose che non ci piacciono. Cose incredibilmente lontane da noi o addirittura eccessivamente mainstream. Ecco perché mi interessa lavorare sulle tematiche che parlino sempre di sociale, che raccontino alle persone i problemi del sociale. In maniera realistica, più ancora di quella che vedono sui social o in televisione. Perché il teatro ha questa magia pazzesca in cui noi tutti possiamo vivere un'emozione in maniera reale insieme agli attori. Un’emozione palpabile, tangibile e vicina. Nell'attore che si emoziona sul palco o che racconta qualcosa di sé, ci sarà sempre e sicuramente qualcosa di più interessante, più piccante di qualcosa visto su un telefono o in televisione. Quindi se noi artisti teatrali vogliamo sopravvivere, dobbiamo in qualche modo dare una scossa a chi ci viene a vedere ma in maniera proattiva e non soltanto regalando un sorriso. Sì, certo, regalargli anche un sorriso, un momento di distensione, un momento di festa insieme a qualcuno che si ama. Ma anche un momento di riflessione. Non lo dico io, lo dicono i grandi autori come Shakespeare e Cechov. Dobbiamo passare l'emozione per sensibilizzare ancora di più.

Lei non è nuova a questo teatro, vero?
Verissimo. Recentemente abbiamo parlato di disturbo del comportamento alimentare portando un nostro toccante spettacolo ad un importante festival nella città di Catania. Abbiamo parlato di adozione consapevole e scritto uno spettacolo in collaborazione con il Canile Municipale di Varese, in cui parliamo appunto di quanto sia importante adottare un animale e  di cosa comporti questo.

Interviene Sabrina per una battuta finale riprendendo proprio uno dei concetti di Lia…
Sensibilizzazione... È proprio la parola corretta! Nel caso poi specifico delle allergie, lo scopo del libro è anche quello di far comprendere che è un errore considerarle un semplice fastidio anche se, purtroppo, vengono considerate proprio in questo modo. In realtà è una vera e propria patologia che può progredire andando a colpire diversi distretti del nostro corpo diventando sempre più seria. Lo scopo è quello di far sì che più persone possano accedere alla conoscenza, attraverso lo spettacolo, per fare una riflessione su quanto sia importante la cura di sé e sensibilizzare la classe politica su questo argomento. In verità, e di questo sono molto contenta, il libro è già stato “galeotto” in tal senso. La postfazione fu curata dall’onorevole Paolo Ciani, allora alla Regione Lazio e oggi deputato alla Camera. Particolarmente attento alle problematiche di salute, l’onorevole Ciani ha promosso la creazione di un gruppo interparlamentare sulle malattie respiratorie allergiche che ha già firmato un patto di legislatura con più di dieci punti, rivolti all’esigenza della persona con allergia, tra cui anche l’accesso alle cure uguale per tutte le regioni italiane. La pièce teatrale vuole essere un ulteriore pungolo, sia per le persone che, come detto, per continuare l’azione politica.

Non resta, quindi, che leggere il libro “Butta via i Fazzoletti” di Sabrina de Federicis e assistere allo spettacolo "HUMANIT-AS / Allergie e dove curarle" scritto e diretto da Lia Locatelli, con la regia tecnica di Niccolò Maggio, esperto in tecnologie media server ed ingegnere del suono e musiche originali frutto della collaborazione con Simone Borghi, musicista e producer musicale. 

"HUMANIT-AS - ALLERGIE E DOVE CURARLE"
Scritto e diretto da Lia Locatelli

Tratto dal libro “Butta via i fazzoletti!” di Sabrina de Federicis edito da Libri d’Impresa

Sabato 27 aprile, Ore 21.00, prima assoluta al teatro Di Sant'Ambrogio in via Lazzaro Papi 7, Varese

Una copia digitale di “Butta via i fazzoletti!”, il libro di Sabrina de Federicis da cui è tratto lo spettacolo, si può scaricare gratuitamente al seguente link: https://buttaviaifazzoletti.it/il-libro/

Luca Ruspini

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